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Valeria Napoleone: collezionista d'arte London based

La mecenate di artiste donne e scopritrice di talenti, si racconta in un'intervista nella sua casa museo di Kensington High Street

A Londra, nella prestigiosa via delle ambasciate vicino ad High Street Kensington, c'è una casa museo che appartiene alla collezionista Valeria Napoleone. Lei, scopritrice di talenti ed esperta d'arte, ha da poco lanciato un progetto a supporto dell'arte femminile con lo scopo di promuovere e diffondere nel mondo il lavoro delle artiste donne. Per saperne di più l'abbiamo incontrata nella storica dimora i cui tratti neoclassici della facciata tutto lasciano pensare tranne che all'interno delle sue stanze si nascondano tesori dell'arte moderna e contemporanea.

Cosa significa per te la parola arte?
Non è un concetto astratto e neppure qualcosa che si limita agli oggetti. È la mia vita quotidiana, sono le persone fantastiche che incontro, ammiro e che mi aiutano a scoprire il mondo, un universo che da sola non conoscerei.

Da circa 9 anni sei membro di Studio Voltaire. Cosa è esattamente?
Studio Voltaire (SV) è una galleria no profit, situata nel sud di Londra, con un programma di mostre dedicate ad artisti internazionali poco noti o non ancora affermati in UK ai quali viene commissionata un'opera site specific. Solitamente all'artista di turno viene offerta una residenza di oltre un mese. La direzione dello studio è affidata alla visione sperimentale di Joe Scotland. Con lui lavoro da tempo per dare supporto a realtà che sono nuove, dimenticate e/o mai riconosciute. Con una particolare attenzione alle donne artiste.

Dalla stessa attenzione nasce anche un tuo progetto personale. Di che si tratta?
Valeria Napoleone XX è l'evoluzione naturale di un percorso che coltivo da 18 anni in supporto delle pratiche di artiste donne. XX (due cromosomi femminili) non è un tentativo di colmare i vuoti che esistono nelle collezioni pubbliche (impossibile e limitativo) ma un modo per sensibilizzare l'opinione pubblica e direzionare l'attenzione.

Spiegaci meglio...
Esistono due iniziative sotto l'ombrello XX: ValeriaNapoleoneXXContemporaryArtsSociety e ValeriaNapoleoneXXSculptureCenter. La prima, XXCAS, si impegna a donare ogni anno un'opera d'arte a uno dei tanti musei regionali inglesi, membri della Contemporary Arts Society, che hanno bisogno di sostegno. La seconda, XXSC, è una collaborazione con la galleria newyorkese The Sculpture Center che prevede la donazione di fondi per la produzione di un'installazione nell'ambito di una mostra personale di un'artista donna.

Donne e uomini nell'arte. C'è disparità tra i sessi?
Sì, le donne artiste hanno sempre sofferto di discriminazione, sia nei musei sia nelle gallerie. Quello dell'arte contemporanea è un sistema che vede, ancora oggi, soprattutto uomini ai vertici dei più importanti e grandi musei del mondo. Il mercato, sempre più bulimico, non dà tempo: è sospettoso e non si fida delle artiste donne che nella realtà di tutti i giorni sono madri di famiglia. Lentamente la situazione sta cambiando, con sempre più donne che diventano galleriste, curatrici di mostre, direttori di luoghi istituzionali.

Collezioni pezzi d'arte da anni. Qual è il tuo artista preferito e perché?
È difficile per me scegliere una persona o un'opera tra tante, tuttavia i primi pezzi che sono entrati nella mia collezione mi portano a rivivere momenti indimenticabili della mia vita, quando ho scoperto la passione per l'arte contemporanea. Un'artista a cui devo molto, in questo senso, è l'egiziana Ghada Amer. Siamo cresciute insieme. La sua forza, passione, integrità e talento sono costantemente un'ispirazione per me.

Un pezzo che hai acquistato di recente?
Un dipinto del 1969 di Elaine Lustig Cohen: artista molto eclettica conosciuta per il suo lavoro come grafic designer nella New York degli anni '50 e '60. È relativamente da poco che i suoi dipinti vengono esibiti e che il suo lavoro come pittrice inizia ad essere apprezzato.

Ci parli del tuo libro Valeria Napoleone Catalogue of Exquisite Recipes? Come mai un volume di cucina?
È un progetto creativo tutto mio, un pretesto per collaborare con artisti ed invertire i ruoli. Ricevo quotidianamente richieste di supportare progetti di artisti e musei, questa volta sono stata io a chiedere un contributo con immagini ed opere. Il libro nasce dalla mia passione per la cucina. Organizzo molte cene per celebrare artisti ed istituzioni che ho vicini ed ammiro. Sono eventi sociali durante i quali nuove idee e progetti nascono. Mi piace pensare alle mie cene e alla mia casa come un laboratorio di cui il libro è un riflesso. È stato realizzato coinvolgendo 50 degli artisti di cui colleziono opere e il 50% dei proventi andrà all'associazione Downs Syndrome Education International.

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di Valentina Mariani / 17 Novembre 2015

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