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Elle Decor Italia

Intervista a Giorgia Zanellato: testimone del design italiano all'American Academy in Rome

Da Venezia con la collezione Acqua Alta, a Roma con un progetto ispirato alla Chiesa Cattolica. La giovane designer racconta il suo 2015

Del lavoro di Giorgia Zanellato (classe 1987), e delle sue collaborazioni con Fabrica (il Centro Ricerca e Comunicazione di Benetton) e con aziende del calibro di Moroso, Rubelli e Atipico, si è parlato molto negli ultimi tempi (leggi → Giorgia Zanellato alla Design Week 2014); meno della sua recente esperienza presso l'American Academy in Rome, dove è stata selezionata per una residenza di quattro mesi. In un'intervista, abbiamo chiesto alla designer di origine veneziana, che spesso opera in team insieme a Daniele Bortotto (con la firma Zanellato/Bortotto), di raccontarci la sua recente avventura romana e il suo 2015, particolarmente intenso.

Partiamo dalla residenza all’American Academy in Rome, un’occasione unica per una designer italiana.
È stata l’esperienza più bella di quest’anno. L’Accademia Americana è un posto fantastico situato nel cuore di Roma, al Gianicolo, dove si vive e lavora in un ambiente molto stimolante. Una selezione di circa cinquanta persone (archeologi, storici dell’arte, artisti, ecc.), hanno la possibilità di condividere qualcosa, confrontarsi e conoscersi per un periodo di tempo più o meno lungo. Quattro posti all’anno sono dedicati ad italiani ed io sono stata tra quelli selezionati per il 2015. La vita dell’Accademia è quasi irreale da tanto è perfetta: l'atmosfera rilassata che si respira mi ha permesso di concentrarmi a fondo, dandomi modo di riflettere e dedicare ai miei progetti il tempo necessario. Con gli attuali ritmi lavorativi non è sempre possibile. L’American Academy – da questo punto di vista – mi ha fatto riapprezzare aspetti del mio lavoro che mi ero dimenticata di amare così tanto.

Ti sei occupata di qualcosa in particolare in questo periodo?
Il progetto su cui mi sono più concentrata è dedicato a Roma. Come già fatto con Daniele Bortotto per il lavoro Acqua Alta legato a Venezia, abbiamo voluto raccontare una città attraverso un fenomeno intrinseco che la contraddistingue. Il tema scelto è stato la Chiesa Cattolica, una costante in quasi tutti i periodi storici della Capitale, che si percepisce ad ogni angolo della città. Ne è nata una collezione di oggetti ispirati a un mondo ricco di dettagli che speriamo vengano presentati al pubblico nell’anno del Giubileo, a partire dal prossimo dicembre.

Ci sono stati incontri o suggestioni speciali?
Il confronto con discipline che non sono la mia, e con persone diverse, mi ha permesso di vedere le cose sotto un’altra prospettiva. Ho scoperto una città più internazionale e fresca di quello che mi aspettavo e sono entrata in contatto con realtà eterogenee: piccoli artigiani, mecenati, artisti appassionati, ristoratori stanchi.

Qual è in questo momento il tuo punto di vista sul design?
Credo che debba essere usato sempre di più come strumento di comunicazione: è importante che stimoli il dialogo, provochi conversazioni e faccia riflettere. Sono felice di come il panorama del design italiano si stia rinforzando. È bello confrontarsi e lavorare con colleghi interessanti con cui si crea complicità piuttosto che competizione. Penso che piano piano ci stiamo allontanando dal design nostrano, quello raccontato nei libri, per inserirci in un contesto più globale. Abbiamo capito che anche altri paesi e approcci diversi possono offrire spunti interessanti. La nuova generazione di progettisti italiani è consapevole di quello che gravita intorno al design internazionale, stimola e sperimenta nuovi ambiti e processi ispirandosi al futuro piuttosto che al passato.

Come definiresti il tuo 2015?
È stato un anno di assestamento, molto importante soprattutto perché, fisicamente, ho aperto uno studio: uno spazio condiviso con altri creativi dove, insieme a Daniele Bortotto, abbiamo stabilito il nostro angolo di lavoro. È gratificante sapere di avere un luogo dedicato esclusivamente alla creatività. Il collettivo si chiama Wax e comprende realtà molto interessanti tra cui curatori, grafici, architetti e web designer. Il 2015 è stato anche l'anno in cui sono nati progetti a cui tengo molto. Tra questi: la collezione Mirage, che ho disegnato per la Galleria Luisa delle Piane, che mi ha permesso di osare con il neon, un materiale per me nuovo, e di esporre durate il Salone del Mobile in una delle più belle gallerie milanesi a fianco di maestri come Andrea Branzi e Andrea Anastasio. Poi: la linea di camerette per bambini Dot and Cross, frutto di un lungo lavoro portato avanti con Daniele Bortotto e lo studio Dogtrot, utile per la nostra ricerca soprattutto dal punto di vista tecnico e funzionale. Infine: il percorso lavorativo che sto vivendo con Fabrica, che comprende il progetto Fu-Ha presentato al Salone per Daikin, che mi ha consentito di approfondire aspetti anche organizzativi e burocratici della mia attività che non conoscevo. Per concludere voglio citare il viaggio che mi sono concessa la scorsa estate alle isole Azzorre (un posto davvero magnifico, immerso nella natura). Mi ha aiutato a iniziare l'autunno con una grande energia.

giorgiazanellato.com
www.zanellatobortotto.com

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Olivia Putman, autrice di Contrast Collection per Made.com


di Annalisa Rosso / 5 Novembre 2015

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