ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

Sapevate che Thom Browne ha un vero pallino per il design anni 50?

Ce lo svela in un'intervista in cui ci parla anche dell'installazione curata per Design Miami / Basel 2017

thom-browne-design-miami-basel-2017-performance

La performance curata dal fashion designer americano Thom Browne che ha inaugurato la settimana di Design Miami a Basilea. Una coreografia di scrivanie della storia del design ha accolto la performance di una classe di studentesse della scuola ECAL di Losanna

Una perfetta geometria di postazioni da lavoro accoglie il visitatore all'entrata di Design Miami / Basel. E il fashion designer Thom Browne da New York ne è il curatore. 

L'abbiamo incontrato a Basilea, in una chiacchierata tra design, passione per gli anni 50 e il modernismo, arte e moda.

 

Foto di: James Harris 

Prima di tutto, ci racconti la scenografia (foto sopra) cha hai curato che per l’edizione di quest’anno di Design at Large per Miami Design / Basel?

Ho scelto come protagonista un singolo oggetto di design, la scrivania, seguendone l’evoluzione negli anni tramite la scelta di 15 esemplari, da maestri del XX secolo come Jean Prouvé fino a Ron Arad, da Pierre Jeanneret a Charles and Ray Eames. Volevo rendere omaggio a loro, e anche creare un dialogo con le proposte delle gallerie che espongono al piano superiore. Gioco tra uniformità e individualità, creando una griglia appunto di 15 scrivanie in cui però ogni pezzo è a sé per materiali, stile e forma. 

 

La scrivania e l’ufficio sono il DNA di Thom Browne.

Sì, nel 2009 per esempio a Pitti a Firenze ho realizzato un performance con 50 scrivanie per presentare la collezione uomo. La scrivania è con me fin dall’inizio, è presente fin dal mio primo negozio a New York: vorrei che le persone abbiano la sensazione di entrare in un ufficio o in una banca degli anni 50, non in uno store e in un ambiente retail. Questo per me è molto importante.

 

In primo piano scrivania e sedia di Pierre Jeanneret di fine anni 50. A destra, Ron Arad del 1991. Parte della scenografia d'ufficio curata da Thom Browne a Design Miami / Basel. Foto di: James Harris 

 

I tuoi eroi o pezzi preferiti dalla storia del design?

Amo gli anni 50, e mi riferisco sempre a questo periodo, ma non mi limito solo a una spanna temporale, apprezzo tutto il design che sia semplice e funzionale. Per esempio ho una scrivania di Jacques Adnet progettata splendidamente e in modo semplice, disegnata per essere usata.

 

Prima citavi la performance per la collezione uomo di Firenze. Tutte le tue sfilate in realtà sono vere e proprie storie, rappresentazioni teatrali, dalla messa in scena di banchetti, funzioni religiose e coreografie di balletti meccanici.

Sì, amo studiare installazioni per presentare le mie collezioni, e le une e le altre si influenzano sempre a vicenda, pur esistendo separate. Il mio lavoro non è solo la moda, ma è sempre un crossover. E non voglio che la gente stia solo seduta, ma che possa stare anche in piedi, partecipare alla sfilata come in una performance. 

 

 

La tua formazione, come sei entrato nel mondo della moda?

Non ho studiato moda, ma sono finito in questo mondo. Vengo da una famiglia di tutt’altra formazione. I miei genitori sono avvocati, così anche mio fratello, e mia sorella è dottore. Ma ho sempre sentito che la mia vita era nella moda, volevo creare abiti sartoriali uomo e donna. Ho lavorato per alcuni designer, poi ho incontrato Rocco Ciccarelli: il sarto con cui ho iniziato le mie collezioni e con il quale tuttora lavoro.

 

Thom Browne in poche parole?

Idee molto classiche ma con nuove proporzioni: quando ho iniziato, nel 2003, è stata davvero una novità per la gente.

 

Eroi personali?

Chiunque abbia una propria personalità e che si senta ha creato o stia creando un proprio mondo. E oggi è sempre più difficile trovare qualcuno, ci sono solo delle persone che ne influenzano altre.

 

E dalla moda?

Non mi riferisco mai al mio stesso mondo. Ma ci sono persone che apprezzo molto, nomi che si focalizzano davvero su un’attitudine individuale, come Chanel e certamente Rei Kawakubo di Comme des Garçons (leggi anche → Il MET  dedica una mostra alla stilista di Comme des Garçons Rei Kawakubo). E Miuccia (Prada, ndr) per la sua sensibilità.

 

Veniamo all’arte. Siamo a Basilea dove è in corso Art Basel, la fiera più prestigiosa d’arte contemporanea e moderna al mondo, mercato imprescindibile per il collezionismo internazionale. Tu sei un collezionista?

Colleziono arte nella mia testa, sfortunatamente le opere che amo hanno quotazioni davvero troppo alte. Ma colleziono pezzi d’arredo modernisti, come dicevo amo gli anni 50.

 

Per esempio?

In uno dei nostri negozi ho esposto una scrivania di Pierre Jeanneret. E ne ho una anche di Jacques Adnet, come dicevo prima. Stupidamente anni fa non ho acquistato un letto di André Sornay, oggi avrei voluto averlo fatto. Ma quando si è giovani tutto sembra così costoso, e comunque o si hanno o non si hanno i soldi e le possibilità.

 

I tuoi hobby?

Il mio lavoro è anche l’unico vero hobby che io abbia. Quando poi ho un po’ di tempo libero mi piace semplicemente staccare, per davvero, non fare niente.

 

Una città o un paese dove oggi dobbiamo guardare?

Penso Tokyo. Per me è la più interessante. La sua attitudine verso qualsiasi cosa è così pura, e di una qualità davvero molto alta.

 

Foto di: Henrik Blomqvist

Hai appena aperto a Milano uno store…

Sì, dillo a tutti! Via del Gesù 10 (foto sopra).

 

Qualche anticipazione di tuoi prossimi progetti?

A luglio inauguriamo uno store a Londra.

 

Hai mai pensato di disegnare anche mobili?

Forse! Lo scoprirete presto…!

 

Il fashion designer di New York Thom Browne, unico per lo stile dei suoi completi sartoriali da uomo e le ispirazioni dal mondo e dall'ufficio degli anni 50. A lui quest'anno la curatela dell'installazione di Design at Large a Design Miami / Basel (sotto). Foto di: Circe 

Foto di: James Harris 

Design at Large by Thom Browne

Design Miami / Basel fino al 18 giugno 2017                                                                                                                                                                                                               Hall 1 Süd - Messe Basel

 


di Caterina Lunghi / 15 Giugno 2017

CORNER

People collection

[People]

Il favoloso mondo di Constance

La designer francese ci racconta actio!, in scena a Parigi

interviste

[People]

Vittorio Gregotti in mostra

Una mostra al PAC per raccontare 60 anni di architettura

Mostre

[People]

Radio Cino

12 brani "d'architettura" direttamente dall’iPod di Cino Zucchi

Costume

[People]

Architetto ad honorem

Laurea honoris causa per Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia

costume

[People]

La community di Firenze

Martino di Napoli Rampolla e l'approccio collaborativo al design

interviste

[People]

Milano omaggia Anna Castelli

A CityLife a Milano una via è stata intitolata alla celebre architetto

Costume

[People]

Le regole del nomadismo

Vivere con poche cose, che invecchiano bene e raccontano storie

travel

[People]

James Stewart Polshek

L'architetto umanista che ha appena vinto l'AIA Gold Medal 2018

premi

[People]

La prima della Scala

La scenografa Margherita Palli ci racconta Andrea Chénier

Interviste

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web