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Design italiano: da Mingardo tra tradizione e innovazione

L’art director Federica Biasi racconta Iconic la nuova collezione in edizione limitata presentata in anteprima dal brand durante il Salone del Mobile

design-italiano-mingardo
© Mingardo

Circa 50 anni fa, la Carpenteria Metallica Mingardo collaborava con Carlo Scarpa, uno dei sui primi clienti. E oggi? L’innovazione non si è fermata. Nel 2013 Daniele Mingardo, figlio venticinquenne del fondatore dell’azienda, ha creato il suo marchio omonimo. Design italiano in cui linguaggi contemporanei e know how tradizionale hanno trovato un punto di incontro.

Tutte le foto: Mingardo

Ne abbiamo parlato con Federica Biasi, designer e art director di Mingardo, che dopo alcuni anni ad Amsterdam è tornata in Italia dove collabora con aziende come Fratelli Guzzini (in veste di consulente creativo), o IncipitLab e Durame (per cui firma alcuni progetti che saranno presentati durante il Salone).

Parlaci del tuo lavoro per Mingardo.

Questa è un’azienda piccola, a conduzione familiare. Esserne il direttore artistico significa avere molte responsabilità: dai pezzi scelti fino alla grafica, la comunicazione, il marketing. Devi essere poliedrico, avere un obiettivo e impegnarti per raggiungerlo. Ma è molto stimolante, c’è un grande margine di dialogo. Con la collezione di quest’anno abbiamo voluto raccontare la storia di Mingardo attraverso i nuovi pezzi prodotti.

 

Oltre a te, che firmi due pezzi per questa nuova collezione, i designer scelti sono Martinelli Venezia, Alessandro Stabile, Studio Lido, Lorenza Bozzoli, Sara Ferrari, Cara/Davide e Simone Bonanni. Spiegaci come sei arrivata a mettere insieme il team.

Sono entrata in contatto con Mingardo come designer, e mi sono accorta che c’erano moltissime potenzialità inesplorate proprio sul fronte di quel know-how che ha permesso le collaborazioni con Carlo Scarpa e altri maestri veneti. Sapevo dove volevo arrivare e avevamo poco tempo: potevo disegnare la collezione da sola oppure rendere la sfida più interessante e rivolgermi ad altri designer per cui nutro stima e fiducia. Ognuno ha un approccio differente al progetto, proprio perché volevo dimostrare come sia possibile ottenere un risultato coerente, consapevole dell’azienda con cui si sta lavorando, senza snaturare il proprio stile personale.

 

Che cosa gli hai chiesto?

Ho assegnato a ogni designer un prodotto: una sedia, un tavolo, eccetera, cercando di individuare per ciascuno il pezzo con cui si sarebbe espresso meglio. Ho spiegato quali caratteristiche volevo per la nuova linea, ho mostrato le lavorazioni e le finiture a disposizione. Il risultato di questo lavoro è una collezione chiamata Iconic, e l’obiettivo prefissato era proprio quello di rendere iconico ogni nuovo oggetto, rappresentativo e senza tempo. È venuta proprio come me l’ero immaginata: una serie elegante, compatta e omogenea, che fosse in linea con il mercato su cui Mingrado si posiziona. Prodotti iconici, rappresentativi e senza tempo. 

Dal tuo punto di vista privilegiato, come vedi il futuro del mercato del design?

Mingardo è l’esempio di una produzione artigianale, vecchia scuola, naturalmente contrapposta a quella di tipo industriale. È difficile fare una valutazione in un momento come questo, di grande trasformazione. Di sicuro ci sarà una scissione sempre più netta tra il design che dialoga con l’arte e l'autoproduzione e la progettazione che ha a che fare solamente con le industrie e le grandi aziende. Per il momento, va evidenziato come le piccole produzioni stiano attirando sempre più attenzione. L’idea di avere un prodotto personalizzato, di eccellente manifattura, sta scardinando i principi di un mercato che guarda troppo ai numeri e poco alla qualità.

 

Lasciamoci con un suggerimento: dicci tre cose da non perdere durante il Salone.

Solo tre? Impossibile! Sono curiosissima di vedere i nuovi spazi di Ventura Lambrate in Stazione Centrale (con progetti di Luca Nichetto, Ben Gorham, Lee Broom, Daniel Gonzales, Maarten Baas, tra gli altri). Oltre all’installazione di Studio Swine per Cos al Cinema Arti e Tom Dixon, sia per la sua esposizione Multiplex – Yesterday Today Tomorrow in galleria Manzoni che per la collaborazione con Ikea. E poi penso che alcuni distretti come 5Vie e Brera siano da vedere, quest’anno più che mail. E poi, ora che ci penso! Mingardo in via Solferino 11. Davvero imperdibile (ride, ndr).


di Annalisa Rosso / 7 Aprile 2017

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