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Elle Decor Italia

Wonderglass protagonista in Porta Venezia

Al Fuorisalone un poetico allestimento per presentare Hollow, la nuova lampada by Dan Yeffet

Al Fuorisalone 2016 Wonderglass porta l’esposizione Luce e Materia, in scena negli storici spazi dell'Istituto dei Ciechi in via Vivaio 7. L' ingresso ricorda il cuore di una fornace, il suo intenso calore, i bagliori del vetro fuso.

Le imponenti architetture dello storico edifico che ospita la mostra fanno da cornice alle creazioni firmate Wonderglass. Tra queste anche le iconiche Flow[T] di Nao Tamura. Foto di: Davide Calafà

L’azienda inglese - con produzione rigorosamente italiana -, che da sempre coniuga il fascino dell’antica arte veneziana del vetro soffiato con le audaci intuizioni di creativi contemporanei, propone un suggestivo percorso sospeso tra arte e design. In mostra, eleganti lampade e iconici chandelier come il seducente Flow[T] della designer giapponese Nao Tamura, accanto agli emozionanti acquerelli di Nicola Magrin, oggi raccontati digitalmente e in futuro disponibili su supporti di vetro grazie a un’innovativa tecnica.

È la luce stessa a disegnare la forma della nuova lampada disegnata dal designer israeliano Dan Yeffet, grazie a una particolare struttura in vetro soffiato. Foto di: Davide Calafà

L’allestimento vede protagonista Hollow, la nuova scultorea luce firmata dal designer israeliano Dan Yeffet, che racconta così la genesi di questa lampada:

Come è nato questo progetto?
Negli ultimi anni ho lavorato molto con la luce. In questo caso volevo soprattutto cercare di catturarla. L’idea è nata osservando il profilo di una boa che galleggiava sull’acqua, ma poi ho cercato di svilupparla in modo tale da enfatizzare la lavorazione del vetro e l’impressione che fosse la luce stessa a determinare la forma dell’oggetto. Un’esplorazione della manualità, dei materiali e delle dinamiche luminose che desse vita a qualcosa di più simile a un’opera d’arte che a una tradizionale lampada.

La struttura di Hollow è un viaggio ai confini delle potenzialità del vetro. L’anello realizzato in alluminio o in polimeri plastici regala slanci contemporanei a una nobile arte antica. Foto di: Davide Calafà

Per questo motivo Hollow è esposta accanto ai lavori di Nicola Magrin?
L’idea è stata di Maurizio e Christian (Mussati, fondatori dell’azienda ndr). Gli acquerelli di Nicola sono realizzati con un unico inchiostro sfumato, attraverso un solo gesto continuo e sono molto emozionanti. Sia i dipinti che la lampada per qualche motivo sono legati all’acqua quindi l’accostamento funzionava. Poi in realtà Hollow e gli acquerelli sono nati da percorsi distinti, ma come spesso accade nella vita le affinità portano a incontrarsi.

Quali materiali sono stati scelti per realizzarla?
Devo innanzitutto fare un piccolo passo indietro. In questi mesi ho immaginato molte differenti versioni di Hollow, cambiando misure ed elementi, ma alla fine sono sempre tornato all’idea iniziale. Ovviamente i protagonisti del progetto sono il vetro e le tracce di una sapiente manualità. Le finiture sono in alluminio e in poliuretano. La lampada non è una vera e propria limited edition, ma le sue misure e il processo necessario per realizzarla la rendono un oggetto molto artigianale, lontano dall’idea di produzione seriale.

In realtà arriveranno anche delle vere edizioni limitate create con materiali particolari, il futuro regalerà parecchie, luminose, sorprese.

 

Un ritratto di Dan Yeffet. Il designer per questo nuovo progetto si è ispirato alla singolare silhouette delle boe nautiche, fondendo tecnologia, antica manualità e arte

 

 

 

 

www.wonder-glass.comwww.danyeffet.com

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di Francesco Marchesi / 14 Aprile 2016

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