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A tu per tu con Suzy Hoodles, la giornalista che è diventata interior designer

Dalla carta stampata agli interni più ricercati di Londra, l'intervista a una donna visionaria

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Suzy Hoodles vive e lavora a Londra ai suoi progetti di interior design. Negli anni, ha collaborato con brand del calibro di The Rug Company, Osborne & Little e Johnstons of Elgin per cui ha creato delle collezioni di prodotti e mobili. 

Sono passati 17 anni da quando Suzy Hoodless ha lasciato la sua posizione di giornalista di interni alla rivista Wallpaper* per concentrarsi sui suoi progetti di interior design. Da allora, realizza residenze private e ha disegnato collezioni per brand come The Rug Company, Osborne & Little e Johnstons of Elgin, solo per citarne alcuni.
Di recente, ha completato il progetto di una steak house, un bar e un club di oltre 1400m quadrati a Soho, nel cuore di Londra, dove si è divertita a mantenere e ristrutturare molte caratteristiche originali dell'edificio come il soffitto a volta e le luci, e l'ha arredato con pelli e velluti imbottiti della metà del secolo scorso e mobili su misura.
La incontriamo nel suo studio londinese, per farci raccontare il suo lavoro, le ispirazioni e i progetti futuri.

Dove trovi l'ispirazione?
L'ispirazione può arrivare da qualsiasi cosa: dal disegno di un pavimento di marmo in un museo al colore del lichene e del muschio su una pietra. Dal tessuto di un vestito, una chiesa, un viaggio in metropolitana. Passo molto tempo ad osservare i piccoli dettagli che ci circondano. E ora, nell'era digitale, è ancora più semplice ricordarsi qualcosa: basta scattare una foto.

Nella foto: il salotto di una residenza a Kensington, Londra. Tra oggetti del secolo scorso, un divano di Ligne Roset, una cassettiera di Arne Vodder e il tappeto Atlas di The Rug Company.

Quali sono le parole che legano tutti i tuoi progetti?
Classico e moderno, curato, senza tempo, divertente, inaspettato, perspicace, di design. Cerco sempre di creare un'alchimia di stili e periodi. Ogni interno è unico, ispirato al cliente e all'architettura di cui fa parte.

Di che progetti ti sei occupata di recente?
Ho lavorato agli interni di una casa di famiglia che prima era uno spazioso studio di artisti, oggi riconvertito, in una delle strade più prestigiose di Chelsea. Abbiamo appena applicato delle finiture alle pareti in gesso, e nel bagno abbiamo installato una doccia con una luce sulla parte superiore e con una doppia altezza. La planimetria iniziale prevedeva uno spazio senza porte interne, diviso su più livelli, e abbiamo dovuto un po' rivoluzionarlo per adattarlo al concetto di casa. Ora stiamo pensando agli arredi, che saranno morbidi, super confortevoli e adatti alle famiglie. Come soffici tappeti intarsiati, velluti e porte di falegnameria imbottite.

Nella foto: il progetto del Television Centre realizzato da Suzy Hoodles, dove a fare da protagonista è un tappeto di Vanderhurd e arredi by George Smith.

 

Un altro progetto che ti sta a cuore?
Una villetta a schiera di 5 piani nel quartiere di Kensington. Mobili e illuminazione provenienti da tutto il mondo, tanti arredi su misura e falegnameria. Una carta da parati appositamente commissionata e dipinta a mano per la sala, una sala da pranzo a pannelli con pavimento in parquet che nasconde un bar nascosto con finiture in ottone, marmo e lacca. Un sogno.
Dove trovi i pezzi che inserisci nei tuoi progetti?
In giro per il mondo, alle aste, visitando rivenditori, parlando con designer più o meno contemporanei. Spesso amiamo collaborare con grandi artigiani e progettiamo pezzi su misura realizzati a mano nel Regno Unito. Altre volte, inseriamo grandi brand sia italiani che stranieri, come Tom Dixon, Knoll, Artemide, Loro Piana, Another Country, Scholten, solo per dirne alcuni.

Nella foto: il progetto di Television Centre. Sul pavimentom il tappeto Vanderhurd ispirato ad un ascultura presente all'esterno dell'edificio. Il tavolo, è di Another Country.


Lavori con l'arte nei tuoi progetti?
Spesso. La maggior parte dei nostri clienti ha un elevato interesse per l'arte, e sempre più frequentemente ci viene chiesto di aiutare alla ricerca di pezzi che completino l'interno. A volte troviamo sculture, altre volte opere. Di recente, abbiamo inserito in una residenza una scultura in ceramica degli anni '50 di Stig Lindberg e opere di artisti del calibro di Bridget Riley, Tracey Emin, Gary Hume, Gerald Laing e Frank Auerbach.

Pensi ci siano dei trend nel mondo del design? E se sì, quali?
No, anzi, li evito. Mi piace che gli interni che progetto siano il risultato di un'evoluzione anziché una moda del momento. Devono avere longevità, riuscire a piacere nel tempo. Certo, ci sono alcune finiture e alcuni prodotti che al momento certamente prevalgono, ad esempio l'ottone, ma è un materiale talmente classico che non credo sia qualcosa che scomparirà non appena sarà finito il suo momento.

Nella foto: arredi di George Smith, oggettistica per la tavola by Barber and Osgerby per Royal Doulton. Sono questi alcuni tra i brand che Suzy Hoodles sceglie per i suoi progetti di interni.


Qual è il futuro del design, secondo te?
Penso che la tecnologia avrà senza dubbio il sopravvento, cosa che per altro sta succedendo già da parecchi anni. In cuor mio, spero però che le grandi aziende (come Carl Hansen, per dirne una) continueranno a combinare artigianalità e tecnologia avanzata per far crescere il loro business, senza che la prima venga dimenticata per far spazio alla seconda.

E nel tuo futuro, cosa c'è?
Gli studi del Television Centre a Londra, e una residenza spettacolare a Hampstead, un quartiere elegantissimo a nord della città.

Nella foto: i dettagli di una residenza realizzata da Suzy Hoodles a Londra.

suzyhoodless.com/

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