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Basta stile nordico, il nuovo trend è il design brasiliano. Parola di Edward Neale

Edward Neale ci racconta Casa Pau-Brasil, uno spazio a Lisbona che racconta tradizioni e cultura del Brasile, design e moda comprese

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Edward Neale, fondatore del brand di abbigliamento Reunidas crea Casa Pau-Brasil, un concept store per raccontare la cultura e l'artigianalità brasiliana a Lisbona.  

Lui si chiama Edward Neale, ha vissuto viaggiando per il mondo e negli ultimi mesi ha lavorato a Lisbona, per creare la prima boutique di moda brasiliana presente in Europa, dove sta lanciando la sua linea di abbigliamento, Reunidas.

Ma qui non si tratta di una banale presentazione di una collezione di moda in uno spazio che vi si presta, bensì di una missione. Portare la cultura artigianale e il patrimonio del Brasile in tutto il mondo, per raccontare la storia antica di un Paese bellissimo. E quale miglior modo per farlo se non attraverso uno spazio in cui, appena varcata la soglia, si ha la sensazione di trovarsi nei quartieri più vivaci di San Paolo? A fare da cornice a Casa Pau-Brasil, i 500m2 del vecchio palazzo Castilho nel nobile quartiere di Principé Real. E dentro c'è un po' di tutto: dalla moda ai cosmetici, alla letteratura e al design. Durante la serata di inaugurazione incontriamo Edward Neale, che ci racconta il progetto.

Prima di tutto: perché il Brasile?

Prima di tutto perché è un Paese estremamente affascinante agli occhi di molti, anche per via di tutte le culture che, negli anni, sono passate di qui. Inoltre, sono da sempre fortemente attratto dall'eleganza e dalla storia della sartoria brasiliana, che si collega alle vecchie comunità di immigrati a San Paolo, ma che oggi è stata in gran parte dimenticata. Ho passato anni ad investigare negli archivi statali di San Paolo, nelle biblioteche e nei musei di tutto lo stato e ho avuto la fortuna di lavorare con i sarti locali. Vorrei costruire una nuova consapevolezza dietro questo mondo trascurato e cosmopolita e raccontare la storia e la cultura di questo Paese, sostenendo l'artigianato dimenticato.

E lo racconti ricreandone l'atmosfera a Lisbona, da Casa Pau-Brasil. Cosa ti ha ispirato nella creazione del concept?
Nel corso del 20° secolo il design brasiliano moderno non è cresciuto seguendo le idee europee alla cieca, ma assimilandole in qualcosa che è diventato unicamente brasiliano, con un suo stile distinto.
Il Brasile è un grande Paese con enormi comunità di migranti italiani e giapponesi, che hanno portato ad una fusione di stili e ad un'estetica che in questo momento va davvero di moda. Anche a San Paolo questa tendenza si sta diffondendo sempre più, basti pensare all'architettura di Oscar Niemeyer e ai mobili modernisti brasiliani - uno stile che incorpora curve rilassanti e naturali – e che ora sta addirittura spaziando nella moda e nella sartoria, che ha linee sempre meno rigide e sempre più distanti dal vecchio mondo.

Con chi avete lavorato per realizzare gli interni?
Sia con designer brasiliani, da Sergio Rodrigues a Hugo França, sia con l'Instituto Moreira Salles con cui abbiamo raccolto materiali che vanno dalla fotografia, ai libri di letteratura, a opere d'arte e playlist musicali. All'ingresso, c'è un'installazione di Joana Astolfi, scenografa che collabora con marchi del calibro di Hermès, che invita i visitatori ad accedere ad un mondo a sé stante ed immergersi nella lussuosa cultura brasiliana.

Il Brasile è uno dei Paesi delle grandi contraddizioni. Per certi versi molto ricco, per altri molto povero. Se ad oggi volessimo definirlo, lo chiameremmo emergente. Pero', nel tuo progetto parli di lusso...

Penso che nei prossimi 50 anni vedremo sempre più marchi di lusso provenienti da Paesi emergenti che diventano globali. Nella maggior parte delle altre industrie questo è già successo e la storia ci dice che, senza eccezione, tutte le nazioni che diventano poteri economici sviluppano anche marchi globali di qualità. Mi rifiuto di credere che compreremo per sempre solo prodotti dalla stessa manciata di onnipresenti marchi di lusso "occidentali". Certo, l'industria del lusso ha le sue sfumature, ma i marchi dei Paesi emergenti hanno già iniziato a recuperare terreno in termini di qualità del prodotto, narrativa e esperienza utente.

Dove vuoi arrivare con Casa Pau-Brasil?

A costruire una consapevolezza. Il Brasile deve continuare ad ampliare la sua immagine per guadagnare un posto su un palcoscenico internazionale della moda e del design. La moda deve essere coraggiosa e continuare a guardare oltre l'orizzonte. Spero di riuscire a diffondere questa visione in tutto il mondo.

Progetti per il futuro?
Mi piacerebbe espandere il concept store in Brasile e negli Stati Uniti, e collaborare con altri partner, magari che operano in altri settori. Nel futuro prossimo lanceremo due nuove linee, tra cui camicie di lino ispirate meravigliosi disegni indossati dagli artigiani del caffè giapponesi che lavorano nei campi di San Paolo, e una linea di articoli in pelle e valigie ispirati all'equipaggiamento dei vecchi esploratori dell'Amazzonia.
A livello più sociale, mi piacerebbe essere maggiormente coinvolto nell'educazione locale e nella riqualificazione urbana, per aiutare le giovani generazioni di brasiliani ad apprezzare la propria storia. Il Brasile ha un potenziale elevatissimo, bisogna solo scoprirlo...

 

www.reunidas.com


di Valentina Mariani / 27 Novembre 2017

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