ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

Costas Voyatzis nella rete

Tra web e design, il direttore di Yatzer.com racconta la sua storia di successo

Design is to share (il design è condivisione) recita il motto di Yatzer, uno dei blog di design più influenti del mondo. All'origine del progetto, che dal gennaio 2007 a oggi ha incrementato il proprio traffico di quasi il 100% anno su anno, raggiungendo una media di 300.000 visitatori unici e 900.000 pagine visualizzate su base mensile, c'è la scintilla programmatica di Costas Voyatzis.

Nato nel Pireo nel 1980, Costas ha scoperto la sua inclinazione per il design mentre studiava Meteorologia alla Facoltà di Fisica dell'Università di Atene. Dopo essere passato al corso di laurea in Interior design, più affine alle sue capacità, ha trasformato la propria passione in un progetto lavorativo, sfruttando nel migliore dei modi la curiosità e l'attrazione per la comunicazione online e i media digitali. Nel 2011 è stato nominato tra i 100 personaggi più influenti del mondo nel campo del design da Architectural Digest.

In questa intervista ci racconta la sua personale visione dell'alchimia che c'è tra web e design, un mix che sta profondamente influenzando tutti gli aspetti del settore e che è alla base del suo progetto editoriale.

Come è nato Yatzer e come si sta evolvendo?
In quel periodo ero arruolato nell'esercito greco per il servizio militare obbligatorio. Era il 2006 e mi ero già fatto un nome lavorando per conto mio e collaborando con numerose riviste di interior design. Ero così terrorizzato di scomparire dalla scena, che ho deciso di aprire un blog per tenere il passo con le novità anche durante la leva. Un po' strano in effetti. Nel corso degli anni, il progetto si è trasformato in un lavoro a tempo pieno ed è diventato Yatzer.com come lo conoscete oggi: una potenza multimediale di tutto rispetto pur all'interno della sua nicchia.

C'è qualche ingrediente segreto dietro a questo successo?
Credo che il successo sia una cosa piuttosto soggettiva. Sento che Yatzer ha ancora una lunga strada da percorrere prima di potermi ritenere completamente soddisfatto, se mai questo accadrà... Ma ciò che vedo è senza dubbio la risposta positiva, il riconoscimento e il rispetto da parte dei nostri lettori, clienti e colleghi di altri media, e credo che il merito sia soprattutto dell'”autenticità”. Yatzer è un progetto molto personale e curato con attenzione, che riflette gusti e standard concreti e particolari. Ovviamente nel corso del tempo ridefinisco sia me stesso che il progetto in sé, nonché il mio rapporto con i followers. In questo periodo sto giusto lavorando al nuovo design del sito, che sarà lanciato nel primo trimestre del 2015.

Come selezioni le migliori notizie per il blog?
Abbastanza istintivamente e seguendo il mio gusto personale. Solo di rado scelgo un tema basandomi su cosa va di moda in quello specifico momento.

In che modo la rete ha potenziato la comunicazione del design?
Innanzitutto bisogna tenere conto del fatto che online c’è una quantità di discussioni senza precedenti. Appena pubblichi qualcosa in rete - sia che tu sia un designer, un fotografo o chiunque altro - le critiche arrivano puntuali, attraverso commenti, messaggi e simili. Questo feedback ha un grande valore perché ti aiuta a migliorare. In seconda battuta c'è il vantaggio che questo tipo di interazione coinvolge tutto il mondo e tu puoi confrontarti con persone che non potresti raggiungere altrimenti. Ma c’è anche un inconveniente: la sensazione è che stiamo a poco a poco abbandonando il nostro senso del tatto per il gusto di guardare e basta; stiamo diventando dei consumatori visuali ma non dobbiamo dimenticare che il design ha anche lo scopo di essere toccato, le case devono essere vissute, gli abiti indossati.

In che modo il designer di oggi usa i social?
Attraverso il web è molto più facile per il designer di oggi mostrare il proprio lavoro a un ampio audience globale molto velocemente. Ma c’è una grande differenza ad esempio rispetto al mondo della moda: è meno probabile che un industrial design comunichi attraverso i social media con uno zoccolo duro di fan allo stesso modo in cui può fare un fashion designer. Tuttavia se conoscete un interior designer o un architetto che ne è capace, fatemelo conoscere!

Come si stanno evolvendo le communities di ‘design lovers’ online?
Credo che le community di design lovers cambieranno gradualmente nel prossimo futuro e diventeranno via via più selettive. Ci sono molte piattaforme, siti, blog e pagine social dedicate al design e non sono tutte buone. Penso che col tempo faremo una distinzione sempre più marcata tra le cattive community e le buone community e cominceremo a seguire solo le fonti di cui ci fidiamo realmente.

Dalla meteorologia al design, dalla carta al web, quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Dal web alla carta! Anche se la mia attrazione per l'online e i media digitali è ancora forte come quando ho cominciato, mi piacerebbe mettermi alla prova con qualche progetto più fisico.

Qual è l'ultimo post a tema design su cui hai messo “like” e perché?
Io sono il primo che clicca like sui post della pagina Facebook di Yatzer perché, semplicemente, pubblico ciò che mi piace e mi piace ciò che pubblico. Come si dice: se non suoni la tua tromba, nessuno lo farà al posto tuo.

Sito:
www.yatzer.com


di Laura Ghisellini / 16 Gennaio 2015

CORNER

People collection

[People]

Se l'orologio è minimal

Due chiacchiere con Kuchar Swara, fondatore del brand inglese Sekford

interviste

[People]

L’ora a pois

Un percorso creativo lungo 30 anni, nel segno della sperimentazione

Natale

[People]

Cambio di rotta

Da interni minimal a case soft: il tessuto torna protagonista della casa

interviste

[People]

Il capitalismo di Schumacher

Zaha Hadid Architects contro il libertarismo di Patrik Schumacher

costume

[People]

Esplosione creativa

Maarten Baas, il designer che intreccia discipline e idee

interviste

[People]

Progettare la ricostruzione

Dopo il terremoto di agosto, la parola a Carlo Ratti e Kengo Kuma

interviste

[People]

Intervista con Tom Dixon

Da New York e Los Angeles, alla conquista dell’America

interviste

[People]

Lindsey Adelman: luci a NY

Intervista con la designer che ha conquistato l’Europa

Interviste

[People]

Intervista a Mr. Riedel

Il design per il vino secondo il Ceo dell'azienda austriaca

Collezioni per la tavola

Hearst Magazines Italia

©2016 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web