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Da Londra porto il design a Dubai, dove tutto è ancora possibile. Intervista a William Knight

Il nuovo direttore della Dubai Design Week ci racconta obiettivi e opportunità di un territorio vergine, dove il futuro è l'unico credo

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Fredrikson Stallard

Quello di William Knight è un nome ben noto nel mondo delle Design Week: a Londra si è fatto conoscere come direttore del London Design Festival dal 2004 al 2012 e Show Director, Design Trade Events di Media Ten, oltre ad aver guidato due dei più importanti eventi di design del Regno Unito, 100% Design e Clerkenwell Design Week. Quest’anno ha lasciato l'Inghilterra per dirigersi a est, dove è diventato Managing Director e Head of Design di Art Dubai Group.

Il primo grande evento che porta la sua firma è la Dubai Design Week 2017. Ma cosa si aspetta da un evento così giovane un veterano delle settimane del design? L’abbiamo chiesto direttamente a lui, che ci spiega di aver accettato l’incarico stimolato dall’idea di lavorare a cavallo tra “una design experience commerciale – come Design Trade Events e 100% design – e un aspetto più culturale, come potrebbe essere il London Design Festival e la Clerkenwell Design Week. Questa mia combinazione di skills si adattava perfettamente a quello che serviva a Dubai per creare il palcoscenico giusto per una fiera che è al suo terzo anno di vita. Dal canto mio, cercavo l’opportunità di dimostrare le mie competenze, le mie capacità di costruire e di lavorare con uno spettro ampio e diversificato di persone. Mi interessa l’idea di intervenire su terreno fresco, dove tutto è ancora possibile, in una città e in un paese che sono molto attenti al futuro, portando il design al centro di questa visione.”

Non avevo mai sentito parlare così tanto della Dubai Design Week come quest’anno. Pensi che stia succedendo qualcosa di particolare, che la rende diversa dalle edizioni precedenti?

Naturalmente eventi come le Design Week tendono a crescere ed evolversi. A patto che siano costruite su fondamenta solide: vogliamo modellare questo sviluppo in una maniera sostenibile, che ci permetta di portare avanti il progetto della Dubai Design Week ancora per 5, 10, 20 anni. Più che qualsiasi altro aspetto si tratta di lavorare con la comunità locale dei designer, con le istituzioni, con tutte le persone che possiamo coinvolgere e far diventare parte della Dubai Design Week. Bisogna poi tener presente che Dubai è una città internazionale, che connette est e ovest, nord e sud.

 

 

Abwab, il padiglione fatto interamente di molle con il meglio del design del Golfo

Che tipo di persone vorresti raggiungere e coinvolgere?

La prima risposta a questa domanda è il mondo del business. In questo momento siamo all’interno del Dubai Design District, un business hub internazionale che vuole diventare una destinazione in cui le persone possono acquistare servizi legati al design, vedere prodotti e connettersi tra loro. Questa location è molto adatta, e la design week aiuta il d3 a creare un focus, a promuovere la scena creativa e del design, ma anche ad aggiungere al calendario di Dubai un evento in cui le persone possono avere degli insights su cosa è importante nel mondo della progettazione, cosa sta cambiando e ottenere maggior consapevolezza e conoscenza. Questo è uno dei grandi lavori da fare. Qualcosa che ha a che fare con la reputazione della città, con l’aggiungere una nuova dimensione alla storia di Dubai.

 

Vista della mostra itinerante Middle East Design Now

In genere per avere un buon design, oltre ai progettisti è necessario avere dei bravi artigiani. Com’è la scena dell’artigianato e della manifattura qui?

L’aspetto manifatturiero non è mai stato una componente significativa del modello economico degli Emirati, ma c’è una notevole quantità di aziende che si stanno facendo spazio, in particolare nel settore delle costruzioni. L’industria è coinvolta in un gran numero di progetti che riguardano Dubai, ma anche tutta l’area degli Emirati e dell’intera regione. Ed è proprio a loro che la Design Week si rivolge, cercando di essere un’opportunità per entrare in contatto con i designer, di mostrare loro come il design possa aiutare lo sviluppo del prodotto. Vogliamo mostrare loro come i prodotti possano essere progettati e costruiti negli UAE.

Qual’è la grande differenza che c’è tra una Design Week come quelle di Milano, di Londra o di New York e questa?

Ci sono diverse risposte a questa domanda. La prima è nel format dell’evento in sé: le grandi fiere occidentali seguono una formula precisa che prevede un trade show, che sviluppa l’aspetto commerciale del design, affiancato da installazioni e mostre che approfondiscono gli aspetti culturali. Quello che succede a Dubai è unico, perché ogni città ha le proprie specificità e una diversa design community, di storia del design. Qui la storia è molto recente sia in termini di produzione che di promozione, quindi dobbiamo spingere su questi aspetti. Il terzo aspetto che caratterizza Dubai è la posizione strategica nella regione, per questo motivo da molti punti di vista questa è una design week del Middle East, e stiamo cercando di lavorare in maniera da riflettere questa prossimità con il resto della regione mediorientale: abbiamo Abwab (che in arabo significa “porte” NdR), un’installazione architettonica che raccoglie 45 progetti di quest’area selezionati da Lateefa Bint Maktoum, Joy Mardini, Max Fraser e Rawan Kashkoush; Once Upon Design: New Routes for the Arabian Heritage, uno spazio curato da Noor Aldabbagh che racconta il design contemporaneo nell’area del Golfo; Middle-east design now, mostra itinerante curata da Suzanne Trocme che indaga l’eredita del design e dell’artigianato raccolta dai progettisti contemporanei. Ci sono alcune proprietà uniche della Dubai Design Week, contenuti originali che abbiamo commissionato, ma anche una formula che segue quella già consolidata delle settimane del design in tutto il mondo.

Once Upon Design, la mostra curata da Noor Aldabbagh 

Qual è invece l’obiettivo a lungo termine?

Per Dubai ci sono moltissime opportunità che hanno a che fare con il design: alcune di queste sono legate all’ambiente costruito, altre all’utilizzo dei materiali, altre ancora guardano a come il design può essere utilizzato. E ci sono già esempi ben riusciti come il lavoro di Meraas, property developer che sviluppa nuove possibilità che modelleranno la vita urbana per le generazioni a venire, gestendo destinazioni diversificate e sviluppando un pensiero progettuale interessante.

La visione a lungo termine è quella di esprimere questa visione in tutta Dubai, far crescere la Dubai Design Week coinvolgendo il maggior numero possibile di stakeholders e permettendo loro di interagire in maniera sempre più diretta con la design community.

LEGGI ANCHE:
Dubai Design Week 2017
I 29 locali più spettacolari di Dubai secondo Marco Balich
→ Dubai, cosa vedere di una città che è già nel futuro


di Carlotta Marelli / 17 Novembre 2017

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