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Le lampade di Matteo Zorzenoni a Ventura Lambrate

Il designer veneto racconta i progetti luminosi che presenterà a Ventura Lambrate durante la prossima edizione della Design Week milanese

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Matteo Zorzenoni

Matteo Zorzenoni, designer veneto classe 1978, sarà presente a Ventura Lambrate durante il Fuori Salone 2016 con due nuove lampade per MM Lampadari

Con due nuove lampade Matteo Zorzenoni, designer veneto classe 1978, sarà presente a Ventura Lambrate durante il Fuori Salone 2016. Laureato a Treviso in Design Industriale, nel 2001 avvia una collaborazione con l’Università IUAV di Venezia, mentre, grazie a Fabrica, il rinomato centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton, inizia a lavorare insieme al designer spagnolo Jaime Hayon. Il suo credo: trovare nuove potenzialità, espressive e funzionali. Tra i brand con cui ha collaborato ci sono Cappellini, Mercedes Benz, Replay, Alcantara, Bosa Ceramiche, Miniforms, MM Lampadari.

Cosa presenterai a Ventura Lambrate durante il Fuori Salone di Milano?
Sarò in via Massimiano 25 con due nuove lampade da sospensione per MM Lampadari: una realizzata in marmo di Carrara e vetro soffiato, l’altra con una struttura metallica regolabile per tutti i soffitti e delle appendici luminose che ricordano in maniera stilizzata dei ventagli. Inoltre ho ampliato la gamma colori e finiture di diverse lampade presentate in fiera lo scorso anno.

Non è la tua prima volta a Ventura Lambrate. Ci racconti qualcosa di questo quartiere durante la Design Week milanese?
Questa sarà la mia terza presenza a Ventura Lambrate, un percorso iniziato nel 2011 con una mostra intitolata Edition of 6 e proseguito nel 2012 con Edition of 9. Quest’anno prenderò parte alla mostra Diversity con Something Good e con MM Next, che presenterà i miei lavori passati e alcune anticipazioni per il prossimo anno in collaborazione con MM Lampadari. Lambrate è un luogo speciale dove si possono trovare ispirazioni e novità non strettamente legate al processo industriale. É singolare anche il fatto che l’organizzazione non sia italiana, così come molti degli espositori. Qui si respira un’aria diversa rispetto al resto del Salone.

Hai degli oggetti icona del design che ammiri in modo particolare e perché?
Non proprio, ma ci sono degli oggetti che per qualche motivo mi attraggono. Alcuni pezzi di Sottsass, le Bolle di Venini, alcuni oggetti di Hoffmann e Castiglioni, le lampade di Sarfatti, dei pezzi di Dimore Studio, la sedia 4875 disegnata da Bartoli per Kartell (che ho comprato a un mercatino e che trovo comodissima!).

Tra i tuoi prodotti e progetti a quale sei più legato e perché?
A un vaso che si chiama Crystal ball. È uno dei miei progetti più vecchi, ha avuto (e ha tutt’ora ) un ottimo riscontro da parte del pubblico e riflette a pieno il mio processo lavorativo: partendo da un concetto ho iniziato a fare dei primi pezzi in edizione limitata, poi il progetto è passato a Cappellini (in altre finiture e materiali) per una produzione seriale. Infine, pur essendo un progetto già abbastanza datato, continua ad avere un buon mercato e rispecchia la mia idea di design: di qualità e durevole.

Tra i designer contemporanei, c'è qualche nome che segui con maggiore interesse?
Mi piacciono i lavori di Sebastian Herkner, Cristina Celestino, Giorgia Zanellato, Thomas Kral, ma ce ne sono molti altri.

Ci racconti il tuo processo di ispirazione e progetto?
A seconda dell’oggetto e del cliente seguo diversi tipi di approccio progettuale. A volte parto dal materiale cercando di esplorarne caratteristiche e limiti, altre volte da suggestioni visive provenienti da opere d’arte, fotografie o anche semplicemente da quello che mi circonda quotidianamente. Il punto in comune rimane comunque l’idea di creare degli oggetti curati nella qualità esecutiva e che comunichino qualcosa di nuovo ai fruitori. Non mi faccio influenzare dalle mode e spero sempre che i miei pezzi possano avere una vita il più longeva possibile.

Cosa speri di vedere alla prossima Design Week di Milano?
Nuove idee, nuovi modi di vivere la casa e meno omogeneità progettuale. Quello che ho notato nelle ultime edizioni è una certa similitudine tra le proposte presentate ad eccezione di qualche caso. Spero che quest’anno le aziende si assumano qualche rischio in più dando un segnale e una spinta forte per il mondo del design. Tornando a emozionare il pubblico.

www.matteozorzenoni.it

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