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Architectours, il network che organizza viaggi nel design Made in Italy

Architectours, il progetto di Daniele Prosdocimo propone una scelta di itinerari all’interno delle sedi di design companies italiane di fama internazionale

Architectours.it è il primo network di design tourism in Italia progettato ad hoc per costruire solidi rapporti tra architetti, interior designers internazionali e le più importanti aziende del Made in Italy. Nato da un idea di Daniele Prosdocimo, laureato in economia e da sempre operativo nel mondo della comunicazione, Architectours è una start-up che rientra nel settore contemporaneo del turismo esperienziale (leggi anche la nostra Guida al turismo esperienziale in Veneto) proponendo una scelta di itinerari all’interno delle sedi di design companies italiane di fama internazionale. 

Negli ultimi anni il turismo custom-made ha già coinvolto con largo successo di pubblico la Cultura, l’Enogastromonia e l’Ambiente: l’intuizione di Prosdocimo è stata quella di riconoscere il Design Italiano come autentico patrimonio, non solo perché espressione di una serie di prodotti universalmente riconosciuti ma soprattutto perché manifesto di un’inesauribile industria creativa e di un autentico sapere artigiano. 

Architectours.it permette di conoscere gli aspetti meno noti del Made in Italy: le fasi di concept design dei prodotti, i processi di realizzazione, i misteri delle tecniche più avanzate e la proprietà dei materiali, il tutto raccontato ‘live’ all’interno dei laboratori e show-room delle aziende. 

Al momento Lago, Magis, Valcucine e Kristalia hanno già aderito ad Architectours, aziende che da decenni promuovono e sviluppano nuove idee per il design italiano, tutte geograficamente collocate nel Nord Est del paese, tra Veneto e Friuli. Sarà proprio da qui che a breve partirà il lancio del primo itinerario di Architectours che includerà nella visita le sedi centrali delle aziende sopracitate oltre alla possibilità di scoprire i capolavori architettonici del territorio come il cimitero Brion di Carlo Scarpa nei dintorni di Asolo, il villaggio Eni di Edoardo Gellner e Carlo Scarpa tra le dolomiti del Cadore e i masterpiece della contemporaneità veneziana come Punta della Dogana di Tadao Ando e il Fondaco dei Tedeschi firmato OMA. 

L’esperienza non si esaurisce solo nel design, prosegue negli aperitivi, nelle cene e negli incontri inaspettati in loco. Architectours coinvolge a 360° la pratica del design, la cultura architettonica e l’eleganza di un lifestyle da tutti invidiato.

Abbiamo intervistato Daniele Prosdocimo per conoscere nel dettaglio la genesi e gli sviluppi futuri di Architectours.it

Architectours.it rappresenta un'importante novità nel nuovo corso del turismo su misura. Come è nata l'idea di leggere gli spazi del lavoro delle grandi aziende del design attive in Italia come luoghi da visitare?

Ci sono diversi input che mi hanno portato a strutturare questo progetto, non parlerei solo di turismo su misura, è un progetto di comunicazione e di network tra aziende che in primis procura vantaggio alle aziende stesse in quanto possono rientrare in un percorso di story telling che genera interesse culturale e quindi stimola il turismo. Un altro input è stato quello di liberare il design dallo stereotipo di puro prodotto realizzato da archi-star o design-star: quello che Architectours si prefigge di fare è raccontare storie di design italiano sottolinenando gli aspetti creativi e produttivi. Se in Italia il turismo è una grande fonte per l’economia nazionale, non ha ancora scoperto le potenzialità del comparto industriale. Nel resto del mondo, come in Giappone, Germania, Belgio, Francia esistono network di turismo industriale sviluppati da molti anni, nel nostro paese c’è ancora poco. Ciò su cui Architectours si focalizza è la conoscenza delle fasi di produzione del design industriale. Un ulteriore input: ci sono musei , come il Design Museum di Londra, che si dichiarano come sedi centrali del design mondiale, non ho mai condiviso questa posizione: il più grande museo del design è l’Italia, un museo open air costellato di più di ventimila aziende che operano nel mondo del design ed insieme la nazione con il più alto numero di siti UNESCO. Questo è uno dei punti chiave da cui parte Architectours.

Come sono state scelte le aziende che hanno aderito al programma di Architectours.it? E come hanno accolto inizialmente la tua proposta?

Le aziende devono rispondere a delle caratteristiche specifiche: devono essere aziende internazionali o che vogliono investire nell’internazionalizzazione, avere una brand identity che è espressione di precisi valori e devono esprime tali valori anche attraverso l’architettura della propria sede. Ci sono tanti brand molto noti che non hanno sedi così interessanti e non riconoscono l’importanza dell’ospitalità e della brand experience connessa. Durante i grandi eventi del design, come fiere o design week di tuto il mondo, i brand presentano i prodotti come fossero disposti semplicemente in vetrina senza restituire quel genius loci che si cela dietro l’oggetto: il luogo del brand è l’azienda stessa e viceversa. Architectours vuole svelare il dietro-le-quinte: gli uffici, la fabbrica, le persone che lavorano all’interno dell’azienda. Certo le aziende devono condividere una filosofia di apertura verso l’esterno e avere la capacità e la voglia di ospitare e accogliere visitatori. Le aziende che per ora hanno aderito al programma - Valcucine, Kristalia, Lago e Magis - sono aziende che hanno rivelato questa apertura verso l’esterno e si sono dimostrate pioniere nel dare fiducia ad una start-up come Architectours.

Chi si rivolge ad Architectours.it? Si potrebbe costruire il 'profilo tipo' di un design tourist? 

Architectours.it punta ad un pubblico di settore. Il design tourist è un architetto, un interior designer o gruppi di studenti di queste discipline. Il profilo dei nostri clienti è decisamente internazionale , vengono in Italia non solo per conoscere le realtà aziendali ma anche per vivere quel lifestyle e quel patrimonio culturale che esprime il paese come brand. Il made in Italy non è solo produzione: è un sistema complesso che nel tempo di un itinerario di Architectours - dai tre ai cinque giorni - è possibile raccontare in un’esperienza che coniuga business e leisure. Un po’ come tutti noi che nel design operiamo e che il design lo viviamo, quando ci rechiamo all’estero, che sia per lavoro o per vacanza, non ci fermiamo solo alla spiaggia più bella e alla passeggiata lungo le vie dello shopping  di una capitale ma vogliamo immergerci nel fermento culturale e nei fenomeni sociali che in quel preciso contesto sono in atto. 

Negli ultimi anni Architettura e Design Industriale procedono parallelamente con produttive contaminazioni reciproche. Qual è l'approccio al progetto che Architectours.it vuole far emergere durante le visite?

L’approccio non è solo al progetto. Sicuramente il progetto è la parte fondamentale nella creazione del prodotto ma dietro al progetto c’è la filosofia dell’azienda: come un’azienda del XXI secolo si vuole porre nei confronti dei propri clienti e dei propri interlocutori? Io penso che prodotto e progetto siano un riflesso di ciò che avviene prima, ovvero i valori espressi dal brand e la convinzione nella condivisone del proprio operato con il pubblico.

Negli itinerari figurano non solo le sedi e i laboratori delle aziende, ma anche edifici contemporanei come il Messner Mountain Museum di Plan de Corones (Bz) progettato da Zaha Hadid. In un paese come l'Italia, che da sempre valorizza la cultura del passato, è possibile educare il grande pubblico a riconoscere come patrimonio anche l'architettura e il design contemporanei? 

Non credo sia compito di Architectours.it educare il grande pubblico ad apprezzare l’architettura contemporanea. Se l’architettura oggi è legata all’economia e al marketing, dico questo guardando a città come Bilbao dopo l’effetto Guggenheim o come Milano dopo l’effetto Expo che ha rivoluzionato in positivo il percepito della città, questo legame diventa un’opportunità di educazione, rigenerazione e riqualificazione urbana. Il potere dell’architettura e del design è proprio quello della trasformazione: rendere un luogo o un oggetto ancora più stimolante e attraente rispetto a ciò che c’era o era prima. Se l’operazione è valida aumenta la visibilità, cresce il richiamo e quindi riparte anche l’economia. Dovrebbero esserci molti più esempi in Italia come il Messner Mountain Museum o il MAXXI di Roma, ma sono ancora troppo pochi.

Quali saranno gli obiettivi di Architectours.it per il futuro? Anticipazioni su nuove avventure nel design?

Architectours.it sta partendo e contemporaneamente sta crescendo perché crescono i rapporti internazionali. Stiamo costruendo progetti con nuovi partners, come Dolomiti Contemporanee che sta riqualificando luoghi dimenticati grazie all’arte, uno tra tutti il villaggio ENI di Edoardo Gellner e Carlo Scarpa a Borca di Cadore, ed insieme ad Archiproducts e Archiportale stiamo ragionando su ulteriori sviluppi per il turismo industriale. Il nostro obiettivo è sicuramente un’espansione internazionale e la diffusione del design tourism in più settori del Made in Italy come il car-design o il fashion design, per i quali abbiamo già avuto le prime richieste. 

www.architectours.it/


di Giovanni Carli / 18 Marzo 2017

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