ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

Paura delle pareti colorate? Tutti i segreti per colorare casa spiegati da Tricia Guild

La fondatrice di Designers Guild si racconta e ci spiega come vivere a colori, senza paura

pareti-colorate-intervista-tricia-guild-designers-guild

Tricia Guild, che nel 1970 ha fondato Designers Guild, ha lanciato un nuovo libro per raccontare al mondo come utilizzare il colore per creare bellissimi progetti di interior decoration.

Le pareti colorate vi fanno paura? “Negli anni ho conosciuto persone poco propense ad adottare colori vivaci per la propria casa. C’è come una reticenza, un’ansia che impedisce di scegliere ciò che sembra troppo audace o addirittura troppo espressivo. Noi di Designers Guild abbiamo sempre avuto una missione: dare alle persone il “coraggio” di vivere a colori”. Esordisce così Tricia Guild, la fondatrice dell'omonimo brand di design che non ha bisogno di presentazioni e che, dal 1970, ha “invaso” hotel, ristoranti, ma soprattutto le case di tutti gli amanti del design decorativo.

Leggi anche → Masquespacio, i designer che hanno riportato i colori nelle nostre case

In quasi 50 anni di attività Tricia alle redini di una delle più grandi realtà nel mondo del tessile e della carta da parati e del colore per superfici, ne ha vista passare di acqua sotto i ponti. Tra cambi di tendenze, fenomeni culturali, e il nascere di nuovi colori e texture. E a proposito di queste ultime, di recente ha pubblicato Paint Box, un libro, contenente la sua personale raccolta di 45 palette speciali, ognuna caratterizzata da una determinata gamma di colori, per usarli in un mix di superfici, pattern e texture ed evocare atmosfere emozionanti.

In occasione del lancio l'abbiamo incontrata, e ci ha dedicato un po' del suo tempo per un'intervista.

Tricia, cos'è il colore per te?

Un mezzo potentissimo. Quando ripenso ad alcuni dei miei artisti preferiti, le cui opere mi hanno più emozionato, ciò che trovo affascinante è il loro senso del colore, impossibile da dimenticare. È una reazione istintiva, primaria, come un eco che nasce dall’anima e rimarrà sempre dentro chi “riceve” l'opera. Il colore ha questo potere: evocare un’emozione, modificare uno stato d’animo, fino a sollevare lo spirito e far apprezzare di più la vita.

E animata da questa passione, nel 1970, hai fondato il tuo progetto, Designers Guild. Cos'è cambiato da allora ad oggi?

Sono nate nuove tecniche di progettazione, e molte altre sono in fase di sviluppo, e trovo il tutto molto eccitante e curioso, nonostante io non creda che le nuove tecniche sostituiscano quelle vecchie. Ogni design ha il suo obiettivo e il suo metodo, e i nostri processi sono rimasti bene o male gli stessi. Per noi ogni progetto nasce come un'opera d'arte disegnata e dipinta a mano, che nel tempo diventa versatile ma rimane sempre bella.

Ci sono dei trend nel settore? Se di trend si può parlare...

Personalmente credo che una consapevolezza sulle tendenze sia necessaria, ma credo anche che sia molto più gratificante seguire il proprio istinto. Le tendenze sono effimere, ma i disegni, i colori e le trame che amiamo e ci rendono felici invece restano.
Con questo spirito, anche noi naturalmente creiamo collezioni che generano delle “mode”. Per esempio, per la stagione A/I di quest'anno abbiamo proposto una tavolozza evocativa di toni ricchi e drammatici. Fiori di grandi dimensioni su terreni ombreggiati completati da sottili velluti a strisce pop.

Lavorare con i colori non dev'essere semplice. Dove trovi l'ispirazione?

Decidere quali colori usare è una scelta molto personale ed emotiva. È davvero importante prendere il tempo per sintonizzarsi sul proprio senso del colore. Dopotutto, ognuno di noi ha colori che ci fanno sentire felici, tristi, riposati. Una volta razionalizzate le nostre emozioni in materia, comprese quelle generate dalle diverse sfumature che si possono creare, possiamo applicare questa conoscenza dentro la nostra casa.
Io sono sempre alla ricerca di ispirazione, ogni giorno ho gli occhi aperti sul mondo che mi circonda. È questo, per me, il modo in cui una collezione inizia il suo viaggio: con un ricordo di un'opera d'arte, un costume visto all'opera, il motivo delle foglie sul terreno o i colori di un viaggio in India. Un insieme di impressioni visive che formano un libro immaginario di pattern che poi applico alle mie collezioni.

E poi, arriva il libro?

Sì, si chiama Paint Box ed è per me un mezzo con il quale posso condividere con il mondo la mia maniera di scegliere i colori che amo, spiegando come li affianco sulla tavolozza, per usarli in un mix di superfici, pattern e texture ed evocare l’atmosfera che desidero per quello spazio. È un approccio che possiamo seguire tutti a casa nostra, e vorrei davvero che i lettori si divertissero a sperimentarlo liberando la fantasia...

A proposito di fantasia, tu che ne hai tanta, condivideresti con noi alcuni suggerimenti preziosi per chi vuole approcciarsi a questo mondo?

Nonostante io non creda ci siano regole prestabilite, mi rendo conto di quanto sia difficile per tante persone combinare facilmente una moltitudine di colori e modelli. Io, ad esempio, tendo a lavorare con una tavolozza di 4 o 5 massimo in una stanza. Un buon metodo per iniziare è limitare noi stessi a massimo 3 o 4 colori assicurandoci che uno di essi sia naturale o neutro.
Questi ultimi sono estremamente importanti, poichè forniscono equilibrio. E anche per i neutri ci sono tante alternative interessanti tra cui scegliere: come grigio, ecru, cioccolato, una tonalità di blu o verde, o anche rosa pallido. Io uso spesso una tonalità di blu ardesia come neutro, per esempio, specialmente con colori brillanti.

E una volta decisa la palette, cosa si fa?

Se preferisci un look più classico, mantieni la tua calda neutralità. In alternativa, se desideri un tocco più moderno, e la luce e l'architettura lo consentono, puoi usare una nuance di raffreddamento, come il grigio o bianco sporco.
Se vuoi creare un “sentimento” più forte puoi intensificare il tono della tavolozza, soprattutto in piccole stanze dove i colori più accesi funzionano meglio.
Una chicca? I tocchi di verde qua e là danno vita a qualsiasi tavolozza. Un colpo di color foglia o verde erba funziona sempre bene con altri colori neutri.

www.designersguild.com


di Valentina Mariani / 6 Dicembre 2017

CORNER

People collection

[People]

Il favoloso mondo di Constance

La designer francese ci racconta actio!, in scena a Parigi

interviste

[People]

Vittorio Gregotti in mostra

“Il territorio dell’architettura, Gregotti e Associati 1953-2017” è al PAC

Mostre

[People]

Radio Cino

12 brani "d'architettura" direttamente dall’iPod di Cino Zucchi

Costume

[People]

Architetto ad honorem

Laurea honoris causa per Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia

costume

[People]

La community di Firenze

Martino di Napoli Rampolla e l'approccio collaborativo al design

interviste

[People]

Milano omaggia Anna Castelli

A CityLife a Milano una via è stata intitolata alla celebre architetto

Costume

[People]

Le regole del nomadismo

Vivere con poche cose, che invecchiano bene e raccontano storie

travel

[People]

James Stewart Polshek

L'architetto umanista che ha appena vinto l'AIA Gold Medal 2018

premi

[People]

La prima della Scala

La scenografa Margherita Palli ci racconta Andrea Chénier

Interviste

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web