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Nei 29 locali più spettacolari di Dubai con Marco Balich, il re degli effetti speciali

Il creatore dell'Albero della Vita di Expo ci accompagna alla scoperta di una delle città più scenografiche del mondo

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courtesy Marco Balich

Il nome di Marco Balich è uno di quei nomi ben noti agli addetti ai lavori, meno al grande pubblico, che però ricorda benissimo i suoi eventi: stiamo parlando dell’apertura della cerimonia delle Olimpiadi di Torino, o dell’Albero della Vita, probabilmente l’installazione più fotografata di Expo Milano 2015.

Ma cosa fa, di preciso, Marco Balich? Dire che il suo lavoro è quello dell’organizzatore di eventi è decisamente riduttivo, lui in un’intervista al Corriere della sera di qualche mese fa ha riassunto così: “Cerco di dare emozioni”. Per farlo viaggia tantissimo in tutto il mondo, e da qualche anno ha aperto una succursale della sua Balich WorldWide Shows negli Emirati Arabi (dove potrebbe tornare ad incantare il pubblico delle Esposizioni Universali con Dubai 2020).

Nel frattempo, abbiamo chiesto alla sua anima di amante degli effetti speciali di accompagnarci nella città che del trucco scenico ha fatto un’arte: Dubai.

Ecco dove ci ha portato.

Notte

Dormire a Dubai può rivelarsi un’esperienza unica: forse è la città con il maggior concentrato di hotel di lusso, che non si limitano a imitare l’eleganza della vecchia Europa, ma osano per stupire. 

I migliori hotel di Dubai secondo Marco Balich sono La Ville Hotel & Suites, un boutique hotel nel cuore di City Walk, una sorta di grande centro commerciale all’aperto che mixa shopping e food esperience di alto livello; Jumeirah Al Qasr, l’hotel disegnato come la residenza estiva di uno sceicco, riproducendo l’architettura reale tradizionale con un’attenzione al lusso contemporaneo; l’Armani Hotel, dove il gusto dello stilista italiano incontra l’architettura iconica del Burj Khalifa; Jumeirah Al Naseem, il quarto hotel del complesso Madinat famoso per il suo lusso estremo che reinterpreta la tradizione beduina; infine One&Only Royal Mirage è forse l’hotel più romantico di Dubai, un palazzo arabo con mobili in legno intarsiato, fontane e bagni in marmo.

 

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Brunch

Che siate a Dubai in vacanza o per lavoro, scoprire un luogo vuol dire anche adattarsi ai suoi ritmi, che in questo caso fondono i rituali arabi con quelli presi a prestito dall’Occidente, ecco allora la tradizione del Friday Brunch, da scoprire al Traiteur, dove la cucina “architettonica2 si accompagna spesso e volentieri ad eventi di live music; al Westin che propone il format Bubbalicious con le sue 10 live coocking station; oppure al Jumeirah Al Qasr, dove la cucina si fa più sontuosa e raffinata

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Aperitivo

Per la più internazionale delle usanze, l’aperitivo, Marco Balich suggerisce tre indirizzi di stampo decisamente “continentale” (anche perché la religione musulmana vieta il consumo di alcool), come lo Zuma, locale in stile giapponese, Play, locale patinato che si definisce in stile “mediterrasian”, con interni in bronzo e marmo, è un buon compromesso tra l’atmosfera da club e quella più accogliente di un ristorante, mentre il Social Room all’interno dell’Intercontinental Dubai Marina propone cocktail originali in un’atmosfera che ricorda quella dei fumoir europei.

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Cena

Così come per gli hotel, anche in fatto di ristoranti Dubai non ha nulla da invidiare a nessun’altra città del mondo, ecco allora quali sono i migliori ristoranti di Dubai che trovano il giusto compromesso tra location mozzafiato e buon cibo: La Petit Maison, rivisitazione della tipica brasserie francese; Aji, ristorante in stile Nikkei da cui scoprire La Palma, il primo progetto per cui tutto il mondo parlò di Dubai; Fish Beach Taverna Dubai, la taverna più charmant di Dubai in cui assaggiare la cucina greca circondati dai suoi colori; ultima tappa al Borro Tuscan Bistrot, Toscana con vista Burj Al Arab.

 

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Dopocena

Nola, il social club di Dubai con musica Jazz, uno dei pochi indirizzi di Dubai che si possono definire “casual”.

Club

Per ballare Dubai offre una vasta selezione di club, “fino alle 3.00, poi chiude tutto” spiega Marco Balich, che ci consiglia lo Stereo Arcade, uno degli indirizzi più gettonati della nightlife di Dubai, con un’atmosfera a metà tra la sala giochi e la dico anni ’80, il The Beach, un club sulla spiaggia per sentirsi a Ibiza, Rixos the Palm, quello che in Italia si chiamerebbe chiringuito ma che negli Emirati ha tutto un’altro appeal e il Music Hall, locale di Beirut che ha aperto i battenti anche in città.

Wellness

Per chi non rinuncia alla forma fisica neanche in viaggio Dubai offre un’ampia scelta di spa (su tutte la Talise Ottoman Spa all’interno del Jumeirah Zabeel Saray, con un esclusivo hammam turco in marmo, legno e mosaico e quella dell’hotel Al Qasr, oltre 26 trattamenti in un ambiente tropicale), palestre come Fit Republik, il più grande centro fitness del Medio Oriente, una sorta di piccola città dedicata allo sport, e centri pilates come la Pilates Academy Dubai, fondata dall’italiana Cloè Sommadossi.

 

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L’altro volto della città

Per una vera “local experience” Marco Balich ci porta al Bu Qtair Fish Restaurant, ristorante di pesce che frigge soltanto un tipo di pesce e gamberi, affogati in una sorta di salsa quasi piccante e da Zaroob, ristorante libanese aperto 24ore, 7 giorni su 7, perfetto per lo spuntino notturno dopo una notte in un club o per una cena veloce dopo una giornata di lavoro.

Esperienze

Chiudiamo questo tour alla scoperta del volto più spettacolare della città più scenografica del mondo con tre luoghi da visitare: Alserkal Avenue, un distretto di gallerie d’arte e design shop racchiuse in un contesto industriale urbano ricreato ad arte, un giro nel vecchio Souk con gita in barca sul Creek e un the del pomeriggio al Xva, un design-hotel ricavato in una dimora Seddiqi all’interno del nucleo urbano più antico della città.

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http://balichws.com

LEGGI ANCHE: → Dubai, cosa vedere di una città che è già nel futuro


di Carlotta Marelli / 31 Ottobre 2017

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