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I tessuti hi-tech di Dana Zelig, giovane designer israeliana

Arriva da Tel Aviv il risultato di una ricerca tra creatività e scienza: una stoffa in fibre di seta e polistirene capace di passare autonomamente da un pattern all'altro

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Daniel Shechter

Weaved. Time-Based Textiles è ispirato in larga misura dai pattern della natura. L'intento dietro il lavoro di Dana Zelig è quello di offrire esperienze simili di sorpresa, poetiche, che simulano la comunicazione non verbale della natura

Con i suoi tessuti hi-tech Dana Zelig, giovane designer israeliana, esplora il punto d'incontro tra creatività e scienza. Il suo ultimo progetto, Weaved, è un tessuto hi tech in fibre di seta e polistirene capace di passare autonomamente da un pattern all'altro in un processo che appare quasi magico. Affascinati, le abbiamo chiesto di svelarci “il trucco”.

Tessuti, pattern ispirati alla natura e tecnologia si incontrano nel tuo progetto Weaved. Qual è lo scopo della tua ricerca?
Penso che il mio obiettivo sia quello di utilizzare la tecnologia per un processo estetico, in un modo che fonde l'innovazione - sia industriale sia digitale - con il più elementare dei mestieri. Ho sempre nutrito un profondo interesse per la combinazione dell'arte e della comunicazione visiva con i vari campi della scienza.Lo scopo di questa ricerca è quello di esplorare la possibilità di utilizzare materiali di uso quotidiano come prodotti industriali, alla ricerca delle potenzialità poetiche degli oggetti sperimentali.

Se guardiamo il video i pattern sembrano formarsi quasi per magia. Ci sveli il trucco?
Il "trucco" è quello di progettare per l'ignoto e l'imprevedibile. Il mio processo creativo spesso inizia con il pensare a un'idea per un progetto particolare, adottando materiali casuali come punto di partenza. Credo nella necessità di creare, una volta che prendi parte a qualcosa che ha bisogno di un cambiamento, sei già sulla buona strada. Ogni mio singolo atto è in qualche modo legato alla felicità: il mio obiettivo è fare cose che portino gioia alle persone. Il trucco c'è o è davvero un incantesimo? Allo spettatore la sentenza.

Quali sono le possibili applicazioni del tuo lavoro? Stai lavorando con qualche azienda?
Da un lato, i materiali programmabili sono progettati per essere altamente dinamici nella forma e nella funzione, a parità di convenienza, facilità di fabbricazione, trasporto e assemblabilità di quelli tradizionali. Con il mio lavoro sto esplorando la possibilità di applicare questi metodi a settori che hanno bisogno di combinare velocità, facilità d'uso e manipolazione ed economicità. Dall'altro, c'è sempre il desiderio di restare nel regno della bellezza. Applicando i pattern polimerici al tessuto tramite una pressa ad alta temperatura, sono in grado di creare strutture che si auto-trasformano riconfigurandosi nel tessuto secondo una sequenza pre-programmata. Questi tessuti aprono nuove possibilità espressive per la moda, l'architettura e il product design. Gran parte del mio lavoro è svolto in stretta collaborazione con esperti di diverse discipline, provenienti soprattutto dal mondo accademico, in gran parte ricercatori di biologia e fisica che cercano di affrontare i problemi da angolazioni diverse e nuove. Nel progredire del mio lavoro mi piacerebbe suscitare l'interesse del mondo della produzione e trovare forme di collaborazione con le aziende.

A cosa stai lavorando ora?
Sto guardando in più direzioni: una possibile prossima mossa è quella di creare qualcosa di funzionale, trovando il modo di sfruttare questi processi per risolvere dei problemi reali. Le lastre piane di polistirolo stampate possono essere progettate per auto-trasformarsi in modo controllato e unico, e potrebbero essere usate per creare oggetti compositi che si adattano a condizioni ambientali estreme. Sto cercando anche di applicare i metodi che ho già usato a formati di grandi dimensioni: questo mi permetterà di esplorare gli aspetti architettonici e scultorei delle mie scoperte.

www.danazelig.com

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di Carlotta Marelli / 6 Giugno 2016

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