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Marcel Wanders è la Lady Gaga del Design?

Scoprite con noi uno dei designer più influenti al mondo, che alla ragione preferisce l’emozione, all'insegna di un'estetica pop, provocatoria e sognante

marcel-wanders

Romantico e irriverente, istrionico e visionario, questo è Marcel Wanders, uno dei designer più influenti al mondo, ma anche un'anomalia, una scheggia impazzita, che sfugge a dogmi consolidati, convenzioni ed etichette. Il suo mondo fiabesco, quasi ingenuo, deliberatamente drammatico e surreale, divide e polarizza.

Se amate il minimalismo e il razionalismo più austero, probabilmente vi ritroverete spiazzati di fronte all’esuberanza di un uomo che si definisce “un ingegnere travestito da mago”. Ma seguiteci in questo breve viaggio alla scoperta di Marcel Wanders e vi sarà difficile restare immuni ai suoi incantesimi.

Nato e cresciuto a Boxtel, Paesi Bassi, Wanders già da bambino si diverte a smontare e ricomporre oggetti. Per la sua insaziabile fantasia l'approdo naturale è la Design Academy di Eindhoven. Ma la precoce insofferenza verso le regole gli costa una dolorosa espulsione. Un’onta che diviene il pungolo per dimostrare a tutti il suo valore. All’Istituto d'arte di Arnhem, Wanders si laurea con lode, studiando di giorno e lavorando ai suoi modelli di notte. Il passo successivo è fondare il suo studio, ad Amsterdam. L’esordio è di quelli memorabili: nel 1996 Wanders disegna la celeberrima “Knotted Chair', prodotta dal brand olandese Droog. È un trionfo mondiale, che gli procura attenzioni e riconoscimenti e gli spalanca persino le porte della collezione permanente del MOMA di New York. Da quel momento Wanders firma oltre 1.900 prodotti – dagli specchi, alle lampade, ai giocattoli – per innumerevoli top brand, come Alessi, Kartell, Flos, Swarovski, KLM, Louis Vuitton, solo per citarne alcuni. Quello che gli sta più a cuore però è Moooi, da lui stesso fondato nel 2001. 

Alla carriera di art director e product designer affianca quella di interior designer per residenze private e hotel extra-lusso, come il Mondrian Doha, inaugurato da poco. Ma la sua ipertrofica creatività non si ferma qui: Wanders scrive libri, dirige video, sogna persino di allestire un’Opera dalla A alla Z. E intanto diventa una vera e propria icona (‘la Lady Gaga del Design”, per il NYT), celebrata in tutto il mondo con mostre e retrospettive, l'ultima delle quali al Pompidou di Parigi nel 2016.

 

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Qual è il segreto di un successo così ampio e duraturo? La capacità di toccare le corde dell'emozione, di sognare e far sognare, risponderebbe Wanders. Date un'occhiata a questo video che ne sintetizza in 178 secondi la poetica e le opere e capirete esattamente che significa. “Sorpresa” e “ribellione” sono le parole ricorrenti, in un'esplosione di immagini e idee che straripa letteralmente dallo schermo.

 

“Creare un ambiente d'amore, vivere con passione, e rendere i nostri sogni più emozionanti" è il mantra che guida i lavori di Wanders. La razionalità? Non è che una versione semplificata di noi stessi. Bisogna ritornare bambini, “umanizzare” il prodotto, sostituire la poesia alla freddezza dell'industrialismo, per dare vita a un design 'new age', in cui artisti, artigiani e utilizzatori finali si ricongiungono.

Può sembrare un'idea astratta, ma non lo è: prendete ad esempio le decorazioni. L'estetica minimal dominante ci ha insegnato a guardarle con sospetto, come un retaggio del passato, una ridondanza stucchevole, per non dire pacchiana. In un'intervista al Sole 24 Ore, Wanders ribalta questa percezione con un’immagine eloquente: “mettiamo che io debba fare un regalo a mia figlia: come designer contemporaneo potrei prendere un foglio di carta e realizzare per lei un bellissimo cubo grigio... Di certo scoppierebbe a piangere e penserebbe che non le voglio bene! Un padre perfetto le avrebbe regalato una scatola colorata, piena di ori e disegni. Perché se fai qualcosa per la persona che ami dai il massimo, fai tutto il possibile perché rimanga sorpresa e si senta amata. La parola decorazione ha una brutta accezione, ma senza motivo. Lo trovo proprio ridicolo”.

Morale della favola: le persone apprezzano ciò in cui possono identificarsi. Per riuscire davvero a comunicare bisogna parlare un linguaggio comune, che non può essere solo cerebrale e autoreferenziale, ma che deve piuttosto abbattere i confini, aggirare i pregiudizi e i luoghi comuni, per arrivare dritto al cuore.

Come si raggiunge un obiettivo così ambizioso? Attingendo al passato, dove risiedono miti e stilemi che costituiscono la nostra eredità condivisa, e guardando al futuro, che significa progresso e innovazione tecnologica, al servizio di un design sostenibile, rispettoso del mondo in cui viviamo.

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Emozionalità poi deve sempre fare rima con funzionalità: ogni oggetto, ogni opera, ha un'anima duplice, nasce dall'unione di utilità e magia. Ne deriva un'interpretazione ludica ed estroversa del reale, che affonda le radici in un immaginario pop, immediato e democratico, esaltandolo con la forza dirompente della passione e della fantasia. Così nascono lavori iconici come l’Egg vase, il lampadario Zeppelin o il Lace Table, oggetti sensuali e intriganti, che osano con forme e colori, trasformano in pizzo la fibra di carbonio, erompono in rigogliosi motivi geometrici o floreali. Non c'è uno schema fisso, una tecnica o un materiale preferito, è la prorompente libertà espressiva la vera firma di Marcel Wanders.

www.marcelwanders.com

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→ Marcel Wanders Superstar

 

 

 

 

 

 


di Elisa Zagaria / 19 Ottobre 2017

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