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Capodanno 2017 al mare come non te lo aspetti

Dimenticatevi spiaggia e mojito, Cape race è uno yacht da esplorazione per chi il mare lo ama davvero

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© Dierk Ronneberger

Se cercate un'idea per il Capodanno 2017 potete prendere spunto da Herman Melville, che vedeva il mare come il modo migliore per allontanare la malinconia e regolare la circolazione. Nonché come l’unica possibile alternativa a pistola e pallottola, quando la noia e l’abbruttimento prendevano il sopravvento. Lo faceva dire al suo personaggio più famoso, Ishmael, ma non si riesce nemmeno a dargli torto nemmeno adesso che quella dimestichezza col mare si è un po’ persa nei decenni di industrializzazione, sedentarietà e mutui trentennali.

Certo, non è più così agevole trovare una baleniera o un mercantile in cui imbarcarsi senza ripensamenti nelle albe gelide di Nantucket, ma c’è ancora un piccolo peschereccio d’altura convertito in una sorta di yacht d’esplorazione per spedizioni a basso impatto ambientale.

Chiamatelo Cape Race.

I ponti laterali ricordano un piroscafo da crociera, un ponte adibito a sala da pranzo a poppa, sotto l’albero di mezzana, ed una piattaforma di prua che sembra fatta apposta per allestirci un set cinematografico.

Con un'autonomia di oltre 7000 miglia, Cape Race può attraversare l'Atlantico due volte senza necessità di soste, e il suo scafo antighiaccio consente di navigare anche nelle regioni artiche più remote, per scopi tanto scientifici quanto cinematografici, portando a bordo altre dodici persone oltre all’equipaggio: oceanografi, glaciologi, ricercatori, documentaristi si sono succeduti anno dopo anno sottocoperta, affrontando acque impossibili e condizioni estreme  grazie all’assistenza di un equipaggio esperto, appassionato ed attrezzato.

In tutto, quattro cabine con letti queen size, bagno privato e doccia, due cabine singole e un’altra più grande dotata di due letti singoli e due matrimoniali, nonché un salone interamente rivestito in mogano dotato di stufa a legna e pianoforte, dove la tipica austerità nautica acquista un che di incredibilmente accogliente e confortevole.

M/V Cape Race è stato costruito nel 1963, il periodo d’oro dell’edilizia navale, all’interno della flotta di Lloyd, battente bandiera britannica, ed è stato il primo peschereccio realizzato interamente in acciaio, secondo gli standard più severi dell’epoca, nel cantiere di George T. Davie & Sons, in Quebec. Con le sue gemelle M/V Cape Mira e M/V Cape Aspy è stata l’orgoglio della flotta di pesca canadese, tanto quanto gli skipper che l’hanno pilotata nel corso degli anni sono stati vere e proprie celebrità nelle comunità di pescatori del Nord dell’Atlantico. Si dice che il primo skipper di Cape Race, Orlando Vallis di Terranova, abbia inaugurato la barca portandoci in viaggio di nozze la sua giovane sposa.

Successivamente John W. Gilbert Associates, celebri architetti navali di Boston, hanno curato le modifiche e gli interni, finché nel 1996 non è stata ampiamente restaurata e dotata di un motore 3512 Caterpillar.

Ha continuato a solcare le acque più difficili del mondo, ininterrottamente per dodici mesi all’anno, e quando venne acquistata, nel 2006, al fine di trasformarla in uno yacht da esplorazione che riprendesse lo stile delle golette del diciannovesimo secolo, era ancora in servizio.

Negli ultimi cinque anni, Cape Race ha ospitato a bordo clienti come la NASA, Enviroment Canada, US Navy, Smithsonian, UCIrvine, NYU, così come spedizioni private fino al Suriname o al Rio delle Amazzoni.

E sembra che per i prossimi due anni sia stata già prenotata per viaggi scientifici e privati dall’Islanda alle zone più remote dell’artico.

 


di Lia Morreale / 2 Dicembre 2016

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