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Intervista a Giorgetto Giugiaro

Il guru del car design alla guida del Dipartimento di Transportation Design di Iaad, l’Istituto d'Arte Applicata e Design fondato a Torino nel 1978

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Laura Milani, Direttore di Iaad e Giorgetto Giugiaro, Presidente e Maestro del Dipartimento di Transportation Design

Giorgetto Giugiaro è il nuovo Presidente e Maestro del Dipartimento di Transportation Design (il primo in Italia) di Iaad, l’Istituto d'Arte Applicata e Design fondato a Torino nel 1978. L’idea di affidare l’incarico al grande car designer è di Laura Milani, Direttore dell’Università italiana per il design specializzata nella formazione post-diploma e post-laurea «il nostro obiettivo è trasformare la scuola in polo europeo dell’alta formazione. Quello diretto da Giugiaro è il primo Hub di automotive europeo».
Sfida che Giugiaro non si è lasciato scappare, visto che già nel 1968 a Moncalieri, insieme all’amico Aldo Mantovani ha fondato Italdesign, uno studio dalla mission innovativa, focalizzata sulla fornitura di servizi di creatività, sviluppo ingegneristico, prototipazione e testing per le case costruttrici.
Mentre parliamo con il guru dell’automotive, un insospettabile ultra settantenne, dalla voce morbida, il cipiglio determinato e il sorriso ammiccante di chi ama flirtare con il suo pubblico, ci aspettiamo che da un momento all’altro riceva la telefonata live di Crozza-Montezemolo che gli chiede di disegnare un nuovo concept di scudo…
Invece no. Lo ascoltiamo e ci lasciamo affascinare dalla sua vita. Quella studiata sui libri di scuola raccontata da lui però è tutta un’altra storia. Tutto risale al 1955, quando a 17 anni inizia a collaborare con Dante Giocosa, allora Direttore Tecnico di Fiat. Quattro anni più tardi Nuccio Bertone gli affida la responsabilità del Centro Stile. In sessant’anni di carriera ha progettato 200 modelli per un totale di circa 60 milioni di auto circolanti: Golf, Passat, Audi 80, Seat Ibiza, Lancia Delta, Fiat Uno…

La prima auto disegnata?
La coupé Alfa Romeo 2000 (detta Sprint) nel 1960. Avevo 22 anni. In Fiat sono arrivato a 17 anni, per fare un po’ di pratica. Avevo frequentato il liceo artistico e l’istituto tecnico serale. Ricordo di essere entrato nello studio di Bertone per chiedergli dove comprare un paio di sci. Mi chiese di fare uno schizzo e mi ha tenuto. Ricordo anche che nei primi sei mesi non riuscivo neppure a deglutire standogli vicino.

Il progetto più difficile?
La Panda perché all’epoca (era il 1980) era più semplice progettare una vettura edonistica come la Maserati che un’utilitaria di successo. È complesso contenere costi e dimensioni.

L’auto che avrebbe voluto disegnare?
La DS 19 di Citroen. L’ho vista nel 1955: unica, inimitabile e inimitata. Massimo rispetto.

Un aggettivo per la Ferrari?
Egoista.

Il designer preferito?
Chris Bangle.

Il momento più brutto?
Quando il pubblico non apprezza il tuo lavoro… tipo la Duna (ndr ride).

La casa automobilistica che più la colpisce?
La Land Rover.

Cosa vuol dire essere Giugiaro?
Vuol dire essere pragmatici. Vuol dire avere una visione matematica: io non faccio schizzi di progetto. Ragiono sempre con piante e prospetti. E poi vuol dire aver avuto la fortuna di crescere professionalmente in un mondo meno competitivo.

Cosa vuol dire fare il car designer oggi?
Vuol dire essere originali. Il che non implica ricercare in maniera ossessiva la ‘forma originale’ per suscitare l’effetto wow. Vuol dire invece muoversi nel rispetto della funzionalità. Un po’ come faceva Nervi con le sue architetture.

E insegnare?
Vuol dire promuovere sogni e utopie.

Cosa dirà agli studenti Iaad?
Che devono studiare ed essere preparati perché quando passa l’occasione i più bravi hanno più chance di coglierla, battendo gli altri sul tempo.

La macchina del futuro?
Il punto di partenza anche nei progetti più avveniristici è sempre l’abitacolo, ovvero noi e la nostra fisicità. Variabili imprescindibili del progetto che vanno rispettate insieme all’incolumità. Poi poco importa se il motore è grande come un bicchiere. Detto ciò: anche la macchina del futuro deve essere bella.

Un desiderio?
Disegnare un carro armato: pura esaltazione della funzionalità.

www.iaad.it

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di Paola Carimati / 12 Febbraio 2016

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