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Elle Decor Italia

Tutto il mondo di Imaad Rahmouni

A tu per tu con l'architetto e designer, che si racconta tra progetti passati, presenti e idee sul futuro

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L'architetto Imaad Rahmouni si racconta, tra aneddoti di progetti passati e idee sul futuro. 

Il fatto che sia un viaggiatore e che le sue origini franco-algerine gli abbiano permesso sin dagli esordi di essere aperto ad accogliere tutte le culture che la vita gli avrebbe messo di fronte fa sì che oggi Imaad Rahmouni sia uno dei più talentuosi architetti e inderior designer presenti sulla piazza.

Rahmouni ha all'attivo collaborazioni con personalità del calibro di Philippe Starck; residenze private che hanno tutte in comune il fatto di essere spettacolari, e poi alberghi, ristoranti e bar sparsi in giro per il mondo.

A gestire il tutto ci pensa lui in persona, insieme al suo team, dall'ufficio con doppia base a Parigi e Marrakech.
E tra un lavoro e l'altro viaggia per per seguire le produzioni che realizza in Francia, Italia, Indonesia e Spagna, oltre che in marocco.

L'architettura è il tuo mondo. Cosa significa per te questa parola?

Ho sempre pensato che l'architettura non fosse un lavoro, bensì qualcosa che lega per la vita. Non è una disciplina, ma uno strumento potentissimo che influisce in maniera decisa sull'individuo e sulla società, in generale. Per questo, la responsabilità che ci portiamo appresso è infinita.

Il progetto di Ville de L'Orangerie a Marrackech

Come è cambiata negli anni?

L'architettura è un riflesso della società, e con essa cambia. Subisce l'effetto della globalizzazione, di internet, segue le mode, diventa un prodotto di consumo a volte. Spesso questa parola viene anche usata impropriamente. Basti pensare a tutte le persone che, tramite social network come Pinterest, preparano una moodboard di immagini e si sentono professionisti.

A proposito di mode. Quali sono secondo te i trend del momento?

Ora il focus è sull'essenziale e sull'essenza delle cose. L'architettura vista da un occhio mascolino, dallo stile minimale. Inoltre, attraverso i progetti, ci si sta sempre più avvicinando a toccare mondi affini e più artistici, e i progetti diventano poesie che toccano l'uomo nel profondo.

La Spa del Palais Namaskar, albergo a Marrakech realizato da Imaad Rahmouni

Cerco di creare delle favole, seguendo una storia. Dal mio punto di vista un progetto per essere efficace deve saper raccontare qualcosa, trasmettere vitalità, e essere pratico.
Per ottenere questo risultato c'è solo un modo: comprendere che, anche nell'architettura, è l'essere umano al centro di tutto.

Se dovessi definire il tuo stile in tre parole?

Senza artifici, semplice, accessibile.

Villa D'Sens, un'abitazione privata realizzata dall'architetto Imaad Rahmouni

Lavorando con clienti che vanno dai privati ai grandi alberghi, qual è la richiesta che ricevete da tutti sempre e comunque?

Ognuno vuole un progetto su misura, che metta in evidenza lo sforzo che c'è dietro ed elevi il concetto di artigianalità e unicità.

Raccontami un aneddoto...

Ogni progetto ne ha uno o più. Se devo scegliere ti racconto di quando una coppia mi ha chiesto di costruire la loro casa di famiglia. I loro bambini erano presenti durante il nostro primo incontro, avvenuto nella casa al centro di Londra dove abitavano. Lì, non ho potuto non notare che i bambini non erano liberi di muoversi nello spazio che desideravano, per via della delicatezza delle opere presenti in casa, e si barcamenavano tra un «no» dei genitori e l'altro. Allora, ho pensato di realizzare una casa dei «si». Uno spazio dove loro potessero muoversi senza il pericolo di rompere qualcosa. È stato un progetto bellissimo per me.

 

Il Palais Namaskar a Marrakech, realizzato dall'architetto Imaad Rahmouni

Ultima domanda a Imaad Rahmouni: qual è il futuro dell'architettura?

Diventare sempre più local e in grado di rispettare il pianeta. Generare progetti durevoli nel tempo che consumino il meno possibile in termini di energia. Il futuro è green.

www.imaadrahmouni.com

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