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100 Storie della buonanotte per bambine ribelli

Regine e scienziate, guerriere e artiste: 100 donne che hanno fatto la storia raccontate in un libro illustrato per donne di domani, ma anche di oggi

Storie della buonanotte per bambine ribelli (Mondadori, 2017) è un libro che segna una rivoluzione: grazie ad un’operazione di crowfunding è il libro più finanziato della storia, un progetto letterario (già tradotto in dodici lingue) che ha raccolto una cifra vertiginosa pari a un milione e trecento mila dollari nell’arco di sei mesi, dall’apertura della campagna avviata in aprile 2016 e conclusa ad ottobre dello stesso anno. È anche una rivoluzione nella letteratura per ragazzi perché racconta cento storie ‘incredibilmente’ vere vissute da cento donne che hanno fatto la storia, che con determinazione e un briciolo di sana follia infrangono le regole che impediscono loro di fare la cosa giusta.

L’impresa della autrici, Francesca Cavallo ed Elena Favilli, fondatrici nel 2012 di Timbuktu Labs - prima media company di prodotti digitali per bambini - è stato tradurre in un linguaggio semplice ed efficace vite di donne che al principe azzurro preferirono una laurea, il riconoscimento dei propri diritti, l’affermazione professionale, la formula più nobile di giustizia combattendo in prima linea.

Regine, scienziate, atlete, politiche, guerriere, attiviste, scrittrici, artiste…tra le cento protagoniste troviamo donne note, come Maria Callas, Elisabetta I, Marie Curie, Malala Yousafzai, Zaha Hadid, Nina Simone, Coco Chanel, le imbattibili sorelle del tennis Serena e Venus Williams, e donne meno note come la giovane nuotatrice siriana Yusra Mardini che nuotò per tre ore nelle acque del Mediterraneo per salvare i suoi compagni di viaggio tirando e spingendo il gommone in avaria con il quale fuggivano da un paese in guerra (nel 2016 partecipò alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nella prima squadra della storia di rifugiati); oppure Maria Reiche, già riscoperta da Alejandro Aravena all’ultima Biennale di Architettura di Venezia, archeologa tedesca che contro la scarsità di mezzi per studiare le linee di Nazca nel deserto cileno usava una semplice scala a pioli di metallo e così scoprì che le linee tracciate a terra erano disegni di costellazioni del cielo australe; le meravigliose Cholita Climbers, gruppo di alpiniste boliviane che scalano le vette delle Ande brillando nel tormente di neve con i loro coloratissimi scialli e gonnelloni tradizionali perché chi l’ha detto che le donne devono solo stare al campo-base a pulire e cucinare per gli uomini?

Ogni storia è accompagnata da un ritratto che restituisce l’essenza della protagonista: sono sessanta le illustratrici a cui Francesca Cavallo ed Elena Favilli si sono rivolte per comporre una galleria di rebel girls: ci sono le illustrazioni sature ed esotiche di Helena Morais Soares (Frida Kahlo e Miriam Makeba), quelle ironiche e raffinate di Ana Galvañ (Elisabetta I, Jingū e Wang Zhenyi) quelle intense di Debora Guidi (Margaret Thatcher, Michaela Deprince e le sorelle Williams).

Mentre si legge Storie della buonanotte per bambine ribellici si commuove, si ride, ci si arrabbia: ogni racconto è un augurio per tutti, bambine, bambini e adulti, di una buonanotte di speranza per un cambiamento della nostra quotidianità che prima o poi avverrà o che forse è già in atto. Nella storia della velista australiana Jessica Watson, che da bambina aveva paura dell’acqua e poi a sedici anni attraversò gli oceani in solitaria contro le sue stesse paure, è racchiusa in poche righe la poesia dell’opera:

“Tutta sola, Jessica navigò senza fermarsi. Affrontò onde alte come grattacieli, si svegliò alla luce di albe meravigliose, incontrò balenottere azzurre e contemplò le stelle cadenti sopra la sua barca.” (Cavallo, Favilli)

Il libro è uscito in Italia il 28 febbraio; Francesca Cavallo ed Elena Favilli, vivono a Venice Beach (California) e sono oggi impegnate in tour di promozione del libro che culminerà in due importanti appuntamenti: il 7 marzo saranno alla Camera dei Deputati alla presenza di Laura Boldrini ed Alessandra Longo con letture di Geppi Cucciari, mentre il 9 marzo alle 18:30 presenteranno Storie della buonanotte per bambine ribelli presso la Libreria Rizzoli di Milano in Galleria Vittorio Emanuele II insieme a Luciana Littizzetto.

Anche noi le abbiamo incontrate e ci hanno parlato della loro bellissima storia.

Nel panorama della letteratura per l’infanzia Storie della buonanotte per bambine ribelli rappresenta una voce fuori dal coro. Come è nata l’urgenza di sviluppare un simile progetto? E vi aspettavate un tale successo?
La nostra esperienza da imprenditrici ci ha fatto riflettere sul fatto che - a differenza dei nostri colleghi maschi - eravamo cresciute circondate da pochissimi modelli di donne forti, che avessero preso in mano il proprio destino e realizzato qualcosa di straordinario. I nostri libri e cartoni preferiti - ci siamo accorte - non avevano quasi nessun personaggio femminile! Dopo qualche indagine, ci siamo rese conto che non era solo la nostra esperienza personale. Anche oggi, solo il 18.5% dei personaggi femminili nei media per bambini ha ambizioni professionali, contro l’80% dei personaggi maschili. Allora ci siamo date da fare per creare una alternativa. Abbiamo lavorato a lungo sulla costruzione della campagna e abbiamo fatto una ricerca molto approfondita su come i genitori vivessero il problema degli stereotipi di genere, su come ne parlassero. Abbiamo lavorato quasi un anno per costruire una campagna di successo, ma il successo del libro ha superato le nostre più rosee aspettative.

Storie della buonanotte per bambine ribelli racconta la vita reale di donne uniche, straordinarie, accumunate dal desiderio di cambiare a loro modo il futuro del Mondo. Cosa significa per voi essere “ribelli”?
Il messaggio contenuto nel libro è, prima di tutto, che non c’è un solo modo di essere ribelli. Sono ribelli coloro che si lasciano affascinare dal mondo, coloro che resistono alla tentazione di prendersi troppo sul serio. Sono ribelli le persone che coltivano una passione, che non si lasciano corrompere dal cinismo. Sono ribelli le bambine che non si rassegnano a un numero limitato di opzioni, che continuano a cercare finché non trovano quello che davvero gli interessa. E che, quando lo trovano, non lo lasciano andare facilmente. Sono ribelli le donne che non si lasciano definire dagli altri, ma che lottano per il diritto di scegliere il proprio destino. Essere ribelli è, per tantissime donne ovunque nel mondo, una questione di sopravvivenza. Non un lusso. Per questo, crediamo, sia importante imparare a essere ribelli fin da piccole.

Tutte le donne protagoniste del libro sono esempi di coraggio e dedizione. Quali sono le storie della buonanotte contenute nel libro a cui vi sentite più legate?
C’è un pezzettino di noi in ciascuna di queste storie. È stato un enorme privilegio lavorare per tutti questi mesi circondate da esempi così radiosi. È stato un piacere poter raccontare al resto del mondo la storia di alcune italiane, in alcuni casi poco conosciute anche in Italia, come la ciclista Alfonsina Strada o la pilota di Formula 1 Lella Lombardi, che imparò a guidare con il furgone del padre, consegnando salami e bistecche nelle colline piemontesi!

Oltre alle cento storie il libro si arricchisce di cento ritratti eseguiti dalle più talentuose illustratrici contemporanee. Come avete costruito il rapporto tra testo e immagine?
Siamo partite dalle storie e poi abbiamo studiato quale fosse l’artista più adatta a catturare lo spirito di ciascun personaggio. Per ciascun ritratto c’è stata poi una ricerca fotografica per ispirare l’artista e una serie di iterazioni per valorizzare le differenze tra i ritratti, ma conservare la coerenza stilistica del libro.

La vostra avventura può essere a pieno diritto la centunesima storia a conclusione del libro! Comunemente si dice che i sogni possono diventare realtà. Forse, dopo aver letto il libro, possiamo dire che è la presa di coscienza della realtà - per quanto complessa possa essere - che ci aiuta a sognare?
Fin dall’inizio della storia della nostra società, Timbuktu Labs, il nostro motto è sempre stato “Promuovere l’immaginazione come uno strumento di conoscenza della realtà”. Diciamo che crediamo che coltivare un rapporto stretto tra realtà e sogno aiuti le persone a guardare la realtà per il suo potenziale più che per i suoi limiti, e questo ha un enorme potere di cambiare il mondo.

www.timbuktu.me


di Giovanni Carli / 7 Marzo 2017

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