ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

Denise Scott Brown non è solo la moglie di Robert Venturi

L'urbanista inglese vince il premio Jane Drew 2017 asseganto alle donne che si sono distinte per eccellenza e innovazione nell'architettura

denise-scott-brown-moglie-robert-venturi-vince-jane-drew-2017

Denise Scott Brow, moglie di Robert Venturi, ha vinto il Premio Jane Drew 2017

Denise Scott Brown non è solo la moglie di Robert Venturi. L'architetto ha vinto il Premio Jane Drew 2017, un riconoscimento assegnato da Architects Journale The Architectural Review a donne laureate che contribuiscono, attraverso il loro impegno all’eccellenza e all’innovazione, a tenere alto il profilo femminile nel comune ambito professionale, incoraggiandone parimenti la diversità e l’inclusione.
Un premio che in precedenza fu conferito ad architetti del calibro di Zaha Hadid, Odile Decq, Yvonne Farrell e Shelley McNamara e che onora la memoria dell’omonima urbanista inglese, considerata uno dei fondatori del Movimento Moderno in Gran Bretagna, oltre che tra le prime ad aver fondato uno studio di architettura tutto al femminile già prima della Seconda Guerra Mondiale, grazie al quale realizzò case popolari in Gran Bretagna, Africa occidentale, India e Iran.

La Scott Brown, insieme al marito e socio Robert Venturi, ha lasciato il segno in architettura non solo attraverso pionieristici edifici che esplorano le possibilità del postmderno utilizzando elementi di classicità e giocando con i concetti di scala e simmetria, come la Vanna Venturi House, costruita per la madre di Robert nel 1964, ma anche attraverso le opere che hanno pubblicato, tra cui nel 1972, insieme a Steven Izenour, Learning from Las Vegas: The Forgotten Symbolism of Architectural Form, che rigetta gli assiomi decorativisti del modernismo e A View from the Campidoglio, nel 1985.

Insieme da quando si conobbero, mentre entrambi insegnavano all’Università della Pennsylvania, hanno ben presto iniziato a collaborare, trasformando lo studio Venturi and Rauch nel Venturi, Scott Brown and Associates (VSBA), che ha contribuito a ridefinire il concetto di postmoderno portando l’avanguardia architettonica anche nei sobborghi e nei campus universitari.

Dopo l’assegnazione del premio Pritzker esclusivamente a Venturi, nel 1991, ci fu una campagna che raccolse oltre 20.000 firme affinché il comitato rivedesse la propria decisione e concedesse il meritato riconoscimento anche alla Scott Brown;. Il consiglio Pritzker non accolse il ricorso, ma nel 2016, l’AIA, l’American Institute of Architects, ha deliberato una modifica ai requisiti per l’assegnazione dell’omonima Medaglia d’Oro, concedendo che, per la prima volta nella storia, fosse conferita ad entrambi.

http://www.vsba.com


di Lia Morreale / 21 Febbraio 2017

CORNER

People collection

[People]

Il favoloso mondo di Constance

La designer francese ci racconta actio!, in scena a Parigi

interviste

[People]

Vittorio Gregotti in mostra

Una mostra al PAC per raccontare 60 anni di architettura

Mostre

[People]

Radio Cino

12 brani "d'architettura" direttamente dall’iPod di Cino Zucchi

Costume

[People]

Architetto ad honorem

Laurea honoris causa per Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia

costume

[People]

La community di Firenze

Martino di Napoli Rampolla e l'approccio collaborativo al design

interviste

[People]

Milano omaggia Anna Castelli

A CityLife a Milano una via è stata intitolata alla celebre architetto

Costume

[People]

Le regole del nomadismo

Vivere con poche cose, che invecchiano bene e raccontano storie

travel

[People]

James Stewart Polshek

L'architetto umanista che ha appena vinto l'AIA Gold Medal 2018

premi

[People]

La prima della Scala

La scenografa Margherita Palli ci racconta Andrea Chénier

Interviste

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web