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La playlist perfetta per un party in terrazza by Stefano Giovannoni

16 brani scelti da lui e da ascoltare su Spotify per tratteggiare il ritratto di una figura eclettica, tra fantasia e marketing

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Che suono ha il design di Stefano Giovannoni? Per capirlo è necessario tratteggiare la sua figura, che è quella di un designer diventato famoso per la sua collaborazione con Alessi iniziata con il vassoio  Girotondo nel 1989 e con i primi oggetti ludici in plastica della serie Family Follows Fiction del 1993.

Nel suo codice stilistico ci sono la plastica, il colore, e la voglia di far parlare al design un linguaggio “pop”, nel senso di più ampio possibile, slegandolo dal mondo intellettuale degli addetti ai lavori.

Poi è diventato famoso un’altra volta, nel 2016, quando ha lanciato Qeeboo dando un nome al suo modo di progettare senza mai dare per scontato l’aspetto commerciale: fantasia e marketing, estetica e mercato trovano un punto d’incontro nel brand di Extraordinary Objetcs e in Stefano Giovannoni si fondono designer e manager alla ricerca di un nuovo modello di business (leggi anche → Il nuovo brand di Stefano Giovannoni).

L’ultima pennellata che vogliamo dare al suo ritratto è quella di un appassionato di musica, che spesso le sere d’estate risuona in tutta via Stendhal dalla ex acciaieria in mattoni rossi che ha scelto come quartier generale. Per quest’ultimo motivo abbiamo pensato di chiedergli una selezione musicale che racconti la sua figura: la playlist è così ampia ed eclettica che verrebbe da associare ad ogni brano un prodotto, ma sarebbe riduttivo. Molto più interessante ascoltarla e ritrovare nelle varie tracce i suoni pop dei Rabbit (Qeeboo), quelli cristallini di Mami (Alessi), quelli netti della Google Tv e pieni di Bombo (Magis) intrecciati nel fil rouge che rende coerente tutto il suo lavoro.

Tracklist:
1. Archie Shepp: True Ballads (le sonorità pure, che escono dal sax del maestro del free jazz, esaltano al massimo la godibilità dello strumento)   
2. Jan Garbarek: Rites (un pezzo senza tempo, etnico ed ancestrale, evocativo, assoluto e futuribile)
3. Masekela: stimela (la voce roca di Masekela ed il suo assolo di tromba in un'accelerazione di ritmi e di percussioni)
4. Shirley Bassey and Propellerheads: history repeating (l'attempata Shirley non ha perso la grinta e digrigna i denti accompagnata da una delle più forti formazioni di elettronica)
5. Cure: lullaby (la voce cupa e malinconica di Robert Smith in un mitico ritornello degli anni 80)
6. Guns n' Roses: november rain (una bella ballata cantata da un ispirato Axl Roses)
7. Sigur Ros: svefn g englar (quando usci sul finire negli anni 90 fu uno dei pezzi più forti ed innovativi del gruppo islandese che trovò nell'album capolavoro Agaetis Byrjun la sua definitiva consacrazione)
8. Radiohead: fake plastic trees (un grande pezzo che valorizza al massimo la voce di Thom Yorke, frontman di uno dei gruppi più importanti degli anni 90, che precorre il successo di Ok Computer).
9. John Grant: where dreams go to die (uno dei pezzi più belli e melodici di Queen of Denmark, l'album che scopri' in John Grant un grande cantautore).
10. Muse: madness (ritmo potente e irresistibile di uno dei gruppi Rock più importanti degli anni 2000)
11. Chemical Brothers: Go (grande pezzo per il dance floor)
12. Nils Frahm: says(un grande compositore di musica contemporanea impegnato in un pezzo minimal dal crescendo di grande impatto).
13. Tame Impala: yes I'm changing (raffinato pezzo psichedelico, sembra di percorrere una Highway Americana su una Limousine degli anni 60').
14. Iron and Wine: godless brother in love (pezzo dolcissimo e super ispirato di un grande compositore di ballate).
15. P. J. Harvey: all and everyone (ispirata marcia dal ritmo incalzante ed evocativo).
16. Nadia Reid: preservation (arpeggi e sonorità squillanti con una melodia di grande appeal).

 

www.stefanogiovannoni.com

SCOPRI ANCHE:
La Playlist di Fabio Novembre
→ Cosa ascolta Mario Bellini?


di Carlotta Marelli / 14 Giugno 2017

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