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Zucche e pois a Tokyo, Yayoi Kusama apre il suo museo

L'artista giapponese apre a Shinjuku un museo dedicato esclusivamente alle sue opere

yayoi-kusama-museo-tokyo
@YAYOI KUSAMA

A Tokyo apre il museo dedicato a Yayoi Kusama.

Artista giapponese dall’inconfondibile caschetto rosso, minuta, inesauribile mente creativa di favolosi, iconici, allucinatori mondi e installazioni di specchi, pois e zucche giganti e bulbose.

Artista vivente tra le più quotate al mondo - una sua opera, "White No. 28,” è stata battuta all'asta nel 2014 da Christie's per 7.1 milioni di dollari, prolifica in una ricca varietà di media, manifestazioni artistiche e teoriche, dalla pittura alla performance, happening, collage, dal pop al surrealismo, divenuta celebre e unica per la ripetizione ossessiva e l’accumulazione di schemi e motivi grafici (da bambina ha provato allucinazioni visive e uditive, incominciando a creare immagini di reti e puntini e i mondi illusori che crea sono paragonati alle visioni dell'effetto delle droghe psichedeliche).

Il museo è stato progettato dallo studio di architettura di base a Tokyo Kume Sekkei: un edificio di 5 piani che si staglia nel vivacissimo quartiere commerciale di Shinjuku, vicino allo studio della stessa Kusama e all’ospedale psichiatrico dove sembra abbia deciso di vivere volontariamente dal 1977.

Foto di Masahiro Tsuchido ©YAYOI KUSAMA 

A 88 anni – è nata nel 1929 a Matsumoto, città di montagne nella prefettura di Nagano, e ha vissuto per 16 anni a New York a contatto con amici artisti come Frank Stella e Donald Judd - Yayoi Kusama realizza il sogno della vita: poter avere uno spazio permanente per mostrare il proprio operato, da dove diffondere un messaggio di pace e amore.

Dichiara con l’occasione dell’inaugurazione, invitando tutti ad amare questo suo museo come fa lei: “Ho creato il mio tanto e a lungo desiderato Museo Yayoi Kusama, raggiungendo la mia profonda e vecchia speranza di permettere a tutti di vedere il mio lavoro. Questa era la più grande aspirazione della mia vita. Non posso provare più piacere che nel permettere a tutti di vedere e sentire la mia filosofia verso la vita, manifestata in questo luogo: tutto il mio amore va agli esseri umani attraverso il mio sincero e perenne sforzo verso l’arte”.

Aggiunge e sprona, auspicando la pace nel mondo: “Continuerò a lottare per questo fino all’ultimo giorno della mia vita. Vi chiedo di incoraggiarmi con la vostra forza di volontà. Ho costruito questo museo proprio per comunicare questo forte desiderio a tutti voi. Carissimi, amate per sempre questo luogo, con il vostro più profondo amore”.

 

@YAYOI KUSAMA

Il museo è il fervido universo di Kusama, fin dai tratti dell'involucro esterno, con tentacoli di miriadi di pois che scalano di dimensione (foto sopra).                                                                                          

Un luogo dedito all’educazione e alla formazione, per ispirarsi attraverso l’immenso operato dell'artista, in continua evoluzione, dai suoi primi anni fino a oggi, e attraverso la sua stessa coraggiosa vita e le sue battaglie. 

@YAYOI KUSAMA

La mostra inaugurale, che dura fino a febbraio 2018, è “Creation is a Solitary Pursuit, Love is What Brings You Closer to Art”, principalmente composta dall’ultima serie di dipinti “My Eternal Soul”, iniziata nel 2009 al ritmo di un’opera al giorno -o ogni due giorni-, per un totale di 350 tele. In un libero scambio tra astrazione e arte figurativa e stili, la serie (qui sono esposti 16 dipinti) rappresenta il culmine del percorso di Yayoi Kusama, testimonianza del suo genio senza tregua e fine e del suo infaticabile sforzo nel nome della creazione (foto sotto).

@YAYOI KUSAMA

Viene presenta anche la serie di disegni a pennarello nero “Love Forever”, dove tornano le ossessioni di tutta la sua arte e vita, come si diceva: ripetizione, accumulazione e puntini (foto sotto). E soprattutto il titolo, molto spesso da lei usato, messaggio, esortazione e lode: “Ama per sempre”.

@YAYOI KUSAMA

Non da ultimo, ecco la stanza degli specchi “PUMPKINS SCREAMING ABOUT LOVE BEYOND INFINITY”: un gioco di riflessi crea l’illusione di essere in uno campo infinito di zucche a puntini nell’universo (Kusama da sempre propone installazioni immersive di questo tipo e, cresciuta in una famiglia con un vivaio di semi di zucca, è fin da bambina legata e affascinata all’aspetto di questo ortaggio).  

“Il tanto preannunciato e atteso Yayoi Kusama Museo ha finalmente aperto le sue porte. Nel corso degli anni, l’artista ha ricevuto attenzione e riconoscimenti internazionali e ora possiamo dire che è una seconda età dell’oro per lei, che sempre continua a creare vigorosamente. Il museo espone anche i suoi ultimissimi lavori, così i visitatori possono toccare con mano la varietà e vivacità del suo energetico colpo di pennello”, dice Akira Tatehata
, direttore del nuovo museo.

 “Il lavoro di Kusama – prosegue il direttore - è stato ed è esposto nei maggiori musei del mondo, ha partecipato a Biennali e Triennali. Ma crediamo che un museo privato, il cui concept nasce dall’artista stessa, sia un’importante opportunità, senza precedenti, per una più profonda comprensione della sua ineguagliabile traiettoria. La possibilità di scoprire e conoscere le lotte che senza paura ha combattuto come artista d’avanguardia e sentire la sincerità delle sue idee”.

Il programma prevede due mostre all’anno, accompagnate da rispettive lecture e laboratori.

Per favorire il valore della visita, il museo ammette solo 50 persone alla volta, per un tempo di permanenza di 90 minuti (4 sono le sessioni di entrata al giorno). E bisogna prenotarsi online.

Yayoi Kusama Museum ha aperto il 1 ottobre alle ore 11 di mattina: sorprendentemente, una persona aspettava davanti già dalle 6.

Da segnalare che dal 21 ottobre (fino a gennaio 2018) Yayoi Kusama sarà anche in mostra a Los Angeles, presso The Broad Museum, con l'installazione "Infinity Mirrors". 

Pumpkins screaming about love beyond infinity. Stanza degli specchi, installazione immersiva creata apposta per il nuovo museo a Tokyo. @YAYOI KUSAMA

yayoikusamamuseum.jp

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di Caterina Lunghi / 5 Ottobre 2017

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