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Base Milano Design Center

Si rinnova l’appuntamento con uno degli spazi più sperimentali del Tortona district, che in occasione del Salone del Mobile ospita due mostre aperte alle sfide di oggi

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Foto di ©Luca Quagliato

L’atmosfera post industriale che si respira al Fuorisalone nei piazzali di via Bergognone 34, sede di Base Milano, sembra perfetta per introdurre il visitatore nei racconti di design che lo aspettano appena superata la sbarra di ingresso.

Foto di: ©Luca Quagliato  

Lo spazio creativo ex-ansaldo che nell’ultimo anno è stato teatro di tantissimi eventi legati al design e al mondo delle idee, sceglie di celebrare la design week a modo suo: parlando di esperienze contemporanee e di sfide concrete per designer e aziende che operano nella difficile realtà contemporanea. (leggi anche → Lo spazio Ansaldo rinasce come officina creativa: BASE)

Foto di: ©Luca Quagliato  

Foto di: ©Luca Quagliato  

Due le mostre principali allestite al primo piano dell’isolato affacciato su via Bergognone: Design Nomade, la prima, organizzata attraverso una call internazionale e con le suggestioni di Stefano Mirti, che apre una piccola porta per descrivere come a latitudini diverse i designer provino a dare risposta ai nuovi bisogni del vivere contemporaneo. Si tratta di oggetti pensati per essere sempre in viaggio, micro-architetture che si possono compattare e spostare e che nascono in primis come spazi di condivisione.

Foto di: ©Luca Quagliato 

Da Arara Nomade, l’armadio nomade di Ricardo Freisleben e André Pedrini, alla Lampada nomade di Gianfranco Conte di Artego, passando attraverso il progetto Hybridization di Libero Rutilo fino a Itaca, la casa portatile di Elena Bompani, WaterBed l’abitazione sull’acqua di Daniel Durin e Solari project, la cucina nomade di Hon Bodin.

Foto di: ©Luca Quagliato  

MANIFATTURA 4.0, la seconda mostra in programma, curata da CNA, racconta al pubblico della Milano Design Week 2017 come le imprese italiane affrontano la sfida dell’industria del futuro, tra manifattura assistita dalle macchine e innovazione.

Foto di: ©Luca Quagliato

Foto di: ©Luca Quagliato

Si parte dalla Green Smart Living un’unità abitativa autosufficiente ecologica e tecnologica allo stesso tempo, realizzata da Massimiliano Mandarini e promossa da Marchingenio, per attraversare le testimonianze di aziende a vocazione artigianale che hanno saputo riattualizzare i loro processi produttivi, come GBM che utilizza robot per piegare tondini metallici e realizzare la serie di sgabelli Léger, o Art s.r.l. che nella serie di scaffali KINU intreccia il lavoro di designer, makers e street artists.

Foto di: ©Luca Quagliato

rOBOTRIP | open tools for art and design è invece un progetto di ricerca sperimentale nel mondo della robotica applicata, nato dalla collaborazione traWeMake e Caracol Design Studio. Un’esperienza che parte dalla capacità di customizzare macchine di serie, sviluppare software open source per applicazioni personalizzate, che vengono messe a disposizione della creatività di giovani designer.

Anche Moleskine, brand che da sempre fa del nomadismo una filosofia di vita è presente con M-Box, un'installazione incentrata sul principale elemento d'innovazione delle borse Collezione Classic ideate dal Designer Giulio Iacchetti (foto sopra) . Il progetto è stato sviluppato insieme all’artista newyorkese Bradley Theodore che ha customizzato la borsa.

Foto di: ©Luca Quagliato 

A completare la proposta di Base Milano, l’installazione a cura di Raumlabor Forms of turmoil, una sorta di manifestazione collettiva silenziosa, nella quale gli immancabili oggetti gonfiabili, marchio di fabbrica del gruppo tedesco, diventano tele, manifesti e cartelli di protesta su cui diversi gruppi di attivisti locali sono invitati a scrivere le loro richieste.

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di Massimiliano Giberti / 5 Aprile 2017

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