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Elle Decor Italia

Elad Yifrach, "viaggio da tutta la vita per insegnare al mondo la bellezza del Mediterraneo"

L'Objet è un progetto che rende omaggio all'artigianato del bacino mediterraneo. In cui il design diventa strumento per combattere polverizzazione e localismi

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Elad Yifrach, fondatore di L'Objet, disegna le sue collezioni per la casa che fa produrre ai migliori artigiani del Mediterraneo, creando prodotti che raccontano una storia antica, reinterpretata in chiave moderna. 

Viaggiatore da tutta la vita, Elad Yifrach ama particolarmente il Mediterraneo, i suoi popoli e le sue antiche tradizioni di raffinatezza artigianale, che celebra con il suo progetto, L'Objet, attraverso cui realizza collezioni per la casa, oggettistica, prodotti beauty e fragranze d'ambiente, giochi e piccoli complementi d'arredo, ma la sua passione sono le tavole.

I disegni che realizza e da cui parte per produrre le collezioni, sono per molti versi un omaggio in carne ed ossa a questi grandi artigiani. Eppure, nonostante il suo forte legame con il passato, aspira a superarlo, attraverso uno sforzo meticoloso di immaginazione, per creare un nuovo livello di abilità artistica.
Per capire meglio il suo lavoro l'abbiamo intervistato, e ci ha raccontato idee, obiettivi futuri e passioni che si legano al suo lavoro e alla sua cultura.

Come è iniziato il tuo progetto e quale era l'obiettivo?
Sono sempre stato un viaggiatore, e ho voluto creare qualcosa che fosse l'espressione del mio amore per i Paesi e le culture del Mediterraneo. Mentre lavoravo a Beverly Hills come interior designer, mi sono accorto di quanto fosse profonda la lacuna nel mercato dei prodotti da tavolo di lusso. Così, ci ho pensato io.

Come è cresciuto L'Objet da quando lo hai fondato?
Per me è importante far crescere l'azienda delicatamente per mantenere il suo tocco artigianale. Lavoriamo con alcuni dei migliori artigiani del mondo, che producono e danno vita ai miei disegni sapientemente. Voglio poter garantire l'impegno per la qualità in ognuno dei pezzi che progettiamo. Ciò a cui tengo di più, è il poter lavorare con i cinque sensi: creare pezzi che attirino tutti i sensi e suscitare una reazione emotiva in chi li guarda e li utilizza.

Perché i tuoi prodotti sono così speciali?
I clienti mi dicono che apprezzano davvero la storia e la quantità di pensiero che si racchiude nei nostri oggetti, così come l'elemento che si lega al viaggio e che è il fil rouge che lega le collezioni. Anche se non si è mai stati nel luogo specifico, attraverso i prodotti che creo voglio dare la possibilità a tutti di riconoscerne la bellezza, l'energia e la storia che si cela dietro i posti da cui provengono.

Dunque il concetto è quello di reinterpretare le tradizioni passate in chiave moderna. Qual è il futuro del design, secondo te?
Evolversi sempre e comunque, per restare sul pezzo, senza regole da seguire. Noi, ad esempio, miriamo a creare bellissimi pezzi che onorino i mestieri e l'arte del vecchio mondo, ma li rendiamo più pertinenti al modo in cui viviamo oggi.

Quali sono i tuoi progetti futuri, e a cosa stai lavorando in questo momento?
Il 2018 è un anno entusiasmante per L'Objet. Annunceremo una serie di nuove collezioni, tra cui una collaborazione speciale con il designer di gioielli preziosi Lito: una collezione di oggetti decorativi stravaganti e surreali, fatti a mano in porcellana con placcatura in oro 24 carati.

Sei innamorato della cultura mediterranea e, come saprai, siamo in un momento di forte rinascita politica dei localismi. Secondo te, il design può diventare uno strumento per superare la polverizzazione dell’area mediterranea?
Certamente sì. Ho trascorso anni ad esplorare il Mediterraneo prima di trasferirmi in California e ora a New York. Sarà sempre un posto da cui sono fortemente attratto ed è speciale anche per tutta la storia che porta con sé, e che attraverso il design può essere espressa al meglio. Del Mediterraneo adoro i contrasti. L'azzurro incomparabile dell'acqua, i paesaggi spesso aspri, la storia e la cultura drammatica, così come lo spirito e la grazia delle diverse persone che vivono intorno ad esso. Ogni volta che ci torno, mi ricordo che è necessario rallentare e godersi la vita.

l-objet.com


di Valentina Mariani / 18 Gennaio 2018

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