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Elle Decor Italia

Charlie Ferrer, l'interior designer che ha riportato in auge l'art deco

L'interior designer ci racconta i suoi progetti che celebrano artigianato, vintage e grandi nomi. E una costante ricerca

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L'interior designer Charlie Ferrer lavora dal suo studio di New York a progetti che combinano sapientemente l'utilizzo di elementi vintage, prodotti realizzati ad hoc, e grandi pezzi del design del secolo scorso. (Foto: Joshua McHugh)

Dopo aver lavorato per anni nel suo showroom di design a Los Angeles, Charlie Ferrer decide di migrare nella Grande Mela e aprire il suo studio di interior design. Oggi, a cinque anni dall'inizio di questo progetto, il suo stile continua ad evolversi ma ha già carattere e personalità da vendere.

Il fil rouge che lega il suo lavoro, è combinare sapientemente l'utilizzo di elementi vintage, prodotti realizzati ad hoc, e grandi pezzi del design del secolo scorso. E tra un viaggio e una visita a mercatini locali per trovare l'ispirazione che serve, Charlie lavora a progetti tra Los Angeles, New York City, Palm Beach e Long Island.

Lo incontriamo, per farci raccontare il suo lavoro e parlare di progetti e tendenze future.

Dove trovi l'ispirazione?
Nei miei viaggi e mentre visito mercatini vintage, restauratori, artigiani. Cerco di osservare i dettagli, le finiture, i materiali vecchi e nuovi. Amo lavorare a progetti di design degli interni dove posso creare oggetti speciali, che difficilmente si vedono da altre parti. Per questo, serve una costante ricerca.

Il tuo primo progetto?

Un appartamento a New York. Quando lo guardo, mi viene in mente l'ossimoro “calda fraschezza”. La luce di questa casa è incredibile, a causa della sua esposizione a sud. E l'appartamento è pieno di pezzi di design preziosi, tra cui una consolle e un tavolo di Billy Cotton, una lampada in gesso di Kacper Dolatowski e la lampada da tavolo in vetro grigio Gemini di Andrew Hughes.

 

Lavorare con il vintage e mantenere uno tuo stile, che crei in qualche maniera coerenza tra un progetto e l'altro non dev'essere facile.

È vero. Cerco sempre, o almeno per la maggior parte dei miei progetti, di attenermi ad uno stile deco italo-francese della metà del secolo. Spesso un grande complice è il colore. Uso molto il viola e il blu. A tal proposito, mi viene in mente un appartamento in particolare, dove per adattare un un tappeto disegnato da Ivan da Silva Bruhns ho optato per una tavolozza di colori più saturi del solito, ed è stato molto divertente. Il cliente ha investito in alcuni grandi pezzi di design, tra cui un grande specchio dorato Borsani e un paio di sedie di Erton Cadillac rivestite in lana cotta e cashmere di Loro Piana.

 

Con che brand lavori nei tuoi progetti?
Poichè la maggior parte dei nostri clienti sono interessati a progetti fuori dal comune, tendiamo ad acquistare molti pezzi di design vintage, che poi riadattiamo alle loro esigenze e gusti.

Poi, ci sono i brand con cui lavoriamo da anni. Come Forbes & Lomax per gli interruttori della luce, Gaggenau per gli elettrodomestici da cucina, Farrow & Ball per le finiture. Per i lampadari lavoriamo spesso con il marchio londinese Collier Webb.

E per quanto riguarda l'arte?
Spesso svolgiamo attività di consulenza per i nostri clienti, anche se molti hanno i propri art advisor. L'arte per me è importantissima: è un elemento potente, in grado di dare vita e anima ad una casa.

Quanto durano i tuoi progetti?

Abbastanza. A volte anche tre, quattro anni. Come una casa a cui ho lavorato a Palm Beach. Qui le trame sono morbide e opache, e il mio studio ha supervisionato tutto ciò che c'è nel progetto, dall'hardware della porta alle tende trasparenti nella sala da pranzo, prodotte da artigiani del lago di Como. Ho fatto acquisti in negozi di tutta Europa per questo progetto e ho collaborato con il cliente per finalizzare la collezione d'arte presente in casa. L'atmosfera è cresciuta nel tempo, senza essere rigida. In salotto, c'è il mio pezzo preferito: una coppia di poltrone di Ico Parisi rivestite in velluto blu accanto a un tavolino di André Arbus. Il tavolo da pranzo è moderno, in rovere e bronzo di Christopher Kurtz, e poco distante, c'è una lampada da terra in bronzo di Carlo Scarpa.

Il vintage nelle case ora si vede molto. Qual è il trend dietro questo fenomeno?
Ci si avvicina sempre più a progetti che celebrano l'artigianato, il saper fare, la storia e la qualità del design, allontannadosi da quel concetto di lusso che si lega a “tutto ciò che brilla”.

Oltretutto, il design sta occupando un ruolo sempre più ampia nella vita di tutti noi. Penso ci sia una tendenza ad aumentare la consapevolezza e l'interesse verso questo settore, sicuramente complici anche i social media, che lo stanno guidando. Spero che questo fenomeno continui, e che si possano sfruttare sempre più i nuovi media come strumenti affidabili per fornire soluzioni più pertinenti al pubblico in crescita.

E nel tuo futuro cosa c'è?
Ad oggi sto lavorando ad un progetto per la casa di Los Angeles del regista Damien Chazelle e dell'attrice Olivia Hamilton. Non posso svelare nulla, posso soltanto dire che qui trovo molta ispirazione. Tempo fa, avevo uno showroom di design in città, e l'idea di tornarci per lavoro per un po' mi piace molto.

Foto di Joshua McHugh

www.ferrer.co

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di Valentina Mariani / 26 Novembre 2017

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