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WantedDesign a Manhattan

Una piattaforma per il design internazionale protagonista della Design Week newyorkese

Partiamo dai numeri: per il suo quinto anniversario a Manhattan, WantedDesign ha ospitato più di 120 brand internazionali, mentre 22 sono i singoli paesi che hanno presentato la loro peculiare produzione, dall’Argentina alla Nuova Zelanda, passando per il Giappone. Un intento meritevole, soprattutto quando è andato oltre i regionalismi per arrivare a parlare di artigianato e mercato in maniera costruttiva. Non sempre questo è accaduto, e risulta palese la differenza tra i paesi che hanno affidato la cura del proprio design a organismi di carattere burocratico e chi invece ha fatto riferimento a professionisti del settore, come nel caso della Norvegia (che ha una lunga storia da raccontare in proposito).

In questo senso, l’Italia non ha avuto niente da temere, con una rappresentanza di alto livello legata a marchi del calibro di Driade, Alcantara, Gufram. E la presenza di Diesel che per la prima volta ha presentato al mercato americano tutte insieme le sue produzioni d’arredo, insieme ai partner Seletti, Foscarini, Moroso e Scavolini.

Nel complesso, la piattaforma di WantedDesign ci è sembrata un evento di grandi dimensioni e buon livello. Con un programma professionale e strutturato, che l’ha resa una naturale prosecuzione della non lontana fiera istituzionale ICFF. Per la prima volta, è stata presentata la sezione distaccata WantedDesign Brooklyn, dedicata a sperimentazione e educazione nell’ambito della progettazione.

E se volete un nome da tenere d’occhio, vi consigliamo di appuntarvi quello di Gala Fernández, fondatrice di PioPio Design Labs, che insieme al brand messicano Feltum ha proposto una serie di tappeti, vasi e contenitori il cui comune denominatore è il feltro.

www.wanteddesignnyc.com


di Annalisa Rosso / 25 Maggio 2015

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