ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

#compleanno Massimiliano Fuksas, 74 anni di architettura e nuvole

La storia dell'archistar che, tra bellissimi progetti e... qualche nuvola, ha segnato la storia contemporanea dell'architettura italiana

massimilano-fuksas-biografia
Getty Images

Buon compleanno, caro Fuksas. Sono passati 74 anni da quel 9 gennaio del 1944 in cui l’archistar italiana vide i natali. Roma era ancora una “città aperta”, l’Eur esisteva a malapena e sul paese incombeva una nuvola grande quanto la guerra e l’occupazione tedesca. Ma di nuvole, è risaputo, Massimiliano Fuksas ne ha alzate tante, dal molto discusso centro congressi all’Eur ai polveroni e dibattiti cui l’architetto, ormai personaggio mediatico, non si è mai sottratto.

Autore di progetti iconici come le Vienna Twin Tower o il complesso Fieramilano a Rho, Fuksas è un protagonista indiscusso dell’architettura italiana contemporanea che egli stesso ha contribuito a internazionalizzare. 

Fuksas ha attraversato tante nuvole quante “Italie”. Nella sua biografia c’è quella in cui immigrò il padre, medico lituano di origini ebraiche. A nulla valse il fingersi cristiano e ariano: non gli fu concesso di praticare la professione. Alla sua morte Fuksas aveva solo sei anni e - come ha raccontato a Francesco Merlo su La Repubblica - non ebbe il permesso di andare al funerale. La madre, Tersilia, è invece italiana, cattolica, ma di origini austriache e francesi.

Fuksas cresce e si forma nella Roma degli anni 50 e 60, quella del poeta Caproni, suo maestro di scuola, e di Asor Rosa, professore di lettere al Liceo. La Roma  da lui tanto rimpianta “dei tram”: quella di Pasolini e dello studio di De Chirico a Piazza di Spagna, lavorando per il quale Fuksas scopre la passione per il bello e decide di iscriversi alla facoltà di Architettura di Valle Giulia.

Valle Giulia, ovvero la nuvola alzata dai sassi e dalle molotov negli scontri tra studenti e celerini. Fuksas era lì, accanto ad altri manifestanti “famosi”: Liguori, Mieli, Ferrara, Guccini. Ancora oggi si dice orgogliosamente sessantottino, con buona pace di Pasolini che ebbe a definire quegli studenti più “borghesi” dei poliziotti.

Dopo la laurea nel 69, e l’incontro con i maestri Ludovico Quaroni, Arnaldo Bruschi e Bruno Zevi, quella nuvola di sogni e politica scivola nell’individualismo degli anni 80. Ne diventa simbolo la facciata “cadente” del progetto della palestra del Comune di Paliano, del 1982.

Fuksas lo realizza con la prima moglie e collega, Anna Maria Sacconi. Lo studio Granma - aperto ben 2 anni prima della laurea - viene citato per quest’opera dalla rivista francese rivista francese Architecture d’Aujourd’hui. Per Fuksas è il primo riconoscimento internazionale. Il postmodernismo si faceva strada, e con la forma e la citazione, torna sulla scena anche la soggettività degli architetti. 

Tra Francia e Austria, il curriculum di Fuksas accresce e si trasforma presto in grande carriera: è del 92 la retrospettiva allestita per lui dall'Institut Français d'Architecture di Parigi. Nel 93 apre lo studio a Vienna che gli permette, pochi anni dopo, di progettare il doppio grattacielo della Vienna Twin Tower, terminato nel 2001. Al termine dei lavori, Fuksas è sempre più un nome, ha già diretto la VII mostra di architettura di Venezia, ma il progetto austriaco è purtroppo adombrato da una nuvola di critiche: la location dei due edifici di 127 e 138 metri sarebbe sbagliata, i grattacieli mal serviti dal trasporto pubblico. 

Tutte le foto: Getty Images

Dopo numerosi lavori e successi tra Francia e Austria, Fuksas sbarca negli anni 2000 anche in Cina, Giappone e Stati Uniti grazie alla realizzazione di alcuni store per Armani. Intanto ha sposato la seconda moglie, Doriana O. Mandrelli, ed ha aperto lo Studio Fuksas. In Italia realizza, tra il 2004 e il 2005 il Palafuksas a Torino (Centro Commerciale "Palatino" di Porta Palazzo) e la Nuova Fiera di Milano a Rho: 350 mila metri quadrati di spazio espositivo tra i più moderni e importanti d’Europa, che confermano la poetica di Fuksas ispirata alle teorie del caos e della complessità, da lui stesso illustrate nel saggio Caos sublime del 2001. 

Del 2009 è il Peres Center for Peace di Giaffa, in Israele: non lontano da Tel Aviv, un centro per la pace nel medioriente fondato da Shimon Peres. Ma che Fuksas sia ormai divenuto un’archistar lo conferma la vittoria, nel 2008, del concorso per il rinnovo dell’aeroporto di Shenzen in Cina. L’architetto romano ha la meglio anche su Norman Foster. Pronto nel 2013, questo progetto super avveniristico a forma di manta è lungo 1,5 chilometri e largo 80 metri. Anche qui, purtroppo, una nuvola di critiche lo investe a meno di un mese dall’apertura, a causa di infiltrazioni d’acqua dovute al maltempo. Ad ogni modo, lo studio Fuksas ottiene l’incarico per ampliamenti che termineranno nel 2025 e 2035. 

Di tempi più recenti la realizzazione - e qui arriviamo alla vera Nuvola di Fuksas - del Nuovo centro Congressi a Roma. Un progetto anche in questo caso futuristico, che mira al bello e a creare stupore. Purtroppo, però, ha stupito per motivi tristi e diversi da quelli prettamente architettonici. In ogni caso, il progetto si è aggiudicato il Premio Best Building Site a Londra nel 2012.

Al centro di numerose polemiche, Fuksas ha alzato spesso polveroni per dire la sua: come quando disse che Expo 2015 era un progetto ottocentesco, o che progetti come lo Zen di Gregotti andrebbero abbattuti. Perché a cuore, oltre all'architettura, Fuksas ha sempre avuto una certa idea di urbanistica (lui che è stato è stato membro delle commissioni urbanistiche di Berlino e di Salisburgo): sempre fiducioso che la vita delle città orbiti intorno al verde e alle pulsanti periferie.

Acclamatissimo all’estero, Fuksas ha insegnato come Visiting Professor presso molte università di prestigio tra cui l'École Speciale d'Architecture di Parigi, l'Akademie der Bildenden Kunste di Vienna e la Columbia University di New York. Dal 2006 è Membro Onorario del Royal Institute of British Architects, e dallo stesso anno è Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana. Nel 2010, il presidente francese Sarkozy lo insignito della Legion d’Onore. Lo studio Fuksas ha oggi sede a Roma, Parigi e Shenzen. Nel 2018 dovrebbe vedere il completamento il grattacielo della Regione Piemonte, in via Mizza a Torino: 44 piani per 209 metri di uffici governativi. 


di Roberto Fiandaca / 8 Gennaio 2018

CORNER

People collection

[People]

Dal Mit al Moma

Sotira di Neri Oxman, architetto fuori dal comune

Costume

[People]

La cultura è negli oggetti

Hugo Macdonald, curatore della sezione Objet di Miart

interviste

[People]

Chi era davvero Carlo Mollino

Biografia di un genio dell'architettura del 900

Maestri

[People]

Il design è un'attitudine

Conversazione a tutto tondo con Alice Rawsthorn

Interviste

[People]

Nuovi linguaggi in scena

Intervista ad Alessandro Rabottini, direttore artistico di Miart

interviste

[People]

La regina degli spazi

L'elegante semplicità di Louisa Grey che crea equilibrio e serenità

Interviste

[People]

Doppia intervista

Italiana: la parola a Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi

Interviste

[People]

Un designer d’altri tempi

Storia di Mendini: dall'editoria alla produzione industriale

Maestri

[People]

La traduttrice di idee

Rachel Chudley e le sue case oniriche e trascendentali

interviste

Hearst Magazines Italia

©2018 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web