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Le passioni di Dana Tomic Hughes

Da blogger locale a influencer internazionale. Intervista alla fondatrice di Yellowtrace

Sono passati appena cinque anni dalla nascita del blog Yellowtrace, fondato dalla intraprendente interior designer Dana Tomić assieme al marito e socio Nick Hughes. Un tempo relativamente breve ma che nelle dinamiche della rete suona già come un'eternità. Cinque anni vissuti intensamente all'insegna di una passione che non si è mai affievolita, tenendo il passo con le novità giorno per giorno, curando personalmente la linea editoriale e costruendo un solido rapporto con gli utenti-lettori da tutte le parti del mondo.

Partito come blog di notizie locali, il progetto si è allargato esponenzialmente arrivando a comprendere anche un'agenzia di digital publishing e uno studio di design con base a Sidney, dove Dana, originaria di una piccola cittadina della Bosnia, Bosanski Brod, si è trasferita da molti anni.
Sopravvivere e crescere nel modo sovraffollato dell'online per un intero lustro non è affatto scontato e Dana ci racconta quali sono le caratteristiche fondamentali della traccia (trace) che ogni giorno lascia in rete.

In cinque anni Yellowtrace si è trasformato da blog local in una pubblicazione internazionale pluripremiata. Come è stato possibile raggiungere questi risultati?
Per essere onesti ho sempre avuto un piano perché tutto questo accadesse. Il design e la condivisione sono le mie reali passioni perciò non sento la fatica della dedizione che metto in Yellowtrace. È qualcosa che mi piace fare. Per rimanere all'avanguardia a livello mondiale faccio un enorme sforzo quotidiano di ricerca, inoltre viaggio regolarmente e partecipo ai principali eventi internazionali. Detto questo, nonostante io sia super seria sul design, non prendo mai me stessa – e neanche il design - troppo seriamente. Questo approccio mi ha permesso di continuare a divertirmi in quello che faccio, anche quando il gioco si fa duro. Cosa che accade molto spesso.

La rete è diventata uno strumento indispensabile. In che senso lo è per i designer?
Il web oggi è il marketplace finale per la maggior parte dei designer contemporanei, è il luogo in cui far conoscere il proprio lavoro e al contempo costituisce un'importante fonte di informazioni e un utile strumento di ricerca. Sul web i designer possono condividere conoscenze, fare self-publishing e crowdsourcing, vendere e costruire business. Sono finiti i giorni in cui i progettisti facevano semplicemente affidamento sulla propria presenza alle grandi fiere per fare sfoggio del loro talento. Oggi il web consente ai progettisti di conquistare visibilità e commissioni su scala globale come mai prima d'ora.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla crescente diffusione delle comunità che riuniscono gli appassionati di design online?
Mi piacerebbe avere una sfera di cristallo per prevedere il futuro, ma credo che ci saranno sempre molti modi per gli amanti del design di ritrovarsi in rete. Ciascuno cercherà le tribù più adatte al proprio modo di elaborare le informazioni e di collegarsi con altri individui dai gusti simili. Chi preferisce le immagini continuerà a frequentare Pinterest (che ha surclassato Tumblr perché è molto più facile da usare). Anche Instagram è diventato un incredibile "luogo di ritrovo" e una potente comunità online. È il social network che viene con te ovunque tu vada, più di quanto accade per la maggior parte delle altre piattaforme, anche se con la recente introduzione della pubblicità qualcosa potrebbe cambiare.

Su cosa si basa la relazione che si instaura tra il designer e i propri fan digitali?
Dipende dal designer, da quanto ciascuno desidera rivelare di se stesso e del proprio brand ai fan. In generale oggi i progettisti sono in grado di costruire relazioni più significative con i propri seguaci, condividendo i loro pensieri e le loro sensazioni, incentivando connessioni molto più autentiche con il resto del mondo.

Qual è l'ultimo post su cui hai cliccato “mi piace” e perché?
Clicco “like” su troppi post ogni giorno per ricordarmene uno nello specifico ma sostanzialmente lo faccio perché vengo attratta dall'immagine d’impatto prima ancora di sapere se il contenuto mi piace veramente.

Sito:
http://www.yellowtrace.com.au/


di Laura Ghisellini / 16 Gennaio 2015

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