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Chi c’è dietro One Works, lo studio che ha rubato lo scettro a Renzo Piano

Non aspettatevi archistar, qui la chiave del successo è la multidisciplinarietà, l'apertura verso l'estero e la ricerca dei giovani talenti

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Giulio De Carli e Leonardo Cavalli hanno fondato One Works nel 2007, società che si è subito affermata come società di consulenza e progettazione globale che offre servizi di architettura integrata, infrastrutture e ingegneria urbana, con un focus particolare nella gestione di spazi affollati.

Quello di Renzo Piano non è più lo studio d’architettura italiano con il fatturato più alto: è la grande novità della classifica dei primi 50 studi di architettura e design sui bilanci 2016 curata da Aldo Norsa (Guamari) e pubblicata su Edilizia e Territorio - Progetti e Concorsi, quotidiano del Sole 24 Ore.

A guidare la classifica oggi c’è One Works, fondato esattamente dieci anni fa da Leonardo Cavalli e Giulio De Carli, con sedi a Milano, Venezia e Roma, ma anche a Dubai, Doha, Londra e Singapore. Con un fatturato di 20,8 milioni di euro, ha scalzato dalla prima posizione lo studio genovese Renzo Piano Building Workshop, che si deve “accontentare” di 12,5 milioni (nella top ten seguono Lombardini22, Cremonesi Workshop, Pininfarina Extra, Gpa, Citterio Viel & Partners e Studio Urquiola).

Quello di One Works è un fatturato aumentato del 70% rispetto all’anno precedente. Un balzo impressionante, realizzato attraverso progetti complessi e integrati. 

“I flussi. Sono la nostra ossessione, ma anche la nostra carta vincente” dicono di sé. E allora ecco che il portfolio si apre con gli aeroporti (loro il progetto del Marco Polo di Venezia, dell’ampliamento di Orio al Serio, del nuovo terminal di Linate, ma anche di Medina, in Arabia Saudita), i grandi progetti infrastrutturali come le stazione della metropolitana di Ryad, Roma e Doha, gli outlet e i centri commerciali (sono loro le menti dietro a indirizzi come Carosello, Galleria Teatro Manzoni o The Market San Marino). E poi edifici a uso ufficio, resort e masterplan in Italia (City Life, per citarne uno), Europa e Medio Oriente. 

Il nuovo terminal passeggeri dell'aeroporto Marco Polo di Venezia

La chiave del successo? La collaborazione multidisciplinare, un modello di business da “multinazionale tascabile” diffusa nel mondo ma con cuore pulsante a Milano, dove il saper fare italiano è pane quotidiano, l’offerta di un servizio completo che mette in sinergia architettura e ingegneria e i giovani talenti. 

“Scopriamo tutti i giorni che i giovani neolaureati italiani sono bravissimi. È accaduto qualcosa negli ultimi anni nelle nostre università che ancora non abbiamo identificato e che genera grande qualità” spiegava De Carli in un’intervista a Repubblica. 

Una bella idea, in tempi di archistar.


di Carlotta Marelli / 6 Novembre 2017

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