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Elle Decor Italia

Perchè ricordare Franca Sozzani

Omaggio a una figura straordinaria che ha ridisegnato i codici del giornalismo di moda e di costume

franca-sozzani-morta
Getty Images

La notizia è su tutti i giornali e sui social network dove il suo ritratto si diffonde a macchia d'olio: il 22 dicembre è morta all'età di 66 anni Franca Sozzani, storico direttore di Vogue Italia dal 1988. Il compito di dare questa triste notizia è già stato svolto, e sicuramente avrete già letto della sua vita, della malattia tenuta nascosta fino all'ultimo per riserbo e dei tanti messaggi di commiato arrivati dal mondo della moda e della cultura.

Quello che ci interessa fare in questa sede è dedicarle un saluto, ringraziandola per l'opera straordinaria che ha svolto con passione durante la vita, ridisegnando i codici del giornalismo di moda e di costume, stringendo alleanze di ferro con i fotografi più visionari (tra i tanti, Bruce Weber, Peter Lindbergh e Steven Meisel), indicando a chi come noi si occupa di informazione un nuova modalità di comunicazione attraverso l'immagine, che diventa contenuto da leggere su più livelli: dall'abito al tema d'attualità, dal make up alla denuncia sociale. La moda con lei prende vita e diventa un occhio – elegante – per parlare del mondo, per stupire e rivoluzionare.

In quasi trent'anni di direzione Franca Sozzani ha firmato editoriali provocatori e pubblicato fotografie di forte impatto emotivo che hanno rivoluzionato l'estetica della copertina.

Con lei il Vogue Italia è diventato un'importante piattaforma di lancio per i giovani, dagli allora emergenti Giorgio Armani e Gianni Versace, fino ai vincitori del contest per nuovi talenti Who is on Next? A loro ha sempre consigliato “Siate creativi ma non abbiate paura di essere commerciali, perché commerciali non significa cheap”.

Affiancando al talent scouting l'attenzione per il Made in Italy, Franca Sozzani ha svolto quel ruolo di attento osservatore e sostenitore dell'eccellenza che noi, come design magazine, cerchiamo di praticare quotidianamente.

È stata definita “signora della moda”, nel vano tentativo di ingabbiarla in un cliché dal quale è sempre rifuggita grazie a continue presa di posizione (“felice di piacervi e non” è stato il titolo di uno dei suoi blog più letti), con fiducia nel talento, suo e delle tante icone che ha scoperto e sostenuto.

In tre parole: coraggio, grazia e libertà.


di Carlotta Marelli / 23 Dicembre 2016

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