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Il futuro è in campagna, parola di Rem Koolhaas

Rem Koolhaas racconta all'Economist la sua visione del mondo nel 2018, e immagina un futuro lontano dalla città

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“È tempo di imparare dai radicali cambiamenti che stanno avvenendo al di fuori dalle città”  suggerisce Rem Koolhaas nel suo contributo all’annuario The World in 2018 della rivista londinese The Economist. “Oggi c'è un totale disinteresse per la campagna. Tuttavia, se si guarda attentamente, in questo momento la campagna sta cambiando molto più rapidamente e radicalmente della città.”

“Il mondo moderno si preoccupa per le città. Più della metà della popolazione mondiale è ora urbanizzata, il che è stato il pretesto per focalizzarsi in maniera quasi esclusiva sulle città, che sono viste come i motori dell'economia, dell'emancipazione, del ultimate lifestyle. Da Delirious New York (1978), sono stato associato, come chiunque altro, con questa attenzione sulla città, sulla metropoli, sull'urbanistica.” Così esordisce Rem Koolhaas, ma prosegue annunciando un cambio di rotta “nel 2018 indagherò su tutto ciò che non è città, in preparazione ad una mostra in un importante luogo a forma di spirale di Manhattan.”

Gli esempi portati da Rem Koolhaas alla sua tesi sono diversi: si passa dal paesino svizzero abitato una sola settimana all’anno, alla sconfinata campagna americana ormai iper digitalizzata, alle aree della Russia rimaste off-grid dove proliferano i musei, fino agli impatti delle linee ferroviarie cinesi nel cuore dell’Africa, ma il monito rimane sempre quello “Architetti, guardate e imparate”.

“Come architetto, sono affascinato dagli effetti fisici del mondo virtuale propagandato dalla Silicon Valley.” Secondo Koolhaas negli edifici sempre più automatizzati e robotizzati costruiti nelle aree extra urbane, dove la presenza dell’uomo si è molto ridotta, come i data center, i centri di distribuzione e le fabbriche, c'è un ritorno di funzionalità “estreme” e di un'architettura radicale in cui “la scala umana potrebbe diventare irrilevante.”

“Il coding sta creando la sua estetica. Stiamo assistendo all'emergere di un nuovo sublime. E ciò avrà ripercussioni non solo per l'architettura, ma anche sui cittadini in generale”. Questa è in sintesi la visione del mondo di Rem Koolhaas per il 2018.

 


di Eugenia Murialdo / 29 Novembre 2017

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