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Elle Decor Italia

Lo showroom di Marta Sala a Milano: gusto francese e savoir faire italiano

Nell'appartamento di Corso Monforte 15, esposta la prima collezione realizzata in collaborazione con Lazzarini&Pickering

Gusto francese e savoir faire italiano per Marta Sala, figlia d'arte e creatrice di un elegante showroom a Milano, in Corso Monforte 15, arredato con una prima collezione speciale, parte di Marta Sala Éditions, realizzata in collaborazione con lo studio Lazzarini Pickering Architetti.
Divani, poltrone, tavolini, lampade, in una collezione completa, nella quale estetica e funzione hanno lo stesso peso.
Figlia di Maria Teresa Tosi, fondatrice di Azucena, e nipote dell'architetto e designer milanese Luigi Caccia Dominioni, Marta Sala ha creato un allestimento intimo e avvolgente, che cura in prima persona, «ricevendo i clienti su appuntamento ed entrando in contatto con un nuovo pubblico, sempre più è alla ricerca di prodotti che escono dalla produzione e offerta di massa».

Francia e Italia: come si combinano queste due culture nella tua vita?
La mia esistenza è sempre stata divisa tra Milano e Parigi, tra l’Italia e la Francia: un'enorme fortuna, perché ho imparato ad apprezzare e cogliere il meglio di entrambe le culture, così ricche e diverse tra loro. L’Italia è la patria del saper fare tutto e saperlo fare bene, meglio, benissimo. La Francia, dall'altro lato, ci insegna l’arte della valorizzazione estetica e culturale, della mise en scène perfetta. Sono sinergie molto importanti da cavalcare in questo momento di grande cambiamento, caratteristiche uniche che ci danno un valore aggiunto unico al mondo.

La sua famiglia vanta nomi artistici di altissimo valore. Che aria ha respirato durante la sua giovinezza? 
Sin da piccola sono stata educata alla scuola del bello, dell’utile, del fatto bene e devo dire che in questo nuovo mondo Marta Sala Éditions godo molto di tutto questo.

A chi deve il suo senso del gusto?
Ho imparato da mia madre la passione del dettaglio, che ha importanza come l’insieme, ma anche la passione per il lavoro dove non contano le ore, ma il risultato, il contatto con la produzione, con gli uomini che ne sono il segreto, il saper dare loro ascolto e ispirarli, la necessità della perfezione.

Qual è la lezione più importante appresa da suo zio, Luigi Caccia Dominioni?
Mi ha educata ad un design intelligente, utile, senza mai una concessione al superfluo, ad un rigore di tratto e proporzioni che non ammette repliche né cambiamenti, ad una verità dell’oggetto che risiede nell’idea dalla quale nasce.

L'allestimento è dello studio Lazzarini Pickering. Come nasce questa collaborazione?
Nel lavoro di Lazzarini&Pickering ritrovo questo DNA che mi appartiene. Sono architetti che arrivano a disegnare un pezzo per risolvere un problema ben specifico, con una necessità intrinseca. È da tempo che ammiro il loro lavoro, le loro architetture sono ogni volta delle vere invenzioni su misura per ogni committente, pensate per le diverse esigenze, passioni, aspirazioni. Scoprendo i loro pezzi , alcuni dei quali erano già stati disegnati prima della nascita di MSÉ, ho ritenuto importante mettere a disposizione di un pubblico più vasto queste soluzioni progettuali con un vero valore tipologico e formale.

Come nasce la sua vocazione imprenditoriale? 
Dopo oltre 20 anni di Azucena, di grandi maestri e maestre (la mamma su tutti), non potevo non aggiungere qualcosa di nuovo in questo mondo del design in così forte evoluzione, dove le scale sono sempre più grandi, i mercati più ampi, con la preoccupazione che il valore del pezzo di design venga fagocitato dal sistema di promozione e distribuzione. Così ho cercato di ricreare un piccolo mondo di edizione come era il design italiano alle origini.

Come funziona il progetto MSÉ?
Prima di tutto cerco i progettisti, poi faccio da trait d’union tra loro e gli artigiani, per integrare la qualità progettuale con la qualità straordinaria di un artigianato italiano che rimane eccellente e ingenoso.

Cosa rappresenta per Lei questo spazio nel cuore di Milano?
Uno degli scopi dell'iniziativa è promuovere la qualità che appartiene all'Italia e che in nessun altro paese, in questo momento, può essere ottenuta in tempi e costi così ragionevoli. Sono molto appagata da questa prima collezione n.1 disegnata da Lazzarini&Pickering!

Puoi raccontarci qualcosa degli oggetti e pezzi di arredo raccolti nello showroom?
Si tratta di mobili intelligenti, modulari, pensati con grande rispetto per lo spazio dove andranno a collocarsi e per l’uso al quale sono destinati. Sono tutti oggetti nuovi che, però, emanano un sapere antico, il sapere di chi li disegna e di chi li realizza, quel che si chiama cultura ed è cultura italiana. È una collezione ricca di tipologie e lavorazioni.

Che obiettivo si è posta?
Volevo uscire con un mondo nuovo e non con un singolo pezzo. Propongo uno stile di vita declinato in finiture e materiali raffinati. Questi oggetti hanno un’anima, data dalle lunghe ore di lavoro. E lo si percepisce.

Progetti in cantiere?
Il primo dicembre abbiamo presentato al Design Miami un pezzo in serie limitata, sempre disegnato da Lazzarini&Pickering e coprodotto con la galleria Casati di Chicago. Ma ho tantissime altre idee, e non solo nel cassetto!

www.martasala.com
martasalaeditions.it


di Marzia Nicolini / 10 Dicembre 2015

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