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Chi è Paolo Baratta, architetto ad honorem

La più politica delle arti è l’architettura, secondo il presidente della Biennale di Venezia, che evidenzia la necessità di un “riarmo culturale”

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Getty Images

Laureato in Ingegneria al Politecnico di Milano e in Economia a Cambridge, una lunga carriera politica alle spalle, tre volte ministro e ora anche architetto onorario. Dal 2 dicembre scorso, quando ha ricevuto il titolo dal Consiglio Nazionale Architetti. Ci riferiamo a Paolo Baratta, che ha ottenuto questo riconoscimento grazie alla sua intensa attività come Presidente della Biennale di Venezia, caratterizzata da priorità ben definite. 

Un esempio? Durante i suoi mandati, Baratta ha sempre evidenziato l’evidente scollamento tra società civile e architettura, quest’ultima da riscoprire invece come arte civile, non solo come espressione di opere spettacolari e progetti utopici. Servono anche quelli, naturalmente. Ma è altresì è necessario ritornare una maggior concretezza, concependo l’architettura come produttrice di “beni pubblici” in grado di farci capire che esistono diverse possibilità al di là “dell’assuefazione e del conformismo” come ha sottolineato Baratta in una recente intervista. “La Mostra della Biennale è il ruolo del riconoscimento della necessità di architettura”.

Un’architettura che, secondo il Presidente, s’identifica sempre più con la cultura civile, oggigiorno più che mai indispensabile per superare i mali del XXI secolo, ossia “populismo, individualismo, delusione cronica nei confronti delle istituzioni”. 

Sarebbe necessaria un’inversione di tendenza, per apprezzare i beni pubblici, la gestione degli spazi, la creazione del bello. Che è il ruolo principale dell’architettura. Che dovrebbe investire anche i processi decisionali della politica, con maggior consapevolezza delle necessità dei cittadini e delle leggi più idonee a realizzare progetti utili e la loro effettiva realizzazione. Dunque, via al “riarmo culturale” in nome dell’architettura

Per città a misura di cittadini, con soluzioni architettoniche utili e concrete, non soltanto dal valore meramente estetico. 


di Elena Marzorati / 13 Dicembre 2017

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