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Chi è Anna Castelli Ferrieri, l'architetto a cui Milano dedica una galleria a City Life

La Galleria Commerciale open-air progettata da Mauro Galantino celebra la vita della progettista tra premi Nobel e la passione per la Bauhaus

1_ritratto ACF
Courtesy of CityLife

Dopo l’intitolazione di una via a CityLife a Milano anche una mostra fotografica per ricordare la vita e il lavoro di Anna Castelli Ferrieri

La Galleria Anna Castelli Ferrieri si snoda all’interno del nuovo distretto commerciale urbano CityLife Shopping District: è il nuovo tratto viario concepito dall’architetto Mauro Galantino e dall’11 dicembre, con una cerimonia a alla presenza dell’Assessore alla Cultura Filippo del Corno, dedicato alla celebre architetto e designer, colei che forse meglio rappresenta lo sviluppo funzionalista nel capoluogo lombardo e non solo.

Nata a Milano il 6 agosto 1918 e deceduta nella stessa città nel 2006, Anna Castelli Ferrieri compì i suoi studi universitari alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano dove si iscrisse nel 1938 diventando allieva di Franco Albini. Lavorando nel suo studio conobbe anche architetti quali Piero Bottoni ed Ernesto Nathan Rogers, impegnati nella ricostruzione di Milano, e – affascinata dall’approccio razionalistico al mondo del design e dell’architettura – affermerà più tardi in un’intervista rilasciata a RAI Educational “Albini mi ha allenato a sentire la responsabilità del progetto. […] è stato il mio maestro razionalista, totalmente razionalista”.

Ma l’aria densa di cultura la respirò sin da bambina quando suo padre, Enzo Ferrieri, editore, regista, giornalista e fondatore della rivista Convegno, diede vita ad un circolo culturale di livello internazionale frequentato, tra gli altri, da nomi eminenti e premi Nobel come Luigi Pirandello, James Joyce, Thomas Mann, Umberto Saba ed Eugenio Montale. Questa visione più europea che italiana forse fu la ragione per il suo forte interesse verso l’architettura Bauhaus, che l’accompagnò come punto di riferimento per il resto della vita. Il 1943 fu l’anno della sua laurea -con una singolare tesi sulla Galleria Vittorio Emanuele- ma anche, insieme al marito Giulio Castelli, del suo abbandono di Milano, occupata dai nazisti, dove ritornò poi nel 1946 per fondarvi il proprio studio di architettura e contemporaneamente diventare capo redattrice della rivista Casabella Costruzioni e corrispondente per l’Italia della rivista inglese Architectural Design.

Dal 1959 al 1973 lavorò anche nello studio dell’architetto Ignazio Gardella, dove potè elaborare la sua concezione funzionale dell’architettura, un approccio che manterrà anche nei suoi lavori futuri e un contributo essenziale allo sviluppo del design industriale in Italia. La sua attività spazia ora tra architettura, restauro e urbanistica con opere di alto livello livello comei progetti degli uffici dell'Alfa Romeo ad Arese, della Tecnitub a Podenzano, della Castek a Milano, e della Kartell, azienda fondata dal marito nel 1949, a Binasco.

Sotto la sua curatela vengono compiuti anche il restauro e la ricostruzione di edifici storici, come il Chiostro del Bramante a Milano e Palazzo Benci a Firenze. Per la parte urbanistica si occupa poi dei piani regolatori di Milano, Torino e Genova, e di alcune aree di Vicenza, Stintino, e di progetti in Iran e in Algeria. A partire dal 1966 collabora e infine lavora come Art Director con Kartell, per la quale, fedele alla sua idea che gli oggetti di uso quotidiano potevano sposare linee di design funzionale, disegnerà, tra gli altri, la sedia sovrapponibile 4870, vincitrice del Compasso d'oro, e gli iconici contenitori componibili 4970/84.

La sua lunga attività professionale e l’impegno culturale la portano a ricoprire cariche di prestigio, tra le quali la presidenza dell’ADI e la docenza universitaria presso la cattedra di Disegno Industriale del Politecnico di Milano, e quindi della Domus Academy ma soprattutto a divenire una figura di riferimento per tutto il mondo della progettazione sia come socia dell'Istituto Nazionale di Urbanistica che come fondatrice del Movimento di Studi per l'Architettura e del Gruppo di progettazione ACF Officina, assieme ai suoi ex allievi, nel 1990. È del 1994 il suo secondo Compasso d'Oro, vinto per la linea di posateria Hannah per Sambonet. Alle sue opere sono state dedicate mostre e pubblicazioni in tutto il mondo mentre alcuni suoi progetti sono esposti in musei internazionali come per esempio il MoMA di New York e il Centre Pompidou di Parigi.

Chi vuole approfondire la figura di Anna Castelli Ferrieri e il suo importante contributo alla storia dell’architettura e del design moderni italiani, lo potrà fare visitando l’esposizione fotografica, aperta per tutto il mese di dicembre, all’interno di CityLife, il progetto di riqualificazione dello storico polo urbano della Fiera di Milano.

www.city-life.it


di Paola Testoni / 12 Dicembre 2017

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