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Verde di design: consigli e idee di un flower designer inglese

Intervista a John Tedds: il giardiniere più famoso del Regno Unito fondatore del sito web The Garden Edit

Verde di design: come ottenerlo? Lo abbiamo chiesto a John Tebbs: look hipster, barba incolta, occhi blu. Il giardiniere, flower designer e trend setter vive e lavora a Londra. Il suo sito, The Garden Edit, è diventato un vero punto di riferimento per gli appassionati del settore: ricco di contenuti ispirazionali, è seguitissimo dal suo lancio, avvenuto nel 2013. Oggi John si divide tra lavori a domicilio (ha lavorato anche presso i giardini di Buckingham Palace) e articoli. La sua fonte d'ispirazione principale: la natura, ça va sans dire.

Quando è nata la tua passione per il giardinaggio e il verde?
Direi dalla prima infanzia: i miei genitori sono grandi appassionati di piante e giardinaggio e lo stesso vale per nonni, zie e zii. Tutta la famiglia. Insomma, sono sempre stato immerso in questa realtà. Fortunatamente per me, l'ho sempre apprezzata e mai subita. Da bambino ho trascorso tantissime ore nell'orto ad osservare il meticoloso lavoro di mio padre e, senza nemmeno rendermene conto, ho imparato moltissimo. 

Raccontaci una tua giornata tipo.
La mia routine è molto cambiata nel corso degli ultimi due anni, da quando ho lanciato The Garden Edit. Prima, il verde e la natura era la mia occupazione principale giornaliera, raggiungendo i diversi clienti in giro per Londra e dintorni, mentre oggi trascorro moltissimo tempo davanti al computer, scrivendo per il mio sito e collaborando per la rivista di Le Monde M. Ogni giorno c'è qualche novità: diciamo che non mi annoio affatto!

Da dove trai ispirazione per le tue creazioni e per scrivere i numerosi post sul tuo sito?
Il bello del giardinaggio e, più in generale, del mondo naturale è proprio la potenzialità come costante fonte di ispirazione, in perenne evoluzione. Mi stimola molto anche scoprire altre persone che lavorano nel settore e scoprire nuovi metodi di cura per piante e fiori. Internet serve a questo: condividere passione e nuove scoperte su The Garden Edit.

Perché pensi che il flower design sia divenuto tanto popolare oggi?
È vero, è un settore che ha goduto una grande rinascita in questi ultimi anni. Il motivo? L'approccio al mondo green: molti fioristi cercano un'ispirazione più naturale e fresca nel loro lavoro. Un trend giunto dagli Stati Uniti, che ora sta coinvolgendo anche l'Europa. Aggiungete poi le condivisioni su Internet e i Social e il gioco è fatto. Le persone sono diventate molto più consapevoli del significato, della varietà e del potenziale di fiori e piante.

Quali sono i tuoi flower designer preferiti?
La mia amica Simone Gooch di Fjura è una costante fonte ispirazione, il suo lavoro è una vera gioia per gli occhi. Sono anche un grande fan di Brittany Asch di BRRCH ed Emily Thompson, entrambe con sede a New York. Hanno un nuovo approccio delicato nell'uso dei fiori e delle creazioni vegetali. In realtà la mia lista è molto lunga: ammiro moltissimi colleghi.

Per l'acquisto di fiori e piante che indirizzi ci consigli nella tua città, Londra?
Il mercato all'ingrosso a New Covent Garden di Vauxhall è il posto migliore per andare a comprare dei fiori, ma bisogna recarsi di mattina presto, dato che il mercato chiude alle 10. Un altro bel posto per acquistare piante e fiori è il mercato di Columbia Road, la domenica a East London: si respira un'atmosfera intensa ed è pieno di localini interessanti per una pausa caffè dopo gli acquisti.

A cosa stai lavorando oggi?
Ho molti progetti in corso, tra un possibile libro e diversi articoli da scrivere. Inoltre, vorrei lanciare una gamma di semi per questa primavera insieme ad alcuni nuovi oggetti per il giardinaggio. Ovviamente sono sempre a caccia di nuovi contenuti per il mio magazine. E in più cerco di portare avanti ancora qualche lavoro di giardinaggio.

La richiesta più folle di giardinaggio che hai mai dovuto soddisfare?
Ho lavorato come giardiniere presso i giardini di Buckingham Palace per un breve periodo ed è stata una delle esperienze più insolite che abbia mai vissuto. Però non posso dire nulla di più.
thegardenedit.com

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di Marzia Nicolini / 7 Marzo 2016
tags:

Interviste , Londra

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