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Spot of Dots, lo Swatch secondo Alessandro Mendini

Un segno ludico e leggero, un total look a colori. Il guru del design italiano racconta la sua visione del tempo. E il suo ultimo modello per il brand

Incontrare Alessandro Mendini è tempo piacevolmente trascorso. Le lancette scorrono veloci in compagnia dell’architetto, artista e designer che negli anni ’70 ha teorizzato il design postmoderno. E che ha portato aria di rinnovamento anche nel mondo dell’orologeria. Mendini ha iniziato a collaborare con Swatch quando il marchio nato dall’acronimo Swiss + Watch aveva già compiuto la sua rivoluzione, svincolando l’orologio dal concetto di mera utilità per ridefinirlo in termini creativi. E introducendo il total look a colori, come il Maestro ci ha raccontato a Milano in occasione del lancio del suo nuovo modello Spot the Dot.

Il suo ultimo Swatch a maxi pois colorati sembra reinterpretare un segno a lei caro…
Deriva dalla pittura divisionista, che ho sempre trovato interessante. La scomposizione del colore è stata fonte di ispirazione per pezzi come la Poltrona Proust. I puntini rappresentano una forma di smaterializzazione. Li ricompongo come tessere di mosaico o come pattern a pois.

Che cosa ha significato per lei, nel 1989, disegnare il primo orologio per il brand?
L’esperienza compiuta nell’ambito del design con il gruppo Memphis ha facilitato l’approccio con un marchio d’orologi che si era dato un’identità molto vicina a quel mondo, alla sua vocazione sperimentale, all’uso dirompente del colore. Il primo orologio, Metroscape, è nato sull’onda di queste suggestioni creative.

Dall’orologio allo spazio espositivo. Lavorare con il marchio svizzero si configura come progetto globale?
Direi proprio di sì: tra gli anni ’80 e i ’90, quando collaboravo con l’azienda come direttore dello SwatchLab, non ci si occupava solo del prodotto, ma dell’immagine a tutto campo: eventi, punti vendita… Inizialmente con riferimenti ai meccanismi, in seguito al colore.

Tempo e cromie, elementi che convivono casualmente o in precisa sincronia?
I colori sono legati al ciclo giorno-notte: la luce li esalta, il buio li cancella, sono sensibili al tempo che trascorre. E poi dall’alba al tramonto si evolvono con infinite sfumature: cambiamenti che segnano la successione di minuti e ore. 

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di Paolo De Vecchi / 2 Dicembre 2016

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