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Rem Koolhaas su Brexit: è ora di scendere in campo attivamente

Il fondatore di OMA ha dichiarato di voler entrare nella scena politica del suo Paese, nel tentativo di arginare la preoccupante deriva populista e nazionalista degli ultimi anni

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GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images

Tra i più influenti e discussi teorici dell'architettura contemporanea, Rem Koolhaas sostiene che oggi la questione non sia più soltanto politica perché "l’Europa ha barattato l’esigenza di uguaglianza e libertà per la mera necessità di sicurezza e tranquillità"

Brexit, l’uscita dell’Inghilterra dall’Europa, non ha lasciato indifferente nemmeno Rem Koolhaas, il rinomato architetto olandese che, in un’intervista a El País, ha dichiarato di voler scendere in campo attivamente nella scena politica del suo Paese, nel tentativo di arginare la preoccupante deriva populista e nazionalista degli ultimi anni.

L’urbanista e saggista fondatore di OMA, vincitore del Prizker Prize nel 2000 e curatore della Biennale di Venezia 2014, racconta di aver potuto finora concorrere al cambiamento culturale e sociale unicamente grazie all’architettura: tuttora si fa vanto, ad esempio, del fatto che la sede della televisione di stato cinese, progettata dal suo studio e inaugurata nel 2008, non sia un edificio particolarmente amato dall’establishment cinese attuale, proprio perché tanto in contrasto con i valori di stabilità, tradizione e autoriferimento che il governo mira a mantenere.

Adesso, però, la questione non è più soltanto politica, perché secondo l’architetto l’Europa ha barattato l’esigenza di uguaglianza e libertà per la mera necessità di sicurezza e tranquillità e gli stessi attacchi terroristici, che fino agli anni’70 erano considerati parte della negoziazione politica, oggi non sono visti che come una minaccia alla comodità.

Koolhaas ha deciso di tornare a puntare sulla parola, proprio per quella precisione e immediatezza di contenuto impossibili in architettura. Come ha fatto nei suoi libri finora, dove ha spesso dimostrato una notevole capacità di anticipare le tendenze, continua a premurarsi di mettere in guardia dagli effetti devastanti del neoliberismo.

Il segreto della sua obiettività lo svela lui stesso: «Annoto ciò che vedo come se non lo conoscessi, come se fossi un extraterrestre. È questione di non disconnettere il radar. È fondamentale prestare attenzione a ciò che succede fuori dal nostro mondo. E fuori dal nostro continente.»

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di Lia Morreale / 6 Luglio 2016

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