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Truly Urban Artists, i maestri dell'illusione ottica versione street art, tra Leonardo Da Vinci e Amazon

Mescolano geometrie astratte e anamorfosi, proiettando l'arte di strada verso nuovi orizzonti: scopriamo insieme il collettivo torinese e il mondo dell'arte anamorfica

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L'arte contemporanea è tutta questione di prospettiva, parola di Truly Urban Artists, collettivo torinese specializzato nella tecnica anamorfica, che crea immagini surreali in 3D miscelando geometria e illusione ottica. Ma che si intende per anamorfosi? Prendiamo un paio di esempi pratici per darvene un'idea: se siete appassionati di calcio o Formula Uno certamente avete presente le scritte pubblicitarie disposte a bordo campo o sulla pista. All'apparenza sembrano rialzate e ben proporzionate, in realtà non sono altro che disegni piatti, fortemente allungati e distorti, che assumono la “giusta forma” solo se osservati da una determinata prospettiva (quella delle telecamere in questo caso).

Alla base dell’”inganno” c'è il modo in cui i nostri occhi elaborano le immagini: è come se il mondo davanti a noi fosse uno schermo trasparente. Se su quello schermo si materializza un triangolo, questo può corrispondere a una figura realmente disposta in verticale, ma anche ad un lunghissimo triangolo orizzontale. È possibile, dunque, realizzare immagini piane, distese su un foglio o sul pavimento, che sembrano svettare verso l’alto, o addirittura spezzarle, distribuendole su più superfici, in modo che possano ricomporsi solo sotto una precisa angolazione.

Questo schiude possibilità infinite non solo nel rapporto tra l'opera anamorfica e l'occhio che la guarda, ma anche nella dialettica imprevedibile che viene a crearsi tra le forme e lo spazio. I primi ad accorgersene furono gli artisti del Rinascimento, incluso Leonardo Da Vinci, che sperimentarono con la geometria e la psicologia della percezione, applicando le anamorfosi alla pittura, soprattutto a tema religioso. Era facile infatti attribuire al disegno così concepito significati nascosti, profondi, non visibili a tutti in modo immediato.

Oggi, a giocare con la prospettiva ci pensano i software e gli artisti di strada, capaci di generare stupefacenti illusioni ottiche spaziali, sia al chiuso che all’aperto. Kurt Wenner, Julian Beever, Edgar Muller, Eduardo Relero e Leon Keer sono solo alcuni dei più noti interpreti di quest’arte antica eppure mai così attuale, impegnati a decorare piazze e strade delle città con le loro rocambolesche creazioni tridimensionali: oggetti, animali, voragini, mappamondi.

Truly Urban Artists si inserisce in questo solco, spostando il focus soprattutto sulle forme astratte, alla ricerca di nuovi orizzonti espressivi e di una fusione totale tra disegno e architettura. Qui è forte l'influenza dello svizzero Felice Varini, le cui immagini pure, plastiche ed essenziali, sembrano fluttuare nello spazio, ma l'ispirazione arriva anche da nomi come Luca Pacioli, Hans Holbein il Giovane, Georges Rousse, Laszlo Moholy-Nagy e Florence Henri.

 

credits video Fez Film, credits per il coordinamento del progetto Lageard Architettura e Studio Vairano

A rivelarcelo sono proprio loro, Mauro, Emanuele ed Emiliano, i tre ragazzi poco più che trentenni che compongono il collettivo Truly Urban Artists. Si incontrano a Torino a metà degli anni 90, tra cantieri ferroviari, fabbriche abbandonate e sobborghi fatti apposta per murales e graffiti. La passione comune è la street art, ma la voglia di sperimentare li indirizza presto verso altri mondi. Nel 2007, aprono uno studio che si occupa di pittura murale, graphic design e illustrazione, scindendo la loro anima più artistica (Truly | Urban Artists) da quella più commerciale (Truly Design Studio).

La loro estetica è pop e concettuale al contempo: se l'approdo ad una geometria pulita e lineare supera il virtuosismo figurativo di certo 3D Street Painting, la vibrante esuberanza cromatica resta fedele a un linguaggio di immediatezza ed emozionalità. Lavorando su forme destrutturate e blocchi di colore, il collettivo si afferma sempre di più sulla scena artistica, fino ad attirare l'attenzione di un colosso come Amazon, che lo ingaggia per impreziosire con le sue illusioni ottiche la propria sede milanese. In attesa di scoprire il risultato di questa intrigante collaborazione, godetevi alcuni dei lavori più interessanti (con tanto di backstage in cui “si svela il trucco”) firmati Truly Urban Artists: un caleidoscopio di geometrie astratte, angoli impossibili e suggestioni spaziali da cui è bellissimo lasciarsi ingannare.

 

 

credits video We.Mind - Della mostra personale “Truth depends where you see it from” 

wearetruly.it

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di Elisa Zagaria / 28 Novembre 2017

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