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Hotel, Porsche e arredi, tutto il design di Piet Boon in un'intervista

A tu per tu con il designer olandese che racconta il suo lavoro, tra passato, presente e futuro

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Piet Boon, fondatore dell'omonimo studio, ci racconta i suoi progetti più recenti e ci parla di futuro del design.

Classe 1958, il designer Piet Boon fonda il suo studio ad Amsterdam nel 1983, e da allora realizza progetti in tutto il mondo, con i più grandi brand di fama internazionale.
Gli ultimi tre? Una collezione per il salotto dalle forme tondeggianti ispirate alle forme di una delle loro sedute e materiali pregiatissimi, lanciata durante lo scorso Salone del Mobile. L'ultimo esemplare di casa Porsche, Alex, un tributo alle automobili della polizia olandese, e un nuovo Hotel a Seoul, in fase di costruzione.
Per Piet Boon, la parola d'ordine nel lavoro è equilibrio, tra funzionalità, estetica, individualità, artigianalità e modernità.
Certo, non dev'essere facile trovare formula per ottenere questo scopo. Per scoprirne il segreto e avvicinarci di più sul suo lavoro l'abbiamo incontrato e abbiamo fatto quattro chiacchiere sui suoi progetti passati, presenti e futuri.

Qual è la parte che preferisci del tuo lavoro?

Vedere i miei clienti felici. E poi certamente viaggiare, conoscere cose nuove, sperimentare nuove culture, lavorare con grandi talenti. Ancora oggi, dopo trent'anni di attività, ci sentiamo onorati quando un cliente ci affida un progetto dandoci fiducia, senza dar mai nulla per scontato, e cerchiamo sempre di superare le aspettative.

Nella foto: Gli interni del ristorante The Jane ad Anversa, progettati dallo studio Piet Boon

Il tuo lavoro spazia dalle automobili al product design, fino agli interni di grandi alberghi. Dove trovi ispirazione?
Praticamente in tutte le cose: dalle persone che incontro al cibo che mangio, ai colori e alle diverse culture con cui mi trovo a stretto contatto durante i miei viaggi. Per trovare l’ispirazione in ciò che ci circonda è necessario aprire la mente e essere curiosi. Io amo sperimentare, conoscere nuovi materiali, utilizzare una vasta gamma di oggetti, e mixarli tra loro per creare qualcosa di sempre nuovo e sorprendente.

Nella foto: la cucina della residenza Urban Residence ad Amsterdam, realizzata dallo studio Piet Boon

Stai lavorando ad un albergo in Corea del Sud. Di che si tratta?
Non posso dirvi molto, a parte che credo sia una splendida opportunità. È la prima volta che lavoro per la catena che me l'ha commissionato, e il progetto prevede che si trovi nel vivace distretto di Gangnam. Ora siamo nella fase di esplorazione del vicinato, per assorbirne la cultura, i gusti, osservare l'estetica circostante e le persone che girano lì attorno. Dovrete aspettare ancora un po' prima di vederlo nascere, ma noi non vediamo l'ora, siamo intrepidi e non vediamo l'ora che arrivi il futuro.

Nella foto: La collezione di mobili e complementi d'arredo presentata a Milano da Piet Boon durante lo scorso Salone del Mobile 2017

A proposito di futuro, cosa vedi nel mondo del design e dell'architettura negli anni a venire?

A parer mio, il futuro del design e dell’architettura si evolverà in un’ “esperienza guidata”. Il mondo è in costante cambiamento e come conseguenza cambieranno anche le abitudini umane, compresa la maniera di viaggiare, mangiare, vivere. Posto che la chiave del cambiamento non è relativa a ciò che la gente possiede ma al modo in cui un dato oggetto la fa sentire, l’architettura e il design saranno in grado di prevedere queste esigenze e avranno la capacità di creare una connessione con le persone a diversi livelli, che varieranno dalla sfera emotiva a quella sociale, a quella economica e persino ambientale.

Nella foto: La Alex Edition dell'automobile di casa Porsche progettata da Piet Boon e ispirata alle forme delle automobili della polizia olandese.

E voi invece, nel futuro, cosa farete?

Continueremo a fare ciò che stiamo facendo adesso, cercando di influire positivamente sulla vita delle persone con i nostri progetti di design.

www.pietboon.com

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