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Come nasce una casa di lusso da zero?

Londra, a tu per tu con la designer di industriali e collezionisti che svela i segreti del suo lavoro tra artigianalità e lusso

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Annabella Nassetti, architetto, vive a Londra e realizza progetti bespoke per i suoi clienti. (Foto: Betty Zhiqin Lu)

Classe 1973, milanese d'origine ma londinese d'adozione, Annabella Nassetti realizza e firma progetti bespoke da oltre 13 anni unendo il saper fare e l'artigianalità italiana alle alte tecnologie del design innovativo.
Tra i clienti con cui ha lavorato negli ultimi anni c'è Chalerm Yoovidhya, il fondatore della Redbull Drink e del team Formula 1, Patrick Head co-fondatore del Formula One Team Williams Martini, il fondatore Jordanger di Voss e il Sig. DeLonghi, industriale Italiano.
La incontriamo a Londra, dove vive e lavora, per farci raccontare meglio il suo lavoro e i suoi progetti futuri. 

Un'Italiana a Londra, come hai cominciato?

Il mio percorso qui è iniziato nel 1997 con un corso di Interior Design dopo una laurea in Industrial Design a Milano, mia città natale. Sentivo la necessità di esplorare un differente aspetto del design dove io potessi introdurre creazioni da me progettate, come mobili, cucine e complementi. L’idea di stilizzare uno spazio mi sembrava riduttiva, avevo bisogno di navigare nella progettualità.
Così, ho iniziato a lavorare per uno dei più celebri studi di property development, che è stata per me l'occasione per sperimentare e forgiare la mia identità creativa. Anni dopo, sono passsata a collaborare con HBA/Hirsch Bedner Associate, nel campo del design di hotel di lusso seguendo progetti a Roma e Istanbul.

E oggi di che progetti ti occupi?

Curo la ristrutturazione degli immobili nella sua totalità. Dalle “viscere” alla consegna, pronto all’uso. Il mio lavoro va dalla costruzione al design, passando per il project management.

Nella foto: il progetto di uno chalet in Svizzera realizzato da Annabella Nassetti

Qual è la parte che preferisci del tuo lavoro?
Sagomare gli interni, riuscire a raggiungere un'atmosfera fluida ed armoniosa che fonda spazio e volume, sempre tenendo conto delle esigenze e dei gusti dei clienti che di sovente mi richiedono ambienti comodi dove si contempli l’esposizione di opere d’arte che posseggono.
I clienti si rivolgono a me ancor prima dall’acquisto dell’immobile, per ricevere consulenza in ogni fase della manovra.

Qual è la richiesta più speciale che hai ricevuto da un cliente?
Per un progetto in Knightsbridge, realizzato in collaborazione con Berti Italia, ho creato un pavimento composto da ebano ed inserti di resina in madreperla. L'effetto era stupefacente.
Tempo fa, in collaborazione con Bisazza, ho riprodotto un opera d’arte di AndyWarhol su uno sfondo in Tweed su un mix di mosaico da 10 x10 mm.
Per la sala da pranzo di un appartamento a Wimbledon ho progettato un tavolo di 210cm di diametro in vetro con un supporto in marmo Bianco Lasa composto da 12 petali che ho ideato con un modellatore 3D servendomi di un apposito file che mi ha permesso un’esecuzione ai massimi livelli di precisione.Grazie alla tecnologia che permette modellazioni su 3 assi a controllo numerico si può ottenere qualsiasi pezzo su misura.
L’attenzione nella finitura di muri e soffitti é sempre anch’essa una parte importante del progetto.
Ciò che ultimamente mi viene chiesto, è realizzare sale cinema dentro casa. In questo caso la sfida è realizzare schermi HD a scomparsa, installare impianti sonori idonei, insonorizzare la stanza, scegliere salotti pronti a soddisfare le esigenze più raffinate...

Nella foto: un bagno realizzato interamente in mosaico nel quartiere di Chelsea, a Londra. 

Interagisci spesso con l'arte nei tuoi progetti?
Sì. Ho inserito nei miei progetti opere di Damien Hirst, Francis Bacon, Matisse, Lucian Freud, Andy Warhol, e su commissione lavoro spesso con Marialuisa Hernandez, artista Cilena.

Dove trovi l'ispirazione?

Nelle mie radici milanesi, nei viaggi, negli oggetti che considero belli, nel quotidiano. L'ispirazione è dappertutto. Posso trovarla osservando un Riva Aquarama, dalle linee e dallo stile sempre ricercato, o un Porsche 356, che per me è un’opera d’arte su quattro ruote, ma anche semplicemente passeggiando in Galleria Vittorio Emanuele.

Qual è l'obiettivo dietro tutti i tuoi progetti?
Ottenere un equilibrio ottimale nel design senza perdere di vista l’aspetto pratico del progetto e riuscire ad incrementare il valore dell‘immobile.

Nella foto: il salotto di un appartamento a South Kensington, Londra, realizzato da Annabella Nassetti. 

Realizzi tutto bespoke? Con che brand collabori?

Per quanto riguarda gli incarichi di mobili su misura o pezzi unici che non é possibile reperire nel mercato, al momento ho scelto di collaborare con Philippe Hurel a Parigi e RDC Italia di Como. Stiamo inoltre sviluppando un interessante progetto per dei cocktail bar ove userò diversi materiali come il nickel, strutture di vetro e motivi di pregiati tessuti incisi in collaborazione con la firma veneziana Rubelli.

Qual è, fra tanti, il progetto che più ti sta a cuore?

Una casa in stile zen che ho completamente ristrutturato in Onslow Square, nel quartiere londinese di South Kensington. Una vera sfida. Il proprietario dell’immobile afferma che chiunque entri nella casa avverta la stessa sensazione che si prova nel varcare la soglia di un luogo sacro dove l’armonia tra corpo e anima si fondono. La geometria, le simmetrie e la palette di colori neutri che abbiamo scelto consentono a chi la vive di staccare la spina dal caos della vita di città, specialmente dopo una giornata intensa e stressante.

Nella foto: il bancone di un bar realizzato da Annabella Nassetti in pieno stile Great Gatsby. 

Perché gli italiani nel design sono i più forti?

Perchè siamo cresciuti circondati da meraviglie uniche, il patrimonio artistico mondiale si trova in un’altissima percentuale in Italia, e noi lo assorbiamo su più livelli. Siamo fantasiosi, eclettici, vivaci e nello stesso tempo austeri ed un po’ distanti. Ma soprattutto, siamo il risultato della fusione di culture millenarie, pur sapendo mantenere la nostra identità unica nel suo genere.

Progetti futuri?
Sto collaborando con lo chef Judy Joo per creare un concetto innovativo per i ristoranti in Asia. L’idea è ottenere la massima privacy in un ristorante dove si possa far uso del top della tecnologia ma dove il servizio al tavolo avvenga solo se richiesto. Un nuovo pensiero sull’uso del ristorante inteso in senso stretto.Un progetto che ho sviluppato e che permette il massimo utilizzo del volume di uno spazio commerciale.
Sto anche ideando una collezione di tavoli, tavolini e chaise longue, ispirate dalla foma classic twist e con vivaci e coloratissime imbottiture di seta.

www.abnassetti.com


di Valentina Mariani / 8 Novembre 2017

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