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Progettare un giardino moderno: trend e consigli

La Landscape Designer Anna Scaravella racconta l’evoluzione del verde domestico

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Il Giardino di Villa Bellaria a Rivergaro, Piacenza. Foto di Dario Fusaro

Come progettare un giardino moderno? Il giardino, tradizionalmente concepito come luogo separato dalla casa, si sta lentamente guadagnando il proprio spazio nella progettazione architettonica diventando un vero e proprio prolungamento dell’abitazione. Abbiamo parlato di questo ‘nuovo’ spazio con Anna Scaravella, Lanscape Designer di origini piacentine con una vasta esperienza internazionale in materia di progettazione del verde.

Cosa significa oggi progettare un giardino domestico?
Incontrare le esigenze di un rinnovato stile di vita. Oggi, sottoposti come siamo a un’infinità di stimoli e impegni che sembrano crescere a dismisura, il tempo per sé stessi diventa sempre più prezioso e così anche i rifugi, metropolitani e non, in cui decidiamo di trascorrerlo. I giardini, da sempre luoghi prediletti, si trasformano così in piccole oasi di pace dove tecnologia e natura si incontrano per offrire ai padroni di casa luoghi rilassanti ma efficienti. Progettare un giardino domestico, oggi, significa riuscire a regalare al committente la sensazione di essere immerso in un contesto naturale che pure è studiato al minimo dettaglio, dalle luci, all’illuminazione, al sistema di irrigazione, alla scelta botanica, per massimizzare il relax e ridurre la manutenzione.

Un giardino progettato da Anna Scaravella a Carimate, Como. Foto Dario Fusaro

Quanto spazio c’è in Italia per il Garden Design?
Sembra quasi banale dire che a seguito della crisi, soprattutto in campo edilizio, ci sia stata notevole difficoltà in questo senso. Ritengo, tuttavia, ci sia una crescente necessità di spazi verdi sia a livello di giardino privato, nei confronti del quale le persone hanno alzato di molto le aspettative – oggi c’è l’esigenza di uno spazio che non solo sia bello da vedere ma che sia vivibile ed efficiente – sia sul piano pubblico. L’Italia, infatti, rispetto ad altre parti d’Europa che hanno vissuto una pianificazione urbanistica più illuminata, ha sempre considerato negli interventi pubblici il verde come accessorio, secondario. Oggi i cittadini vivono le conseguenze di queste scelte sulla propria pelle cercando spasmodicamente i pochi angoli di verde in città o, chi ne ha la possibilità, vivendo appieno il proprio giardino.

Il parco pubblico “Orti di via Degani” progettato da Anna Scaravella a Piacenza. Foto di Dario Fusaro

Quanto è importante la sostenibilità nei tuoi lavori?
Fondamentale. La sostenibilità parte da una scelta botanica consapevole e da un utilizzo sapiente di tecnologie che permettano di ridurre al minimo gli sprechi. Mi riferisco, non solo alla bassa manutenzione del verde ma, soprattutto, a ridotti trattamenti di tipo fitosanitario. A questo fine, tendo sempre a selezionare piante resistenti che necessitino al minimo di concimi, sopravvivano ad agenti patogeni e resistano bene ai cambiamenti climatici. Sempre da un punto di vista botanico, è importante scegliere specie che non richiedano troppe cure e considerare con attenzione la distanza di impianto così da non dover intervenire in un secondo momento. Parallelamente, si rendono necessarie la selezione di materiali sostenibili e di impianti di irrigazione all’avanguardia che controllino accuratamente il dosaggio d’acqua.

A Serniago, Piacenza, un esempio di giardino domestico con specie a bassa manutenzione, resistenti ai cambiamenti climatici e poco esigenti d’acqua. Foto di Dario Fusaro

Oggi, sempre più spesso, si parla di giardini a bassa manutenzione. Sei d’accordo con questa tendenza?
Sicuramente. Ho vissuto personalmente questa evoluzione, sia dal punto di vista professionale che personale. Per un periodo della mia vita ho deciso di stabilire il mio studio in campagna e ho ‘praticato’ personalmente il giardino sperimentando in prima persona la necessità di semplificare. I giardini moderni sono intrisi dello stile di vita contemporaneo. Un bravo professionista non può rimanere sordo a questi cambiamenti. Io stessa, in passato, ho amato molto sperimentare nella decorazione bassa. Oggi, a meno che il committente non si renda disponibile in prima persona, nei miei lavori tendo ad evitare soluzioni azzardate. Ed è qui che entra in gioco il concetto di bassa manutenzione, un trend che porta a prediligere le forme naturali delle essenze, riducendo al minimo il ricorso a potature; a prestare più attenzione al posizionamento iniziale delle piante, badando di mantenere la giusta distanza tra le essenze; a studiare accuratamente il territorio, selezionando le piante che si adattano meglio a quel determinato terreno, anche se ciò significa rinunciare ad esemplari esotici all’apparenza più affascinanti. Ma attenzione, non trovo certo per questo motivo che il giardino contemporaneo sia meno interessante di quello di una volta. Si tratta di una bellezza diversa, che tende a imitare la natura in una casualità apparente (nelle foto sotto, un giardino moderno e un giardino tradizionale a confronto).

Un giardino moderno progettato da Anna Scaravella a Rezzanello. Foto di Dario Fusaro

Il giardino tradizionale di Villa Bellaria a Piancenza. Foto di Dario Fusaro

L’estate è alle porte. Come dev’essere un giardino al mare?
Profumato. Il clima mediterraneo permette di disporre di una scelta di piante potenzialmente infinita. Ci sono rampicanti con fiori, odori e colori straordinari. Penso a un giardino che ho progettato nel centro di Panarea (foto sotto) dove mi sono divertita a ricorrere a essenze esotiche.

Ma anche al mare non mancano situazioni complicate. Penso a un progetto a Formentera (foto sotto). In un ex terreno coltivo con vista sul mare era stata realizzata una villa il cui giardino, ad eccezione di un bosco di Pini d'Aleppo, era praticamente inesistente. Essendo un terreno totalmente privo d’acqua sono andata alla ricerca di essenze resistenti al secco e mi sono per cui rivolta a essenze autoctone.

Un fiore o una pianta che non richiede troppe cure e regala un effetto scenografico.

Un’essenza che trovo molto interessante è senz’altro il Mirto Tarentina, una pianta tipicamente mediterranea con foglie molto piccole dal color verde scuro. Si tratta di un esemplare capace di adattarsi perfettamente a un terrazzo in città così come alla casa al mare o alla collina. Le sue forme naturali, specialmente negli esemplari più invecchiati, sono di grande fascino. Pur nella loro apparente semplicità.

www.annascaravella.com

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di Chiara Chioda / 7 Giugno 2016

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