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Gretchen Bellinger, "un tessuto è come un filo di perle"

"Semplice, elegante e senza tempo". Abbiamo chiesto come si disegna un tessuto alla regina del textile design, che ha portato l'architettura nella trama

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Gretchen Bellinger, designer di tessuti, dal 1975 lavora nel settore. Il suo obiettivo, è sfidare il concetto di trend per creare collezioni senza tempo con materiali avvenieristici e tecniche innovative. (Foto: PeterAaron)

Gretchen Bellinger è una delle più importanti designer di tessuti al mondo, tanto che musei come l'Art Institute di Chicago, il Montreal Museum of Decorative Arts e il Metropolitan Museum of Art, hanno selezionato i suoi tessuti per le loro collezioni permanenti.
Dopo essersi diplomata allo Skidmore College e aver conseguito il suo MAE presso la Cranbrook Academy of Art, Bellinger si è unita all'ufficio Skidmore Owings & Merrill di Chicago. E lì, lavorando con artisti del calibro di Walter Netsch, Bruce Graham e Myron Goldsmith, ha percepito per la prima volta una lacuna nel mercato dei tessuti per interni. Nel 1975, dopo aver lavorato nelle vendite e nel marketing per Knoll e V'Soske, ha prodotto la sua prima collezione di 13 tessuti in fibra naturale. La tavolozza neutra che Bellinger ha concepito per questa collezione, è oggi considerata un contributo chiave al movimento "postmoderno" degli anni '70.
Oggi, Bellinger continua a sfidare le convenzioni dal suo studio di New York, con l'uso innovativo di materiali sintetici, bambù e tessuti metallici, che inserisce all'interno di progetti di interior design per alberghi, ristoranti, residenze private.

Gretchen, la tua storia come designer ha radici antiche, di oltre 40 anni. Come si è evoluto il mondo dei tessuti da allora? 

Il tema della storia rimane lo stesso di quando fondai l'azienda nel 1976. All'epoca c'era un chiaro vuoto nel mercato: la maggior parte dei tessuti interni erano sintetici e senza spirito interiore. Nessuno progettava tessuti per l'estetica architettonica. Io volevo creare trame su misura e di qualità con una tavolozza distintiva e coesa. Che si trattasse di motivi elaborati o tessuti con applicazioni di perle o reinterpretazioni di un motivo classico, volevo spingermi “oltre”, e continuo a farlo. Non amo delegare, e mi piace mettere mano in tutto. Devo pero' anche dire, che adoro collaborare con persone creative.

Nella foto: lo studio di Gretchen Bellinger a New York. (Foto by Francis Dzikowski)
Quali sono le nuove tendenze?

Non credo nelle tendenze. Seguire una moda significa comunque seguire qualcosa, uniformarsi alla massa. Io amo chi si differenzia e cerco di fare lo stesso nel mio lavoro.

A cosa stai lavorando al momento?
Abbiamo appena completato due progetti, uno a Parigi e uno Dallas utilizzando la collezione Rhapsody in Bloom™, un lavoro magnifico dove tutto è stato progettato su misura. Abbiamo lavorato con designer che amano il nostro Square Peg: uno di quei tessuti che non passano mai di moda. Bianco e nero, audace, geometrico, molto evocativo dell'età del Jazz. È classico e favoloso.

Nella foto: i tessuti di Gretchen Bellinger (Foto by Bill Kontzias)
Come si crea una collezione?
Un buon design è come un filo di perle: semplice, elegante, senza tempo. E i designer di talento capiscono se hanno tra le mani un prodotto o un progetto destinato a funzionare. Ogni elemento presente all'interno di uno spazio, non importa quanto grande o piccolo, deve lavorare insieme a tutti gli altri, in equilibrio. Mi avvicino a una collezione cercando sinergie, per poter creare una coesione.

Dove trovi l'ispirazione?

Ovunque io vada. È questo il bello del mio lavoro. Per esempio, tra pochi giorni andrò a vedere la mostra di Vermeer alla National Gallery a Londra, e so già che troverò qualcosa che mi ispirerà. Ala fine, è così che è sempre stato. Ai tempi di Vermeer, i suoi colleghi coetanei si sono ispirati l'uno all'altro e viceversa. È per questo motivo che si possono notare, in più quadri di più artisti appartenenti alla stessa epoca, gli stessi elementi. Spesso vado da sola per fiere e musei, e cerco di assorbire l'ispirazione con calma. Successivamente, mi rendo conto di averla interiorizzata e la vedo integrata quasi automaticamente nel mio lavoro.

Nella foto: lo studio di Gretchen Bellinger a New York. (Foto by Francis Dzikowski)

A proposito di musei, i tuoi lavori sono presenti anche lì...
Sì. E ne sono onorata. Devo ringraziare David A. Hanks, che è stato curatore presso l'Art Institute di Chicago e ha una conoscenza enciclopedica delle arti decorative americane del XIX e XX secolo. È stato incaricato di portarci nella collezione permanente dell'Istituto d'Arte, nonché del Montreal Decorative Art Museum e del Metropolitan Museum di New York. Un'emozione bellissima.

Secondo te, qual è il futuro del textile?
Non saprei dirlo. Ciò che pero' so per certo è che il buon design dura.

Nella foto: i tessuti di Gretchen Bellinger (Foto by Bill Kontzias)

www.gretchenbellinger.com


di Valentina Mariani / 1 Dicembre 2017

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