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Il design visto dagli altri, 20 domande a Tommaso Paradiso

Il cantautore dei Thegiornalisti apre le porte del suo mondo in un botta e risposta che spazia dalla musica al design

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Il cantautore di Thegiornalisti Tommaso Paradiso si racconta in 20 domande botta e risposta.

Classe 1983, una laurea in filosofia e un'animo “romantico e sensibile” (come ama definirsi lui). Il cantautore di Roma Tommaso Paradiso ha calcato le scene dei palchi di tutta Italia con il suo gruppo, Thegiornalisti, e ora si concede una pausa per godersi la sua casa di Roma, sul Lungotevere, dove si è da poco trasferito.

“La casa per me è il luogo più importante del mondo. Non sono uno di quelli che si eccitano all’idea di fare un viaggio: piuttosto mi eccita l’idea di tornare a casa. Per me è quella la vera e unica vacanza. Dopo aver vissuto anni in modo molto intenso, mi è suonata una campanella dentro che mi ha detto di fermami. E io l’ho ascoltata”, ha dichiarato di recente in un'intervista al Corriere della Sera. Ed è qui che lo incontriamo, per farci aprire le porte del suo mondo, in 20 domande botta e risposta.

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Il mio colore è…

Oggi il blu.

La mia casa in tre parole…

Calda, accogliente, romana.

Se non fossi un cantante sarei...

Un commerciante di pietre preziose.

Il mio designer preferito è...

Gaetano Pesce.

E il mio architetto...

Zaha Hadid.

Il mio pittore del cuore...

Picasso.

Nel mio salotto non manca mai…

Una lampada per leggere e illuminare gli ambienti.

Un luogo nel mondo in cui vorrei una seconda casa…

In Sardegna o in Corsica: una grande villa sul mare.

Il primo pezzo di design che ho comprato…

Un tavolo basso di Piet Hein Eek.

Un pezzo di design che inventerei se potessi, e che mi servirebbe:

Un armadio ultramoderno che offrisse una soluzione intelligente per sistemare i vestiti. Me lo immagino senza cassetti o appendiabiti. Qualcosa di innovativo.

La mia canzone preferita per rilassarmi a casa

Stella di mare di Lucio Dalla.

Il film che guarderei cento volte...

Vacanze di Natale '83, è troppo divertente.

Il primo ricordo legato a casa mia…

Gli operai al lavoro, quando la mia casa era un cantiere e il progetto era in fase iniziale.

Quando sono ai fornelli, cucino benissimo…

Gli straccetti alla romana.

Tre persone che inviterei a cena:

Fiorello, Cracco e Emilia Clarke.

Il cocktail che so fare meglio:

Gin and Tonic.

Nel mio armadio, c’è…

Un caos infernale.

Nella mia dispensa non manca mai…

L'olio d'oliva di Ravece.

Per rilassarmi: doccia o bagno?

Doccia.

L’oggetto tecnologico più utile che ho a casa

La cassa bluetooth di Bose, per sentire la musica che amo.

thegiornalisti.org


di Valentina Mariani / 22 Gennaio 2018

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