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Un'installazione del Fuorisalone racconta come potremo abitare in micro case

In occasione del Salone del Mobile 2017, è nato un piccolo villaggio dedicato all’architettura e all’abitare urbano, immerso nel verde di parco Sempione

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Luca Quagliato

Abitare in micro case: questa l'esperienza che si poteva provare, dal 4 al 9 aprile 2017 in concomitanza con la design week milanese in Piazza del Cannone, nel cuore del parco più famoso di Milano, in un'installazione fatta da cinque mini case (architetture dal design innovativo), pensate come rifugi di emergenza a basso impatto e costi contenuti.

Foto di: Luca Quagliato

Il titolo dell'allestimento abitativo? E’ INHABITS – Milano Design Village, la prima edizione di un’esposizione unica nel suo genere, protagonisti della quale, sono stati i moduli abitativi, o Living Unit che possono essere considerati come i nuovi spazi urbani itineranti, tutti realizzati da aziende e progettisti italiani e internazionali.

Foto di: Luca Quagliato

Cinque microarchitetture che dimostrano come sia possibile rispondere a situazioni di emergenza, come catastrofi naturali, migrazioni o guerre senza rinunciare alla qualità dell’abitare e soprattutto, pensando alle esigenze di chi ha avuto la sfortuna di perdere la propria casa-dimora.

Foto di: Luca Quagliato

Foto di: Luca Quagliato

La prima unità a farsi notare è una piccola torre completamente rivestita da doghe in legno nere, progettata dagli sloveni OFIS architects in collaborazione con gli italiani C+C e C28. Costruito nel nostro paese, questo rifugio leggero facilmente spostabile, è sviluppato a partire da un’unità minima di 4,3 x 2,5 mt. La mini casa si può assemblare sia in orizzontale che in verticale (come nel caso di quella vista a Milano) a seconda delle esigenze. Allestimenti interni in legno e pelle consegnano un’abitazione perfettamente funzionale completa di cucina e doccia.

Foto di: Luca Quagliato

Foto di: Luca Quagliato

Gli spagnoli di SURI lavorano sul difficile tema delle emergenze con la loro Shelter Unit for Rapid Installation: una micro house tutta in materiale plastico, strutturata a partire da un telaio che si apre a soffietto e si assembla grazie a semplici bulloni. Leggera, velocissima da installare e a basso impatto tecnologico, questa casa è pensata come sistema open, sul quale è semplice installare dispositivi di sussistenza, come pannelli fotovoltaici, taniche per la raccolta dell’acqua piovana o sistemi di climatizzazione.

Foto di: Luca Quagliato

Foto di: Luca Quagliato

Foto di: Luca Quagliato

M.A.D.I. è un modulo abitativo dispiegabile (un esempio di casa trasportabile), sviluppato da Arealegno: la sua familiare forma triangolare, che ricorda un stello di carte, si può compattare in un blocco quasi bidimensionale, per essere trasportata. Una volta sul posto prescelto si riapre, agendo su semplici cerniere. Pur con una sezione minima di neanche 3 metri, può essere allestita come unità abitativa autosufficiente.

Foto di: Luca Quagliato

Foto di: Luca Quagliato

OFL Architecture e Francesco Lipari, insieme a un team di cui fanno parte compositori, sound designer ed entomologi, propone Wunderbugs: un giardino di suoni generato a pertire dall’attività biologica degli insetti in interazione con l’ambiente.

Foto di: Luca Quagliato

All’interno di un recinto circolare in legno, realizzato a partire dall’incastro di una serie di elementi prototipati, vivono diverse specie di insetti, ospitati dentro a micro bolle bioclimatiche; diversi sensori ne registrano le condizioni e lo stato rilanciando i segnali ad un processore che crea una serie di suoni ad hoc.

Altra novità? Nella stessa settimana dell'installazione INHABITS, nel laboratorio audio Red Bull Studio Mobile, era possibile partecipare alla creazione della colonna sonora del Fuorisalone. Ognuno poteva infatti lasciare la propria impronta sonora e contribuire ad una composizione collettiva.
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di Massimiliano Giberti / 13 Aprile 2017

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